Impennata di randagi. Attenzione alle importazioni da altre regioni..

pubblicato 12 nov 2016, 12:53 da Quattro Zampe

Il bimestre settembre - ottobre 2016 rimarrà negli annali come uno dei peggiori della nostra storia: ben 40 cani entrati in canile perché vaganti fuori dal controllo del proprietario. Praticamente il doppio della media delle catture degli ultimi anni. Non sappiamo a cosa attribuire questo fenomeno e neppure possiamo ipotizzare cause legate ad avvenimenti o situazioni straordinarie. Di questi solo 27  sono stati regolarmente restituiti al legittimo proprietario: decisamente una percentuale bassa rispetto agli stardard di zona. Inutile precisare che la nostra struttura è stata duramente messa alla prova da questa improvvisa ed inimmaginabile impennata di ingressi, all’interno della quale abbiamo anche rilevato un ulteriore anomalia: cani di proprietà importati da altre regioni e non regolarmente iscritti all’anagrafe canina piemontese. Abbiamo potuto verificare che in almeno 2 casi si tratta di cani adottati attraverso internet e recapitati con il sistema delle “staffette”. Dobbiamo premettere che nei canili piemontesi stazionano in attesa di adozione diverse migliaia di cani. I canili della rete pubblica affidano cani corredati della documentazione prevista dalle norme regionali, compresa una dettagliata scheda sanitaria. Spesso le femmine sono sterilizzate e, in moltissimi casi, si può usufruire dell’assistenza di operatori qualificati per risolvere i piccoli problemi di inserimento. Infine l’adozione è assolutamente gratuita: nessun rimborso spese o altro compenso può essere richiesto per l’adozione di un cane. Razionalmente non ci dovrebbero essere motivi validi per una operazione azzardata come l’adozione via internet; Ma il fattore emozionale spesso ha la meglio sulla razionalità, questo però non deve esclude la prudenza ed il rispetto delle leggi. 

Ecco di seguito un beve vademecum per le adozioni in rete: verificate che l’organizzazione proponente sia affidabile e regolarmente costituita (meglio se si tratta di una onlus iscritta all’apposito registro); il cane deve essere regolarmente identificato (microchip) e avere un’età superiore ai 2 mesi; chiedete anticipatamente copia dei documenti e della scheda sanitaria; alla consegna del cane recatevi con il cedente (precedente proprietario) presso la  sede del Servizio Veterinario competente per il territorio dove risiedete per espletare le pratiche di introduzione o trasferimento di proprietà (le pratiche espletate presso la regione di origine del cane non hanno alcun valore per la nostra regione); Non pagate alcun compenso alla consegna (eventuali donazioni devono essere effettuate attraverso bollettino di c.c.p. o bonifico bancario. Se il beneficiario è una onlus le donazioni sono deducibili); Prima possibile portate il cane presso un ambulatorio veterinario per una visita di controllo. Ricordatevi che in alcune regioni meridionali ci sono malattie endemiche che dobbiamo porre sotto controllo. Attenzione: alcuni canili privati fungono fa recapito per l’importazione di cani da altre regioni. Anche in questo caso valgono le stesse raccomandazioni.

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