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Commento al DLGS 192/2005


 

Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, pubblicato nel Supplemento ordinario n. 158/L alla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 222, del 23 settembre 2005 (nel seguito il decreto legislativo n. 192/05), contiene l’attuazione della direttiva 2002/91/CE ed ha introdotto modifiche al preesistente quadro legislativo concernente le prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti termici.

Le norme concernenti l‘efficienza energetica degli edifici integrano:
  • Esigenze di diversificazione delle fonti  (legno nazionale come biomassa);
  • Flessibilità e sicurezza degli approvvigionamenti (legno nazionale disponibile in grande quantità e continuamente rinnovabile, grande potere calorico);
  • Concorrenza tra imprese (legno nazionale disponibile in grande quantità e continuamente rinnovabile)
  • Tutela dell’ambiente (l’uso dei boschi ne prevede la cura).

Il decreto disciplina (in successivi decreti presidenziali, preparati insieme ad ENEA e CNR):

  • La metodologia di calcolo del RE, che qui diventa “prestazioni energetiche integrate” (PEI);
  • L’applicazione di requisiti minimi di RE, che qui diventa “prestazioni energetiche” (PE);
  • I criteri generali per la certificazione energetica degli edifici;
  • I criteri per garantire la qualificazione e l’indipendenza dei certificatori;

E’ previsto, a cura del costruttore, il rilascio dell’attestato di RE, che qui diventa “certificazione energetica (CE).

L’obbligo di questa certificazione rappresenta, di fatto, un cambiamento storico rispetto a quanto prescritto dalla legge 10/91: se prima l’attività di controllo dei consumi energetici era demandata ai singoli Comuni che, nella maggior parte dei casi, non avevano le competenze necessarie, ora acquisterà valore la firma del progettista, ma soprattutto il controllo dell’utente finale. Analizzando, infatti, i consumi al termine delle stagioni di riscaldamento e di condizionamento, sarà l’utente a verificare la veridicità delle dichiarazioni rilasciate dal progettista al termine della fase di studio, rivalendosi su chi avrà dichiarato il falso.

È importante ricordare che il valore di mercato di un immobile dipenderà anche dall’attestato di certificazione energetica dello stesso. Tale certificato avrà una durata di dieci anni a partire dal suo rilascio e dovrà essere aggiornato nel caso di interventi di ristrutturazione che possono modificare le prestazioni dichiarate. Nel caso di edifici con superficie superiore a 1000m2, il certificato dovrà essere affisso in un luogo visibile.


Esempio di certificazione energetica di un edificio: efficienza massima classe A, efficienza minima classe G

 


Il MAP preparerà le “Linee guida nazionali” per la certificazione energetica degli edifici, prevedendo metodi semplificati che minimizzino gli oneri.

Resta comunque da presentare la documentazione progettuale di cui all’art. 28, comma 1, della L. n.10/91 (rispondenza alle prescrizioni della 10/91), ma secondo modalità da definire a cura del MAP. La relazione tecnica va presentata dal committente al Comune, contestualmente alla dichiarazione di fine lavori. Il Comune conserva la copia per gli accertamenti del caso.

Il Direttore dei Lavori deve asseverare la conformità delle opere realizzate con tale relazione tecnica. Senza asseverazione, il Comune dichiara la fine lavori irricevibile.

Se vuole, il Comune può avvalersi di consulenti per controllare in corso d’opera il rispetto delle prescrizioni oppure entro 5 anni dalla fine lavori.

Se vuole, il conduttore dell’immobile può, a sue spese, chiedere al Comune di fare tale ispezione.

La politica energetica nazionale va orientata, pertanto si raccolgono informazioni, esperienze, elaborazioni e studi trasmessi da Assolegno.

 

Tale decreto non invalida i provvedimenti locali (regionali-provinciali-comunali) se maggiormente restrittivi (art. 17 clasuola cedevolezza). Tuttavia lo Stato, le regioni e le province autonome devono sforzarsi di applicare omogeneamente tali norme, come pure di promuovere un uso razionale delle fonti rinnovabili (biomassa legnosa), anche attraverso la sensibilizzazione e l’informazione degli utenti finali.

Sono le regioni e le province autonome ad attuare tale decreto.

Esse possono privilegiare un accordo con Assolegno (ente qualificato ed indipendente) per realizzare gli accertamenti e le ispezioni necessarie all’osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia, secondo principi di imparzialità, trasparenza, pubblicità e omogeneità territoriale.

