5_PROGRAMMA‎ > ‎

SETTORE AGRICOLTURA AMBIENTE E TERRITORIO

Già da alcuni anni, con la crisi non solo contingente ma anche strutturale verificatasi a livello nazionale e internazionale, si sta verificando, specie nei territori montani, un’inversione di tendenza che porta sempre più persone a vedere nella pratica dell’agricoltura un’alternativa occupazionale concreta ad integrazione del reddito. Tutto questo si sposa con una ritrovata sensibilità verso l’ambiente, la cura dello stesso e le risorse che può offrire. In Alpago, grazie anche agli aiuti del Piano di Sviluppo Rurale (precedente programmazione) si sono potute portare avanti azioni inerenti il supporto di aziende esistenti o la nascita di nuove realtà cosi come incentivi per la cura dell’ambiente.

Questo nuovo approccio sarà supportato negli anni a venire dalla nuova programmazione del Piano di Sviluppo Rurale, che sarà uno degli strumenti a servizio dei privati e della pubbliche amministrazioni per incentivare la giovane imprenditoria agricola, la riqualificazione dei prati, pascoli e del bosco.

All’interno di questo sistema ci si propone di verificare la possibilità della nascita di nuovi marchi a garanzia dei prodotti locali, e a tutela e promozione di quelli già esistenti, attraverso politiche che possano essere utili all’intera comunità.

In quest’ottica l’agricoltura diventa il fulcro da cui far partire anche il volano del turismo inteso come opportunità integrata e di filiera.

Per quanto riguarda il territorio e l’ambiente va da sé che sono degli aspetti strettamente collegati all’agricoltura, imprescindibili, e complementari.

La salvaguardia e la cura del territorio deve diventare un modo di essere e di pensare di ogni cittadino, nella consapevolezza che i vantaggi riguardano chi abita il territorio ma anche chi lo visita.

Merita una riflessione anche la zona Industriale dell’Alpago (Paludi) che necessita di scelte importanti a livello di mitigazione idraulica volte a risolvere un annoso problema che mette a repentaglio sia aziende che abitazioni.


Comments