Consigli

Quando è possibile separare i gattini dalla mamma?


La questione del distacco dei cuccioli dalla propria madre è un tema molto dibattuto per quanto riguarda i cani, addirittura in qualche modo fissato a norma di legge (è vietato vendere o cedere cuccioli di cane di età inferiore aiu 60 giorni). Per quanto riguarda le cucciolate di gatto, che tra l’altro potrebbero essere anche numericamente superiori a quelle di cane, nulla è definito. Tra gli usi e i costumi popolari spesso è possibile ascoltare che “hanno 40 giorni e mangiano da soli, posso darli via!”. Un gatto non è un “cane in miniatura” e dal punto di vista etologico esistono molte differenze tra le due specie. Ma il periodo neonatale e la fase di socializzazione hanno lo stesso significato per tutti gli esseri viventi.

Di fatto, esattamente come per i cuccioli di cane, anche i gattini hanno un “periodo sensibile” che influenzerà il loro comportamento durante tutta la durata della vita. Nel gatto questo periodo dura approssimativamente dalla seconda alla ottava-nona settimana. Leggermente più breve rispetto al cane, in questo arco di tempo, i cuccioli sono particolarmente recettivi ed immagazzinano quante più informazioni possibile circa il mondo che li circonda. Ciò che hanno conosciuto durante queste settimane lo affronteranno senza paure ne conflitti durante tutta la vita. Anche la maggior parte delle buone abitudini igieniche e dei comportamenti tipici della specie, inclusa la corretta comunicazione con gli altri gatti, vengono appresi dal gattino in queste settimane. Tutti elementi che ne condizioneranno in modo sostanziale la vita futura. Per imparare queste cose, esattamente come un cucciolo di cane, un micetto ha bisogno della propria madre e dei fratellini. Più tempo il piccolo trascorre con la madre e la cucciolata, più cose può imparare. Per questa ragione “dare via” i gattini appena mangiano da soli è grave quanto dare via dei cuccioli di cane. Il distacco ottimale dovrebbe avvenire alla nona settimana, anche in assenza della madre, e fino a questo momento sarebbe opportuno che i gattini avessero delle esperienze positive con diverse persone, bambini, altri gatti, altri animali, etc. Una buona socializzazione è la base da cui crescerà un gatto equilibrato, un buon punto di partenza per chi adotterà questi gattini.

Far fare una cucciolata alla propria gatta è una responsabilità anche da questo punto di vista. “Sbarazzarsi” dei gattini il più velocemente possibile è un gesto irresponsabile e stupido. Ciò che invece è civile è assumersene la responsabilità e permettergli di crescere in modo sano. Perchè anche i gatti diseducati diventano troppo facilmente randagi, anche se non fanno scalpore quanto i cani. A chiunque non sia disposto ad assumersi queste responsabilità, ricordiamo che la sterilizzazione è un’operazione sicura con indubbi vantaggi dal punto di vista della salute dell’animale (prevenzione di tumori). Apporterà beneficio a tutti: alla gatta, al padrone e alla società.

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Il mio cane mangia la “cacca”!


Un’abitudine del nostro cane, tanto frequente quanto disgustoso dal nostro punto di vista, potrebbe essere quella di mangiare le feci. Spesso sono feci di gatto, o le proprie. Meno frequentemente sono feci di altri cani, incontrate durante la passeggiata, o addirittura di altri animali o umane. Benchè non si conosca esattamente il perchè di questo “vizio”, per molti anni lo si è attribuito a cause organiche, malattie o carenze alimentari. L’ipotesi delle carenze è certamente andata per la maggiore per molto tempo, anche se oggi è stato dimostrato che è una possibilità assolutamente remota che un cane mangi feci per recuperare sostanze nutritive di cui si sente carente. Per questa ragione, è inutile spendere soldi in costosi e vaghi integratori. Senza contare che le diete per cani in commercio sono ben bilanciate e studiate e aggiungere un integratore senza una precisa ragione, significa sballare completamente questo bilanciamento e quindi, in fondo, danneggiare l’animale. La possibilità di altre patologie sottostanti è invece più accreditata, anche se infrequente. Un veterinario è la figura più indicata per indagarle attraverso esami specifici. In realtà nella maggioranza dei casi la ragione sottostante alla “coprofagia” (mangiare le feci) è di natura comportamentale. Spesso le feci semplicemente hanno un gusto gradito al cane (soprattutto quelle di gatto) oppure sono solo l’elemento attraverso cui il cane sfoga la propria situazione di stress, derivata dall’ambiente in cui vive. Altre volte quest’abitudine è causata da castighi applicati in maniera sbagliata ad un problema precedente, come quello di sporcare in casa. La ricerca delle cause a volte necessita di un indagine approfondita da parte di uno specialista, altre volte invece la soluzione è abbastanza banale.

Premettendo che non esistono controindicazioni per la salute del cane rispetto al consumo di feci (a meno che non siano contaminate da parassiti!), pochi semplici trucchetti possono limitare il problema. Innanzitutto è bene evitare le tentazioni, ovvero prestare attenzione alla pulizia della cassettina del gatto. Se invece il problema fossero le feci incontrate per strada o nel cortile, aggiungervi un repellente scoraggierà più o meno efficacemente il vostro cane (fate attenzione a non usare sostanze tossiche ed evitate questa tecnica se il vostro animale ha problemi al tratto gastroenterico!). Se invece l’origine del problema è la noia oppure lo stress, arricchire l’ambiente con giochi per cani e maggiore esercizio fisico (e maggiore tempo trascorso con voi) potrebbe indirizzarvi verso un miglioramento. Come sempre, l’imperativo è evitare il castigo fisico contro il vostro cane, sia perchè potrebbe essere proprio la causa diretta del comportamento sia perchè sicuramente alimenta una situazione di stress.

