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risultati della prima campagna di scavo hanno chiarito definitivamente l’importanza di Abu Tbeirah, che si è rivelata essere una grande città del III millennio a.C. governata da una ricca élite che si circondava di maestranze abili e di oggetti di lusso. Il sigillo cilindrico in conchiglia, splendidamente lavorato, ritrovato durante la survey dopo una giornata di pioggia, indica senza ombra di dubbio la presenza di un’amministrazione complessa, che utilizzava strumenti di alta qualità e valore artistico, secondo la moda della vicina città di Ur. Inoltre, i numerosi frammenti di vasi in alabastro, trasparenti e dai colori cangianti, testimoniano una committenza elevata ed esigente.
Lo scavo delle grandi strutture individuate tramite le foto satellitari
consentirà di gettar luce su un periodo ad oggi piuttosto oscuro
della storia della Mesopotamia del Sud, periodo che la città di Abu Tbeirah visse certamente da protagonista.
Al di là delle ragioni scientifiche evidenziate, altre importanti considerazioni di natura ambientale premono per una prosecuzione delle attività ad Abu Tbeirah:
·il sito è in pericolo per via dello scavo incontrollato di canali e trincee per condutture che l’attraversano, sia per l’attività dei pastori che conducono le loro greggi sul sito intaccando la superficie;
·il piano regolatore della nuova Nassiriyah prevede l’espansione urbanistica della città verso quest’area, che necessita quindi di essere sottoposta a tutela.

Da un punto di vista più strettamente socio-economico, lo scavo di Abu Tbeirah, oltre a consentire alla Soprintendenza locale di mantenere il controllo del territorio grazie ad attività archeologiche continuative nell’area, contribuirà in maniera significativa alla rivalorizzazione dell’area, dando avvio ad attività che consentano una ripesa del turismo locale.

Lo scavo e lo studio del sito permetterà, in conclusione, di rendere possibile uno sviluppo armonioso dell’area, non penalizzando i beni culturali, ma immettendo questi nel tessuto civile ed economico del Dhi Qar.

In particolare la ripresa degli scavi porterà un nuovo afflusso di risorse economiche, mettendo in risalto lo spessore e l’importanza dell’eredità culturale irachena e la ripresa del turismo risulterà essenziale nella lotta alla povertà.

L’impostazione delle attività della Missione ad Abu Tbeirah come scavo-scuola per i giovani iracheni impegnati nello sviluppo culturale del loro paese servirà di certo alla creazione di reali e adeguate opportunità di lavoro connesse in maniera diversa al turismo e, più in generale, all’ambito culturale. Con la sponsorizzazione dell’Ambasciata, si è già dato inizio ad un programma di corsi di archeologia, filologia, topografia, restauro, turismo e redazione, tenuti da alcuni studiosi della Missione e dedicati sia agli studenti dell’Università del Dhi-Qar sia a membri di associazioni culturali.

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Licia Romano,
09 dic 2011, 02:52
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