Soccorso agli animali

Un quadro normativo complesso

 Lo scorso 14 dicembre è entrata in vigore la modifica del Codice della strada in materia di trasporto e soccorso di animali in stato di necessità. Il Legislatore ha inserito nell’art. 189 il comma 9-bis che fa obbligo agli utenti della strada, in caso di incidente da essi provocato e da cui sia derivato danno ad uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, di fermarsi per prestare tempestivo soccorso agli animali investiti, punendone l’inosservanza. L’obbligo ricade anche a carico degli utenti che non hanno determinato l’incidente con il loro comportamento, ma che sono stati comunque coinvolti nello stesso. Sulla questione abbiamo letto di tutto, anche interpretazioni quanto mai fantasiose, mancano invece, i decreti attuativi. La questione non è di poco conto, perché la norma fa riferimento a dispositivi acustici di allarme e di segnalazione visiva (luce lampeggiante blu) consentendone l’utilizzo anche ai conducenti di autoambulanze veterinarie e dei mezzi di soccorso per il recupero degli animali o di vigilanza zoofila, lasciando appunto ai decreti attuativi il compito di disciplinare le condizioni alle quali il trasporto di un animale in gravi condizioni di salute (trauma grave, ferite aperte, emorragie, alterazioni e convulsioni, ai sensi dell’art. 6 del decreto) può essere considerato in stato di necessità, anche se effettuato da privati, nonché la documentazione da esibire in caso di successivo controllo da parte delle autorità di polizia stradale. In Piemonte, ad esempio, le autoambulanze veterinarie non sono autorizzabili. Si tratta anche di stabilire chi deve sostenere il costo dell’intervento (trasporto, cure, ricovero ecc.) nel caso non sia individuabile il colpevole del ferimento, tenuto conto dei molti risvolti normativi che pongono su piani diversi gli animali da affezione (cani, gatti et similia) rispetto ai selvatici che si suddividono ulteriormente in protetti, non protetti e nocivi. La questione è talmente complessa che anche le stesse forze dell’ordine chiamate ad intervenire in caso di incidente si trovano in difficoltà circa le competenze. In attesa di fare chiarezza ci permettiamo di proporre alcune soluzioni di buon senso, soprattutto per evitare interventi inopportuni se non  pericolosi per i soccorritori. Riteniamo che i costi dell’intervento di soccorso debbano essere a carico dell’Ente locale già oggi competente (Comune per i domestici e Provincia per i selvatici). Nel caso di animali domestici, l’Ente locale potrà rivalersi sul proprietario per il recupero delle somme impiegate. L’intervento di soccorso deve essere attuato da personale in possesso di requisiti professionali minimi onde evitare manovre dannose sia per i soccorritori che per l’animale ferito. Sconsigliamo quindi interventi diretti ad abbreviare i tempi di soccorso, meglio chiamare le forze dell’ordine (112, 113, Polizia Locale ecc.) ed attendere pazientemente l’intervento di personale incaricato. La ricerca di una struttura in grado di curare il ferito potrebbe essere molto più complicata di quanto comunemente si pensa, tralasciando i possibili danni provocati da un intervento eccessivamente frettoloso che potrebbero compromettere la guarigione del ferito quanto è più di una mezz’ora di attesa.

Luciano