L'organo a canne di cipresso

 
    Dell'organo a canne di cipresso di S. Maria delle Grazie non si conosce l'autore, né l'anno esatto di costruzione. La sua antichità e il suo valore sono stati appurati con una minuziosa e diligente analisi dello strumento, condotta dall'esperto direttore del Laboratorio di restauro degli organi storici, che ha sede in Palazzo PItti a Firenze, il dott. Donati. L'unico indizio storico è una notizia, riportata nel libro delle "Ricordanze" del Convento, dove si dice che il 25 dicembre 1600 il nobile poliziano Vincenzo Salimbeni donò alla chiesa un piccolo organo di sua proprietà perché servisse a rendere più solenni le liturgie. Il Salimeni era molto devoto alla ;adonna delle Grazie ed era munifico benefattore della chiesa e del convento. La sistemazione definitiva dell'organo, come abbiamo già detto, fu compiuta nel 1766 dall'organaro poliziano Alamanno Contucci, quando lo stuccatore Speroni realizzò il maestoso frontone, con la cella entro cui è racchiuso attualmente lo strumento.

    L'organo di Santa Maria delle Grazie è uno dei rarissimi strumenti dotati di canne in legno di cipresso di epoca rinascimentale conservatisi fino a noi, e l'unico che ospita nella composizione fonica esclusivamente corpi sonori in cipresso, dalla maggiore canna di facciata rispondente in DO1, di otto piedi alla più piccola del Ripieno ad un ottavo di piede.