UllalLà


Inquietum est cor nostrum
(vuoi cafri, vuoi cafune o cafirune ca simm'),
Domine, donec requiescat in Te.



Il peperone sfoggia
nel breve spazio d'una bancarella
la stessa tricromia
che l'acero squaderna lungo il tempo
di tre stagioni.



Il cosiddetto «tasso di natalità» cresce
parallelamente ad altri tre tassi:
quello di mortalità, quello di povertà
e soprattutto quello di religiosità.



Fino ad ieri, eravamo certi che un terremoto
fosse purga e castigo
del Padre nostro.
Oggi, dopo aver sorriso di quella certezza,
stiamo a discutere, nei social network,
se 'sto terremoto era prevedibile o no,
se la colpa è dell'HAARP,
se si era provveduto a costruzioni antisismiche,
se il Governo stanzia fondi o chiede una colletta,
se Vigili del Fuoco e Protezione Civile ...



Avevamo certezze monolitiche,
condivise sia alla base che al vertice
della piramide,
finché qualcuno prese a zufolare
di relativismo. E più d'uno gli diede retta,
prima d'accorgersi che relative
- secondo il pifferajo - erano solo le nostre,
antiche, certezze, non le sue, nuove, flautate
ed assolute.



Quattro stagioni come quattro età.
Per un vecchio, curarsi è prolungare l'inverno.



Come l'uovo d'un insetto può schiudersi
in un corpo non suo,
del quale la larva si nutrirà,
così può capitare a colei che non voleva
restare incinta.



Lasciare il certo per l'incerto. Questa
è la sola controindicazione del morire,
che si annulla allorché
la vita è solo una vita di stenti.



C'è chi esalta la modernità per il di lei
rendere l'individuo indipendente
da strutture tradizionali come la Chiesa,
la famiglia (i parenti, il vicinato et similia)
e perfino la patria.
C'è pure chi, un po' più lungimirante, la critica
per gli stessi motivi, ognuno dei quali porta
ad una disperata solitudine.
Nessuno dei due però nota che indipendente
l'individuo moderno lo è assai meno
del suo predecessore,
che non dipendeva né da un mercato,
né da un supermercato.



Il bello delle creature angeliche è nel loro
non aver forma,
sicché, quando ne vedi una, questa
è proprio come te l'immaginavi.


L'aggregato si scinde:
il corpo va a sfamare corpi altrui
(umani e subumani)
e l'anima va incontro al sovrumano.
Lo scisso si riaggrega:
l'anima si fa seme, il corpo mette radici
e l'albero cresce, omogeneizzando
tutta una meraviglia di eterogeneità.



Sapersi incorporeo, benché in un corpo.
Pur materializzato, sapersi immateriale.
Sapersi immutabile, pur dentro un mutamento
indiavolato.



Un mondo di illusioni,
virtuale, fasullo, di cartapesta,
è quello a cui si invitano ogni giorno
televisori e teleascoltatori
con la voce suadente e il volto seducente
di qualche femmina.
Vero è che, oltre al Paese dei Balocchi,
c'è la Fata Turchina.



Entrare in un ambiente
significa uscire da un altro ambiente.
Uscire da un ambiente
significa entrare in un altro ambiente.
Così morire e nascere, nascere e morire.



Una nottata in treno,
in una carrozza declassata - a tua insaputa -
dalla prima alla seconda, in mezzo ad una teppa
di tifosi di calcio,
t'obbliga non solo a rimpiangere l'esistenza
d'una terza classe, ma ad auspicare perfino
l'arrivo d'una quarta.



La morte, a ben vedere,
non è che il passaggio della vita da un io all'altro,
da un io ad un noi,
da un io ad un Sé.
Non è solo un giocare coi pronomi
perché, come mors tua - per le formiche -
è vita nostra e come la tua vita
è la morte del pollo,
così la tua morte perpetua l'unica vita,
quella divina.
La differenza tra un io e l'altro, insomma,
è che tertium non datur tra chi gioca il Suo gioco,
facendo di se stesso il Giocatore,
e chi non vuole starci,
facendosi giocattolo e giocato.



Il vantaggio dell'oro
era nel suo trovarsi in quantità limitata,
il che impediva al ricco di farsi troppo ricco.
D'altronde il povero,
col Tuo aiuto (la solidarietà
degli altri poveri e la carità - non rarissima -
del ricco di cui sopra),
tirava avanti.
Il vantaggio del dollaro
è nel suo potersi stampare come coriandoli,
in quantità davvero illimitata
(senza perciò funzionar meno bene dell'oro)
o addirittura
di non doversi stampare affatto, limitandosi
ad aggiungere uno zero - prima della virgola -
a un conto in banca.
Sarebbe stato facile
sfruttare questo vantaggio, aggiungendo uno zero
ai conti in banca più striminziti oppure dando
un bel malloppo di dollari nuovi di zecca
a chi 'sto conto in banca non ce l'ha.
Sarebbe stato facile,
ma il ricco non volle, perché altrimenti
chi l'avrebbe sposata, Madonna Povertà?



