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Gli ungulati devono rispondere alla pressione selettiva che caratterizza in modo specifico ogni ambiente: tale pressione è la risultante dell’interazione di diversi fattori quali la disponibilità di risorse alimentari, il rischio di predazione, la competizione interspecifica, la diffusione di malattie e condizioni climatiche particolarmente avverse. La Fondazione Edmund Mach, in collaborazione con la Provincia di Trento, l’Associazione Cacciatori Trentini, il Parco Naturale Adamello Brenta, l’Università degli Studi di Trento e la Fondazione Bruno Kessler (FBK), ha intrapreso il progetto “2C2T: Capriolo e Cervo in Trentino e Tecnologia” mirato allo studio delle dinamiche di utilizzo dello spazio di queste due specie di Ungulati in ambiente alpino, e specificatamente nella parte meridionale della Val Rendena e nell’area delle Valli Giudicarie, su un’area che si estende complessivamente per circa 40000 ettari (Figura 1). Scopo del progetto è la comprensione dell’effetto di fattori naturali (quali la disponibilità di risorse e copertura nevosa), fattori che inducono stress (quali modificazioni del territorio legate all’attività antropica) e fattori comportamentali (ad esempio interazioni intra ed inter specifiche) sulle dinamiche di utilizzo dello spazio da parte del capriolo (Capreolus capreolus) e del cervo (Cervus elaphus).
Area di studio con indicazione dei siti di cattura
Figura 1. Area di studio con indicazione dei siti di cattura
Ci attendiamo che i risultati trovati nel corso di questa indagine scientifica possano avere rilevanza per la gestione faunistica di capriolo e cervo nell’area considerata. Inoltre, a scala maggiore, tale ricerca produrrà risultati sulla plasticità ecologica di specie con ampio areale di distribuzione, con potenzialità predittiva in scenari futuri di cambiamento climatico e globale.