Home‎ > ‎anni 1990...‎ > ‎

1996

16 settembre 1996
Mi hanno rubato due ciclomotori nell'arco di 2 mesi. Nelle stesse strade, di un'elegante quartiere della città, 3 aggressioni armate in pochi giorni per rubare orologi da polso ai passanti. Ladri e rapinatori non rischiano nulla: leggo che uno di loro, recidivo, per una serie di rapine ha fatto una settimana di galera. Una domanda: non ricordo a chi dobbiamo presentare il conto per questa "depenalizzazione della micro(sic!)criminalità".
Fantapolitica italiana:
"Provate a dire di no all'uso esagerato della detenzione preventiva o della custodia cautelare e si vedrà entrare in funzione un meccanismo [applausi e sventolio di bandiere] Hai subito la dichiarazione di Borrelli [bravooo!] l'articolo di D'Ambrosio [sììì!] l'intervista di Caselli [alé! bis! siamo forti!] Se dici di no all'uso spregiudicato dei pentiti hai Siclari o Cordova che dicono: allora noi non facciamo più la lotta alla mafia [bravi! giusto!] Così chiunque solleva problemi per difendere lo Stato di diritto è automaticamente o amico dei tangentisti o complice dei mafiosi [è vero! alla gogna!]"
Scusate, ho fatto un sogno: che davvero qualcuno arringhi la folla con quelle parole già sentite, ma con tutt'altro spirito!
(le parole virgolettate sono di Giuseppe De Rita presidente CNEL - la Repubblica 13 settembre 1996)

13 settembre 1996
Tra le tante collaborazioni richieste al cosiddetto "extracomunitario illegale pentito" non leggo però quella che riguarda il suo peccato originale, cioè il suo ingresso illegale in Italia. Quanto potrebbe essere utile invece qualche testimonianza in un aula di giustizia, non dico per stroncare, ma almeno per disturbare il traffico illegale e clandestino di extracomunitari. Una dimenticanza?
Mario Vargas Llosa, nel suo articolo del 10 settembre 1996 "Immigrati: chi può fermare il mare?", ci dice che "l'immigrazione è un'iniezione di vitalità, energia e cultura e i paesi dovrebbero accoglierla come una benedizione". Per giustificare con esempi questo "mare" inarrestabile ci porta il caso di distinte famigliole peruviane, sicuramente timorate di Dio, che dopo mille traversie, vivono felici facendo i domestici o le cameriere. C'è qualcuno che potrebbe opporsi a una tale immigrazione? Io no. Però l'emerito scrittore non ha portato invece l'esempio, che so, della banda di albanesi che ti infilano un coltello in pancia per derubarti, o del polacco ubriaco che ti spacca la testa perché non gli hai fatto elemosina, o della gang nigeriana che sfrutta prostitute e altra varia umanità dedita alla delinquenza nel paese di Bengodi.
L'immigrazione più che un mare la vedrei come un fiume che insieme all'acqua fresca porta anche tante immondizie: l'acqua porta vita, i detriti portano ... Le Pen! E ciò infine bisogna decidere: se si può continuare a invitare chiunque o se uno Stato può avere il diritto di decidere chi invitare.
L'atteggiamento ipocrita di un intellettuale che conosce gli immigrati solo "durante un fine settimana nella proprietà di amici" come domestici in livrea, non è certo "un'iniezione di vitalità" nel dibattito sull'immigrazione, ma serve solo paradossalmente ad aiutare ancor più Le Pen!
Con riferimento all'articolo di Antonio Polito di martedì 20 agosto 1996 "I disperati del sud" (perché orfani di Mensorio).
Noi che ancora crediamo nella Giustizia che faccia il suo dovere, per fortuna non abbiamo un funerale con cui contarci: possiamo solo manifestarci con scritti di piena solidarietà ai vari Boccassini, Borrelli, Cordova; ma voglio credere che siamo ben più di diecimila o di un milione. Perciò frasi come quella di Polito "... In questo senso la fase della rivoluzione giudiziaria deve considerarsi davvero finita, e se c'è qualche Savonarola che ancora non la ritiene tale è bene che si metta l'animo in pace ..." è bene che l'autore se le metta nel suo computer e non ce le faccia uscire. Perché scritti su la Repubblica sono pensieri che ci offendono e ci preoccupano assai.