Le finalità sono quelle di:

  • Ridurre il consumo di energia e i livelli di emissioni inquinanti;
  • Correggere le situazioni non conformi alle prescrizioni del presente decreto;
  • Monitorare l’efficacia delle politiche pubbliche.

Nell’art. 10 è indicato chiaramente che sono proprio le province autonome di Trento e di Bolzano (quelle con la maggiore presenza di case in legno in Italia, nonché con la fondamentale esperienza di Casa Clima) a dover:

  • Raccogliere e aggiornare i dati sugli usi finali dell’energia in edilizia;
  • Elaborare tali dati a scala regionale per una conoscenza del patrimonio immobiliare esistente nei suoi livelli prestazionali di riferimento
  • Monitorare l’attuazione della legislazione, il raggiungimento degli obiettivi e le problematiche inerenti;
  • Valutare l’impatto sugli utenti finali dell’attuazione della legislazione in termini di adempimenti burocratici, oneri posti a loro carico e servizi resi;
  • Valutare l’impatto del decreto sul mercato immobiliare regionale e sulle imprese di costruzione (materiali e componenti);
  • Studiare come sviluppare ed evolvere il quadro legislativo;
  • Analizzare e valutare gli aspetti energetici ed ambientali dell’intero processo edilizio, con particolare attenzione alle nuove tecnologie e ai processi di produzione, trasporto, smaltimento e demolizione.

Anche il MAP svolge, a livello nazionale, analoghe iniziative, che poi integra con i dati del Trentino Alto Adige per ottenere una relazione da presentare annualmente al Parlamento, come previsto dalla L. 10/91.

Inoltre il MAP monitorizza l’Europa per cercare di coordinarsi il più possibile.

 

Finchè non vengono redatti i decreti applicativi, bisogna:

  • Calcolare la prestazione energetica degli edifici nella climatizzazione invernale secondo la L. 10/91, come qui modificata (allegato I);
  • Calcolare il fabbisogno annuo di energia primaria (FEN) secondo la L. 10/91, come qui modificata (allegato I);

 

Assolegno chiede al MAP, in sinergia con le amministrazioni regionali, di stipulare un accordo per essere assistita nella realizzazione di una campagna di informazione, tramite programmi, progetti e strumenti, presso gli utenti sui diversi metodi di risparmio energetico attraverso l’uso del legno. Tali programmi e progetti hanno come obiettivo:

  • La piena attuazione del presente decreto attraverso nuove e incisive forme di comunicazione rivolte ai cittadini e agli operatori del settore tecnico e del mercato immobiliare;
  • La sensibilizzazione degli utenti finali e della scuola con particolare attenzione alla presa di coscienza che porti a modifiche dei comportamenti dei cittadini anche attraverso la diffusione di indicatori che esprimono l’impatto energetico e ambientale a livello individuale e collettivo. TRA QUESTI INDICATORI, PER IMMEDIATEZZA ED ELEVATO CONTENUTO COMUNICATIVO, SI SEGNALA L’IMPRONTA ECOLOGICA;
  •  L’aggiornamento del circuito professionale e la formazione di nuovi operatori per lo sviluppo e la qualificazione di servizi, anche innovativi, nelle diverse fasi del processo edilizio con particolare attenzione all’efficienza energetica…;
  • la formazione di esperti qualificati e indipendenti a cui affidare il sistema degli accertamenti e delle ispezioni edili…;

 SANZIONI

  • Progettista:

·        Se rilascia la relazione tecnica L. 10/91 senza rispettare i decreti attuativi:

·        Multa 30%  parcella;

·        Se rilascia un attestato di certificazione energetica senza rispettare i decreti attuativi:

·        Multa 30%  parcella;

·        Se rilascia la relazione tecnica L. 10/91 non veritiera:

·        Multa 70%  parcella + comunicazione all’Ordine per i provvedimenti disciplinari;

  • Direttore dei Lavori:

·        Se non rilascia l’asseverazione di conformità insieme al fine lavori:

·        Multa 50%  parcella + comunicazione all’Ordine per i provvedimenti disciplinari;

·        Se rilascia falsa asseverazione di conformità:

·        Multa 500 € e reclusione fino a sei mesi;

  • Costruttore:

·        Se non consegna all’acquirente la certificazione energetica:

·        Multa da 5000 € a 30000 €. Inoltre il compratore può far valere la nullità del contratto.

PARTI DELLA L. 10/91 CHE RIMANGONO VALIDE FINO AI DECRETI ATTUATIVI