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Quando un cucciolo sporca in casa... (parte prima)

Tempo fa avevamo visto una carrellata di possibili ragioni per cui un cucciolo può continuare a sporcare in posti inadeguati, nonostante i nostri “insegnamenti”. Potremmo quindi approfondire qualcuna di queste ragioni durante più settimane, ed infine vedere come insegnare in modo efficace la principale norma di una serena convivenza.

La prima eventualità riguarda le migliaia di cuccioli provenienti dall’est (e non solo) e comprati all’età di 2 mesi (scarsi) nei negozi. Questi cuccioli vengono letteralmente “prodotti” in “fabbriche” specializzate, nascono e vivono in gabbie piccolissime. Qui devono condividere il poco spazio con la mamma e i fratelli, non avendo mai la possibilità di sperimentare ed imparare che esiste uno spazio appropriato in cui fare le proprie necessità ed uno, differente, in cui dormire e mangiare. Questi poveri animali vengono separati dalle madri a 4-6 settimane , “vaccinati” (le polemiche riguardanti questo tema sono innumerevoli),  viaggiano anche per settimane, per essere nei nostri negozi con i fatidici 2 mesi (a norma di legge). Da questi negozi vengono comprati perché “fanno tanta pena”, ma sono poi i tipici cuccioli che sporcano nella loro brandina, oppure vicino alla ciotola, ed imparano con molta difficoltà quali sono gli spazi appropriati. E’ ugualmente vero che lo stesso problema potrebbe riguardare anche cuccioli nati da allevatori che in casa adottano le stesse modalità di queste “fabbriche”. La ragione di queste difficoltà del cucciolo risiede proprio nel non aver mai potuto godere di spazio sufficiente per poter distinguere uno spazio “sporco” ed uno “pulito”. A ciò si aggiunge il tempo insufficiente passato con la mamma. Certo è che con pazienza e tolleranza anche a questi cuccioli si può insegnare la buona educazione. Conoscere gli aspetti pratici che riguardano l’acquisto di questo genere di animali spero serva a scoraggiare futuri acquisti che alimentano questo vile mercato. Se proprio volete comprare un cucciolo di razza, fate una scelta consapevole soprattutto per la vostra serenità futura: rivolgetevi ad allevatori seri e preparati. Non alimentate questo mercato che, inevitabilmente, è un mercato di futuri randagi.                                                                                                                               VIOLA




Quando un cucciolo sporca in casa…(parte seconda)

 

Come abbiamo già detto, il tema del “cane che sporca in casa” è molto vasto e anche molto fastidioso. Spesso la ragione, ed anche la soluzione, è più ovvia di quanto immaginiamo. Infatti semplicemente può darsi che il nostro cucciolo non abbia chiaro dove vogliamo che faccia i suoi bisogni! Prima di tutto però è necessario precisare alcune cose: primo, da un cucciolo che abbia meno di 5-6 mesi non si può pretendere che abbia un controllo totale dei suoi bisogni; secondo, ogni cane ha una certa “autonomia”, ma non possiamo aspettarci che un piccolo Yorkshire resista nacassariamente ogni giorno 12 ore perché noi siamo fuori per lavoro dalla mattina alla sera. Detto questo, molto spesso noi crediamo di aver insegnato egregiamente al nostro cane dove e quando può sporcare, ma non è detto che sia così. E’ tipico il caso in cui troviamo feci o urine sul pavimento al ritorno dal lavoro, ma solo ogni tanto, senza una regola ne un luogo preferito. Una delle ragioni (tra le tante di cui parleremo) potrebbe semplicemente essere che il nostro cane non ha chiaro il fatto che noi vorremmo che lui aspettasse a farle durante la passeggiata. Per risolvere questo piccolo ma fastidioso problema spesso sono sufficienti un paio di “trucchetti”. Prima cosa però dobbiamo eliminare in assoluto il castigo: è inutile sgridarlo, picchiarlo o strofinare il suo povero muso nella pipì quando ritorniamo a casa. Un cane non capisce il perché di questa punizione, non collega l’aver fatto la pipì (magari ore prima) al castigo. Però può collegare voi al castigo e l’unica cosa che otterrete è la sua paura. Funziona invece premiarlo (con un bocconcino, una carezza o una parola) nel momento in cui sta sporcando dove voi volete, nell’aiuola o su un foglio di giornale per esempio. Favorire il fatto che questo accada è molto semplice: prima dategli da mangiare e solo dopo portatelo a fare la passeggiata. Cibo e poi un minimo di esercizio sono la sequenza migliore per stimolarlo e creare l’occasione di premiarlo! Ricordate però di non tornare subito indietro dopo aver ottenuto quello che volevate, altrimenti il vostro cucciolo ritarderà il più possibile il momento pur di stare con voi a passeggio qualche minuto di più. Con questo criterio potete anche insegnargli ad usare in casa dei fogli di giornale, delle ribaltine assorbenti oppure una lettiera per gatti (se è un cane di taglia piccola), se siete costretti a lasciarlo solo a casa molte ore. Per quanto un cane preferisca sporcare su terra o erba, è facile insegnargli ad utilizzare un’”alternativa” a voi gradita. Fondamentale infine ricordare a tutti di “raccogliere” letteralmente i frutti del vostro insegnamento, perché non si dica che l’unico educato dei due è il cane!

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