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1985

(1985)
non saprei ... tristezza: vorrei tanto parlare un po' con papà, che affacciasse la testa in camera per darmi la buona notte e con una scusa poi magari entrasse per sedersi sul letto, e mi chiedesse qualcosa; e allora lo abbraccerei stretto stretto e piangerei sulla sua spalla, perché lui ora non c'è più
(1985)
com'era dolce papà al telefono. Com'era dolce e inaspettato quando mi chiamò a Gaeta quella mattina, due giorni prima di morire. Io mi preoccupavo degli scatti del telefono, lui si preoccupava di non potermi parlare più, di sentire la mia voce per l'ultima volta. Come potevo capire amore mio. La morte di una persona che amo, la distruzione di un'abitudine, la mia abitudine ad averlo vicino, nei suoi gesti quotidiani e irripetibili
(1985)
le uniche cose sincere che si dicono ad un funerale sono i commenti dei becchini alle ragazze che entrano in chiesa. Il resto sono le solite recitazioni, le solite cazzate
(1985)
un uomo qualunque, affacciato ad una finestra di un palazzo qualunque, in una grande città, qualunque sia: che squallore!
(1985)
le risposte al perché della vita sono muri di carta: apparentemente solide, non resistono ad alcun attacco

(1985)
è bello vivere quando si è felici
(1985)
mi è rimasta impressa un'immagine di Parigi: l'enorme e scuro edificio del Louvre che con la sua bocca gigantesca divora lentamente una fila chilometrica di turisti
(1985)
"Dei meriti che sappiamo apprezzare negli altri abbiamo il germe in noi" diceva Goethe. Allora io ho tanti germi, ma cazzo, ne crescesse qualcuno! La sensazione di non aver mai fatto nulla nella vita mi deprime; almeno mi fossi divertito. Strappare il giorno perché non finisca: questo è vivere. Lasciarsi spingere senza opporre resistenza: questo è vegetare. Ma cosa è Fare? Fare ... mi viene in mente un lavoro attivo, creativo, nuovo, prepotente, sconvolgente: scrivere un libro che poi qualcuno legge, fare un film che poi qualcuno vede. Che schifo la mediocrità, il tirare avanti. Ma la gente ha pure bisogno di pane, di una sedia, del portiere: c'è tanto bisogno di qualcuno, di tanti che tirino avanti, che pure fanno qualcosa. E tu invece? "Tu hai commesso il peggior crimine che un uomo possa commettere: hai sprecato la tua vita. COLPEVOLE!" (da "Papillon")
(1985)
l'uomo è un errore della natura, un cancro; ogni uomo ha un cancro: è il suo cervello, grazie al quale sta distruggendo non solo se stesso, ma il mondo
(1985)
le risposte al perché della vita sono muri di carta: apparentemente solide, non resistono ad alcun attacco
(1985)
un uomo qualunque, affacciato ad una finestra di un palazzo qualunque, in una grande città, qualunque
(1985)
le uniche cose sincere che si dicono ad un funerale sono i commenti dei becchini alle ragazze che entrano in chiesa. Il resto sono le solite recitazioni, le solite cazzate
(1985)
non saprei ... tristezza: vorrei tanto parlare un po' con papà, che affacciasse la testa in camera per darmi la buona notte e con una scusa poi magari entrasse per sedersi sul letto, e mi chiedesse qualcosa; e allora lo abbraccerei stretto stretto e piangerei sulla sua spalla, perché lui ora non c'è più
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