Tragico incidente o imprudenza dell’uomo?...

pubblicato 25 ago 2016, 06:04 da Quattro Zampe

In un caldo e pigro pomeriggio di agosto una nuova incomprensibile tragedia: due cani aggrediscono e uccidono un cucciolo di uomo, figlio della proprietaria. Le cronache ci raccontano di un attacco feroce che neppure l’intervento della madre ha potuto interrompere. Ma le stesse cronache non ci raccontano altri particolari importanti riferiti alla gestione dei cani, ora posti sotto sequestro e affidati in custodia sanitaria all’ASL.  Ovviamente non possiamo analizzare una vicenda, certamente molto complessa, semplicemente sulla base di scarne cronache giornalistiche; allo stesso modo non possiamo non pensare a tutte le volte che raccomandiamo prudenza nell’adottare un cane quando in famiglia convivono bambini e anziani. Spesso siamo guardati con sospetto quando sconsigliamo l’adozione di un cucciolo se privi delle competenze necessarie per la sua gestione corretta. Eppure la tragica realtà affiora periodicamente, e siamo certi che a conquistare gli onori delle cronache sono solo una piccola parte delle aggressioni da parte di animali domestici. Le statistiche ci riportano ad una dato inquietante: oltre l’80% delle aggressioni riguardano i proprietari e i loro familiari, segno evidente che qualcosa non funzione nel rapporto con gli animali. In altri termini siamo costretti a porci la classica domanda: quanti vittime sono necessarie per giustificare un serio intervento legislativo? Nel “bel paese”, dove quasi tutto è vietato, la detenzione di un animale anche potenzialmente molto pericoloso, non presume la verifica delle competenze minime del proprietario, non sono richiesti requisiti minimi che garantiscano il benessere e la salute pubblica (uomini e animali indistintamente). L’autunno si avvicina e le cronache politiche ed economiche riempiranno i giornali: difficilmente altri incidenti con animali domestici troveranno tanto risalto. Ma le disgrazie capitano, anche se la televisione non le racconta.

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