2 luglio 1996
commento alla Repubblica del 2 luglio 1996, cronaca di Roma:
Come si fa ad intitolare "Giustizia privata, tentato omicidio" un episodio che si rivela poi, come descritto nel corso dell'articolo di Massimo Lugli, un esempio di legittima difesa da un'aggressione minacciosa e in sovrannumero da parte di ladri accertati?
Si parlava proprio oggi con il giornalaio del calo di vendite della Repubblica. Con titoli come quello di oggi mi chiedo proprio di quali lettori andiate in cerca.
La lettera "Premio alle due ruote e un po' di buon senso", pubblicata sabato 25 maggio 1996, spero apra un dibattito sull'opportunità di incentivare l'uso delle due ruote - moto e bici - in città. Qualche proposta:
1. Visto che i ciclomotori odierni sono quasi delle moto in fatto di sicurezza, che senso ha il vessatorio divieto di portare un passeggero?
2. Visto che i veicoli a due ruote occupano 50 cm di larghezza in carreggiata e possono facilmente accostare all'occorrenza, perché non permettere ad essi la marcia contromano con una apposita corsia in tante vie a senso unico?
3. Visto che tanti marciapiedi sono di larghezza spropositata rispetto alle necessità dei pedoni, perché non permettere che i veicoli a due ruote possano parcheggiare ordinatamente su di essi?
4. Visto che le biciclette viaggiano in grande pericolo sulle strade romane, perché non studiare percorsi alternativi che includano marciapiedi?
Se tutti vanno in due sul motorino, se tutti parcheggiano moto e motorini sul marciapiedi, perché non si vuol capire la ragione e prendere atto di tali comportamenti ormai normali, invece di mantenere la popolazione nell'illegalità per creare un diffuso senso di angoscia sotto l'occhio di vigili mai stati così severi come negli ultimi anni? A chi giova?

12 aprile 1996
Dal giornale del 12 aprile apprendo che l'Unione Italiana Ciechi (sic!) protesta per uno spot muto (sic!) della Levi's passato in tele-visione (sic!): una notizia del genere non l'avevo mai vista!

16 marzo 1996
Caro Direttore,
conforta sapere che "gli inesorabili burocrati dei beni culturali" ancora una volta abbiano saputo resistere ai tentativi di sfondamento (in tutti i sensi) dei concerti rock nei nostri monumenti, sordi senza eccezioni, per nostra fortuna, ai richiami ondivaghi dell'opinione pubblica sempre pronta allo scandalo a tutti i costi.
Stupisce invece che un giornale come la Repubblica, con le sue penne coraggiose e tenaci nella denuncia di ogni attacco al nostro patrimonio, si scateni stavolta contro i Beni Culturali e affidi la sua posizione ad un articolo così banale (pubblicato addirittura sulla pagina dei commenti, "La chitarra di Bruce" sabato 16 marzo) e scontato per un settimanale di musica per teen-ager.

1 marzo 1996
LETTERA PERSONALE E RISERVATA
Direttore!
Come già faceste per De Lorenzo, ecco che è partita sul Suo giornale la subdola campagna pietista e perdonista verso il peggior bandito degli anni '80: Craxi!
A che la dobbiamo? All'ipergarantismo babbeo e ipocrita? alla malafede? alla paura e alla vergogna? ad altro?
Le scrissi in una recente lettera personale che mi rivolgo a Lei come a un padre. Sono sempre pronto al ripudio! In tanti begli articoli Lei ha avuto il coraggio di sputare in faccia a certa gente. Poi sembra tirarsi indietro.
C'è un Italia di fede democratica che in questa situazione di caos politico e sociale vuole posizioni chiare, coerenti, forti, decise. E vuole un impegno serio su quelle posizioni. E vuole tutto ciò da altre persone di fede democratica. Non sa scivolare a destra semplicemente perché a destra su quelle posizioni c'è solo un populismo demagogico, falso e inetto.
L'italiano, si sa, è un tipo umano senza coglioni, debole, sincero fautore del perdono. E costantemente se lo fa mettere nel didietro. Cercate di non rappresentarlo, bensì di educarlo. Perché all'Italiano dell'unghia incarnita di Bettino non gliene deve fregare nulla, anzi deve augurarsi che crepi. E vedrà che a quell'Italiano un Berlusconi "gli fa una pippa".
Andrea Ricci

febbraio 1996
Ci può essere un doppio criterio di giustizia:
A) uno che giudica l'atto
B) uno che giudica la persona
Prendiamo esempio da questi due episodi:
1) un individuo, guidando pericolosamente, investe un ciclista e non si cura affatto di ciò che ha fatto; subito dopo è costretto a fermarsi a un semaforo e un cittadino lo apostrofa violentemente per ciò che ha fatto; l'individuo allora abbassa il finestrino e sputa addosso al cittadino
2) un individuo entra in un gioielleria per rapinarla; un commesso reagisce ma viene sopraffatto dal rapinatore che lo ammazza
Se giudichiamo l'atto, il secondo reato riceve una sanzione più grave
Ma se giudichiamo la persona ci rendiamo conto che siamo di fronte allo stesso tipo umano
La giustizia si rifà normalmente al criterio A). Dovrebbe invece considerare anche il criterio B). Come?
Per il criterio A) si prevede il carcere
Ad esempio, a vita per l'episodio 2); 5 anni per l'episodio 1)
Per il criterio B) si prevede l'interdizione dal godimento di diritti pubblici determinati
Ad esempio, a vita per entrambi gli episodi
Se infatti dovessimo sceglierci un sindaco, come potremmo preferire l'un individuo all'altro? Entrambi mi sembrano riprovevoli allo stesso modo

febbraio 1996
In Tennessee i dieci comandamenti sono esposti nei luoghi pubblici e i professori che dimostrano l'evoluzionismo sono licenziati. Grazie, o Signore, per non avermi fatto nascere nel Tennessee.
PS: A Monza, il Tribunale condanna il derubato a pagare i danni provocati dal ladro della sua auto. Ti prego, o Signore, di non farmi rubare l'auto in Italia!
Comments