'a sposa
'a zuppa cotta
'o monaco
'o spitale

Indovinela grillo
L'Italia
Se chiagne

'a resata
Chella ca 'uarda 'n terra
Natale
Omnia bona 
Sant'Antonio
Tarallucci e Darwin

'a maraviglia

'e ddoje zetelle
'onna Pereta fore 'o balcone
Ll'aneme d'o prïatorio
Pulecenella
Sotto 'ncoppa
Trentatré
UllalLà

Il mestiere dei misteri
Il sofo sul sofà 
L'aicuteca 
L'omm' 'e mmerda

'a Maronna
Passacaglia

TOMBOLOTOMBA and TOMBOLA they are from middle french tomber, from old french tombertumbertumer (“to dance, jump, tumble”), from old frankish tumon (“to rotate, reel, sway”), from proto-germanic tumonan (“to turn, rotate”), cognate with old high german tumon (“to rotate, turn round”), old norse tumba (“to fall, tumble”), old english tumbian (“to dance about, leap, tumble”). In dettaglio, per TOMBOLO si intendono sia il cuscino cilindrico da giustapporre ai due angoli del canapè che l'arnese omonimo, simile ad un manicotto, sul quale ricamare; ma il lemma non è che la deformazione popolare di «tomolo» (come accade a bombere e cocombero, adoperati al posto di «vomere» e «cocomero»), ovvero "tumulo", cioè "tomba".

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Tutto gira: il ciel gira, il cervel gira, nello scriver si giran sempre le penne, che le gira la mano, che la fa girare il capo, che le rotelle che vi son dentro, girando, fanno girare.
E così ogni cosa gira: il sole, la luna, le stelle ...
E chi pensa di non girare gira più di tutti, perché così dispose il Grande Girellone, che ogni anno ed ogni cosa giri (almeno finché ’un Gli girano i corbelli). Ed è ben vero che non tutte le cose girano ad un modo: chi gira una volta l’anno, chi una volta il mese, chi una volta il dì, chi ogni ora e tale gira del continuo.
Voi dovete aver provato, quando eri fanciulli, ad aggirarvi attorno cento volte: sapete che, quando voi vi fermavi, tutto quel che voi vedevi pareva che girasse e, se volevi correr, voi cadevi in terra. Umbè: voi girate ancor similemente, ma fate le volte più grandi, come dire, ora a Vinegia, ora a Roma, ora in casa, ora in piazza, or fuori in villa, or dentro in città, or salite, or scendete et ogni dì et ogni mese et ogni anno tornate a far cento e mille volte quel medesimo, cioè girar intorno intorno, non vi partendo da quel punto di mezzo del centro. E quando avete aggirato, aggirato, aggirato, se volete andar via subito voi cadete in terra, ovvero in una fossa di terra.
Né gli è finito lì l'aggiramento, 'ché poi prende a rigirarsi nella tomba, quel che di voi rimane nella tomba. E quel che no? Dio bo', 'un si ferma punto. Gli è mestieri che giri, s'aggiri, prenda il giro de' circoli paradisiaci o venga preso in giro ne' gironi infernali.