Randagismo: Impietoso il rapporto di Legambiente.

pubblicato 26 mag 2016, 12:09 da Quattro Zampe

Politiche e servizi disomogenei; Spesa pubblica fuori controllo; Il randagismo resta “grave”. Il IV rapporto di Legambiente “Animali in città” descrive una situazione di grave criticità: assenti un coordinamento nazionale e una normativa adeguata. Non esiste una metodologia condivisa, una politica strategica a livello nazionale, una normativa che contribuisca al diffondersi delle migliori esperienze e delle best practices che pure esistono, seppure isolate e non adeguatamente pubblicizzate.” Questo il rapporto in estrema sintesi. In dettaglio “il randagismo rimane un fenomeno grave e in alcune regioni decisamente persistente; L’anagrafe canina viene rispettata solo dai più responsabili; Mancano i controlli e adeguate campagne di sterilizzazione degli animali; Chi adotta consapevolmente un animale, affronta anche divieti normativi, difficoltà burocratiche e spese consistenti.” Scorrendo il rapporto consultabile sul sito di Legambiente, si fanno scoperte interessanti: a livello nazionale si sterilizza solo un cane ogni 5 tra quelli nei canili, mentre tra i gatti in colonia solo 1 ogni 8. Non abbiamo trovato indicazioni precise circa la prevenzione delle principali zoonosi, ma per analogia siamo propensi a considerare un analogo rapporto. Tutto ciò porta ad amare considerazioni circa i metodi di affidamento in gestione del servizio di cattura e custodia dei randagi, sempre con gare al massimo ribasso, seppure espressamente vietato dal codice degli appalti. Pare evidente come i costi di prevenzione e sterilizzazione possano incidere in modo determinante sui costi di gestione, sfavorendo proprio gli imprenditori che dovrebbero essere premiati. Tornando al rapporto, si sfatano anche molti miti circa l’efficienza delle strutture settentrionali rispetto al centro-sud: nel comune di Napoli risulta registrato 1 gatto in colonia ogni 23 abitanti, mentre ad Asti il rapporto diventa 1 ogni 1913 cittadini. Dal rapporto risulta evidente la disomogeneità dei risultati, siamo certi che le stesse differenze si possano trovare anche tra realtà limitrofe all’interno della nostra regione. Purtroppo la Regione Piemonte pubblica solo dati in forma aggregata e, sospettiamo, raccolti anche in modo disomogeneo. 

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