Che un bell'uomo voglia vivere cento e più anni,
tale restando, è cosa non del tutto
priva di senso.
Ma che chi arriva a novant'anni, con ogni acciacco
ed ogni bruttura dei novant'anni,
voglia campare ancora ...
Benedetto sie Tu,
Signore, che ài nascose ai massimi queste cose
et àile rivelate solo ai minimi.



Negare sensibilità all'apparentemente
insensibile gli è negare il muoversi al vento
perché non ha gambe, il mangiare al fuoco
perché non ha denti o il vedere all'aquila
perché non ha occhiali.
L'omonimo del campano,
Tommaso il calabro, disse così.

Vissi seimila anni, disse ancora.
E ciò, quattro o cinquecento anni or sono.

Infine, circa l'oggi, predisse quanto segue.
Stavamo tutti al buio. I più, sopiti
d'ignoranza, nel sonno. E i sonatori
pagati raddolcîro il sogno infame.
Altri, vegghianti, rapivan gli onori,
la robba, il sangue, o si facean mariti
d'ogni sesso, e schernian le genti grame.
Le pecore co' lupi fûr d'accordo
contra i can valorosi (fedeli al Vetus Ordo),
per restar dipoi preda del loro ventre ingordo.



Il cosiddetto «complesso di inferiorità»,
se uno ha fede lo reputa invenzione diabolica.
Quell'accrocco di miserie che è l'io,
col suo stupido orgoglio travestito
di volta in volta
da timidezza, vanità, paura e speranza,
non merita autostima alcuna. Il solo motivo
legittimo di fierezza è sapere che Dio
- chiamiamoLo Sé - muove e commuove ciascun io
nel malcelato intento
di farlo ridere fino alle lacrime.



In quanto Uomo
ed in quanto Figlio, Gesù pregò
che gli venisse risparmiato un amaro calice.
Nel primo caso pregò Dio, nel secondo il Padre.
Essendo Gesù sia Uomo che Dio
e sia Figlio che Padre,
in entrambi i casi pregò Se stesso.

ForzarSi la mano Gli sarebbe stato facile
e in tal modo allontanare quell'amaro calice.
Ma non lo fece,
perché in quanto Figlio doveva obbedire al Padre
ed in quanto Uomo obbedire a Dio.
La gerarchia va rispettata, insomma,
anche quando due figure gerarchiche
sembrano una.

Visto che Dio è presente in ogni uomo,
si direbbe che per noialtri la situazione
non sia troppo diversa.
Quanto all'amarezza del calice, ogni buon padre
sa fino a che punto si può esigere da un figlio.



Un «bisogno» non è che un doppio sogno:
prima si sogna di desiderare qualcosa
e poi si sogna il soddisfacimento
di questo desiderio.



Se è vero che il cosiddetto «complesso di Edipo»
rende difficile sostituire la madre
con la moglie e se «materia» è da mater,
"materialista" sta per "culattone"
(almeno in pectore).



Si può capire l'ateo,
che rifiuta l'uso del lessico religioso
e che pertanto nega il concetto di Creazione.
Ma il sedicente «satanista» (uno cioè
che si definisce in termini biblici),
che usa ed abusa delle creature
e ciò facendo maledice il loro
e il suo Creatore,
è incomprensibile.



Se non fossero in malafede (e quindi
se non si trattasse di perversione),
si potrebbe anche parlare di stupidità
di quelli che comandano.
Dalla chemioterapia, che ne ammazza
più della malattia di cui si pretende cura,
all'europeizzazione, che rende più povero
chi povero lo era già e impoverisce
chi ricco non lo era ancora, la prassi non cambia.
Repetita non juvant,
quando perseverare è chiaramente diabolicum.



Se mi si rompe una damigiana d'olio, so
che mi aspettano i sette anni fatidici.
È già successo.
Il dubbio è se lo spargimento d'olio
sia causa o segno (id est presagio) di tale effetto,
perché, proprio nello stesso periodo,
mi sorvolò un infausto transito di Saturno.
Altro segno? O concausa?
Facevano bene, gli antichi, a moltiplicare
le cause, ben sapendo che alla fine
la Causa è una.



L'arte di vivere
consiste nell'atteggiarsi in maniera siffatta
che cose e persone, anziché attendere un invito
da parte nostra,
ci vengano incontro spontaneamente
e di nostro malgrado.



PensarTi padre
e quindi lam yalìd wa lam yulàd
non è paradossale quanto pensarTi madre
e insieme vergine.
Madre, per giunta, figlia del Suo figlio.



Cinque petali, il gelsomino; cinque
foglie, la potentilla
e cinque rami [che spuntano dal tronco], l'uomo.
Cinque per tre, quindici; cinque più uno, sei.