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Scoperta a Venezia una targa slovacca ai SS. Cirillo e Metodio  

Venezia, San Pietro di Castello, 30 giugno 2013

Mons. Dino De Antoni, arcivescovo emerito di Gorizia e mons Frantisek Rabek, vescovo ordinario militare della Slovacchia, con l'autore della targa, il maestro Marian Polonsky

A Venezia, per secoli punto di raccordo tra Oriente ed Occidente, si è scoperta domenica 30 giugno una targa dedicata dalla Slovacchia ai santi Cirillo e Metodio, i missionari patroni d’Europa che con la loro opera nel IX secolo hanno creato ecumenicamente un ponte tra i due mondi del cristianesimo, tra Roma e Costantinopoli. La targa ricorda il passaggio dei santi “Apostoli degli slavi” a Venezia nell’anno 867, quando gli ecclesiastici latini ottusamente contestarono loro l’uso della lingua slava in liturgia. L’episodio conosciuto come “disputa di Venezia” non scoraggiò i missionari che difesero tenacemente l’invenzione dell’alfabeto glagolitico e l’uso della lingua paleoslava nelle cerimonie liturgiche, superando così la tradizione liturgica trilingue che ammetteva solo ebraico, greco e latino grazie all'approvazione del loro operato da parte del Papa Adriano II in una cerimonia nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. L'opera dei santi fratelli è stata più volte sottolineata dalla Chiesa cattolica nei tempi moderni, fino alla nomina di Giovanni Paolo II nel 1980 dei Santi Cirillo e Metodio come co-patroni d'Europa insieme a San Benedetto da Norcia.

«Qualche volta», ha detto scoprendo la targa mons. František Rábek, vescovo delegato della Conferenza Episcopale Slovacca per gli eventi del giubileo cirillometodiano, «la gente ha bisogno di tanto tempo per comprendere a fondo le cose. Da allora passarono quasi 1100 anni, ma proprio l’esempio dei santi Cirillo e Metodio ispirò il Concilio Vaticano II nel consentire la celebrazione della liturgia nella lingua del popolo. Credo che voi veneziani non sappiate immaginarvi la celebrazione della santa Messa se non nella bellissima lingua italiana. Voglio allora ringraziare voi, fratelli veneziani, per questo “risarcimento” ai santi Cirillo e Metodio, dato oggi dalla vostra accoglienza, esempio di amore cristiano».


 

La cerimonia, tenutasi presso la veneziana Basilica di San Pietro di Castello, prima cattedrale e prima sede del Patriarca di Venezia, nel corso dell’annuale sagra partecipata da centinaia di fedeli, è stata guidata dal vescovo Rábek, Ordinario militare della Slovacchia, insieme all’Arcivescovo emerito di Gorizia Dino De Antoni. Mons. De Antoni, conoscitore del mondo slavo, ha lodato l’idea e ha rimarcato come l’iniziativa affidi ai santi degli slavi un posto e un riconoscimento in quella che fu l’antica cattedrale della città di Venezia, che li vide protagonisti di un evento anticipatore.

L’Ambasciatore della Repubblica Slovacca, Mària Krasnohorskà, ha ricordato l’importanza dell’anno 2013 nella giovane storia del suo Paese: «festeggiamo infatti», ha detto, «i 20 anni della nostra repubblica indipendente e sovrana, e i 1150 anni dall’arrivo dei nostri padri, i santi Cirillo e Metodio, nella Grande Moravia, ove oggi è l’odierna Slovacchia. […] Italia e Slovacchia sono oggi legati insieme nell’Unione Europea, come volevano Cirillo e Metodio, padri dell’Europa». Da oggi, ha sottolineato, «la Slovacchia, con le sue radici, è presente in questa chiesa, accrescendo i già ricchi legami tra Italia e Slovacchia».

Anche il Vice Sindaco di Venezia Sandro Simionato ha voluto sancire «l’errore di miopia commesso in passato nel non riconoscere il diritto di poter manifestare la fede nella propria lingua». «Oggi siamo a risarcire, come bene diceva il vescovo Rábek, questo sbaglio, e ringrazio a nome della città di Venezia la sensibilità che la Repubblica Slovacca dimostra per questo legame storico che ci unisce».

Da sinistra: Jozef Behyl, Livia Nogova (Slovenske elektrarne), Zuzana e Pierluigi Solieri (Ass. Allegra), mons. De Antoni, Marian e (in ginocchio) Tomas Polonsky, Maria Krasnohorska (Ambasciatore Rep.Slovacca), mons. Antonio Meneguolo (Patriarcato di Venezia), Emanuela Zucchetta (Soprintendenza ai beni architettonici di Venezia), Sergio Simionato (vice sindaco di Venezia), mons. Frantisek Rabek (Conferenza episcopale della Slovacchia), mons. Renato Tasso (parroco di San Pietro di Castello).

Da sinistra: Jozef Behýl, Lívia Nogová (Slovenské elektrárne), Zuzana Solieri (Allegra), Pierluigi Solieri, mons. Dino De Antoni, Tomáš Polonský (in ginocchio), Marián Polonský, Mária Krasnohorská (Ambasciatore Repubblica Slovacca), mons. Antonio Meneguolo (Patriarcato Venezia), Emanuela Zucchetta (Soprintendenza ai Beni Architettonici Venezia), Sandro Simionato (Vice Sindaco di Venezia), mons. František Rábek (Conferenza episcopale della Slovacchia), mons. Renato Tasso (parrocchia di San Pietro di Castello).


Presente l’autore dell’opera, il Maestro scultore, medaglista e incisore slovacco Marián Polonský, visibilmente emozionato per il compimento di questo progetto dopo una lunga ideazione e un altrettanto lungo lavoro. Polonský già può vantare altre opere simili dedicate ai santi Apostoli degli slavi in Italia – nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma e presso il Duomo di Ravenna.

Da oggi dunque Venezia, a lungo punto di riferimento e centro di dialogo tra le due parti del continente, porta un segno del passaggio in città di Cirillo e Metodio, sancendo relazioni storiche con il mondo slavo, e la Slovacchia in particolare, in un anniversario così importante come i 1150 anni della missione in Grande Moravia.


Il progetto è stato realizzato dall’Associazione Allegra di Bratislava e sostenuto da Ministero della Cultura della Repubblica Slovacca, Ministero degli Affari Esteri ed Europei della Repubblica Slovacca, Conferenza episcopale della Slovacchia, Slovenske elektrarne, una controllata del Gruppo Enel, Nadácia (Fondazione) VÚB (Gruppo Intesa Sanpaolo), Jozef Behýl.


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Si ringraziano a vario titolo: Stanislav Bajaník, Marián Polonský, Tomáš Polonský, mons. František Rábek, mons. Renato Tasso, mons. Antonio Meneguolo, Mária Krasnohorská, Paolo Basili, Federica Carlotta Girardi, Francesco Leoncini, Stanislav Vallo, Michele Bologna, Ignacio Jaquotot, Loris Colusso.

 

 

Vedi a questo link la genesi del progetto, realizzato nel 1150° anniversario dell'inizio della missione dei santi Cirillo e Metodio, Apostoli degli Slavi, nella Grande Moravia (863-2013).