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1994

30 dicembre 1994
caro Piero Ottone,
mi permetto il "caro" perché mi trovo in stupefacente accordo con quanto Lei settimanalmente scrive nella Sua rubrica "Vizi & Virtù", in particolar modo per quanto riguarda il traffico automobilistico.
Nell'ultimo numero citava l'abuso degli indicatori di direzione. Avrebbe potuto menzionare anche il potente faro posteriore antinebbia, che usato quando la nebbia non c'è diventa accecante.
Ma poco spesso La leggo criticare il legislatore piuttosto che l'automobilista: ad esempio i limiti di velocità assurdamente bassi e perciò non rispettabili ma che ci fanno avvertire quel perenne stato di colpa (tipico della cultura cattolica). E in questo capitolo una cosa "mi manda veramente in bestia" per la stupidità di chi legifera: il fatto che in Italia sulle autostrade a 3 corsie, la corsia di marcia normale sia quella centrale. Suppongo che Lei, come me, viaggi spesso in altri paesi europei in automobile. Si sarà allora accorto che in tutti i paesi europei, dove vi è una autostrada a 3 corsie si è tenuti a procedere sulla corsia di destra, lasciando perciò la possibilità a 2 flussi di automobili di superarci, uno nella corsia centrale e l'altro nella corsia di sinistra. La strada è assimilabile ad un fiume e un'auto, anche se in movimento, è un ostacolo: se è a destra provocherà una strozzatura di un terzo dello spazio a disposizione; se viaggia al centro riduce ad un terzo lo spazio disponibile per il sorpasso (essendo notoriamente vietato il sorpasso a destra). Spero di essermi spiegato e di averLe fatto capire non solo il disagio ma talvolta anche il pericolo provocato da una assurda norma del codice stradale italiano (e tralasciamo le implicazioni psico-sociologiche del poter procedere al centro della carreggiata per l'italiano medio a bordo di una vettura media che costringe "l'altro" - più veloce - alla sottomissione di un "permesso", eccetera ...).
Le sarò enormemente grato se vorrà prendere in considerazione questo fatto in uno dei suoi prossimi articoli.

23 febbraio 1994
Sono riuscito a vederlo, almeno una volta, al tg3, il famoso spot pubblicitario della carta di credito americana su cui tanto ci si è inalberati. Vi è mostrato un paese bello - e quindi probabilmente europeo, ma chi lo sa che è Todi? - e due bambini che portano a spasso un asino per il centro deserto - ma quale sarà al mondo d'oggi quella cittadina così fortunata dove i bimbi sono così fortunati da poter passeggiare per il centro con un asino? - i quali bambini incontrano una coppia di turisti stranieri che gli offrono una macchina fotografica in cambio dell'asino, o almeno così gli sembra! e che quindi felici e contenti se ne vanno (e non "fuggono dopo lo scippo"!) con il nuovo gioco. La coppia straniera, grazie alla carta di credito, anche in un paese così bello da sembrare fuori dal mondo riesce ad ottenere una macchina fotografica nuova. A questo punto io non saprei se sia la pubblicità di una carta di credito o una pubblicità turistica. Certo si è trasformata invece nella pubblicità di qualche demagogo locale.
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