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Commento 2002/91/CE


 

La Direttiva del Parlamento Europeo 2002/91/CE, valida dal 4 gennaio 2003, da recepire in Italia entro gennaio 2006, ha come obiettivo il rendimento energetico nell’edilizia.

Nella premessa viene innanzitutto chiarito che in tutte le politiche ed azioni comunitarie bisogna integrare le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente. Tale tutela è evidentemente di primaria importanza, il che si traduce, nel caso specifico, nell’evitare in edilizia qualunque decisione,scelta o azione che danneggi l’ambiente e che produca o incrementi la produzione di biossido di carbonio. Le strutture in legno stoccano il carbonio presente nell’aria e la loro produzione emette meno biossido di carbonio rispetto ad altri materiali edili, pertanto non danneggiano l’ambiente.

Inoltre si evidenziano i seguenti punti:

  • i prodotti petroliferi e il gas naturale sono le principali sorgenti di emissione di biossido di carbonio, pertanto bisogna utilizzarli in maniera accorta e razionale. Il consumo di combustibili per la produzione di legno strutturale è minore rispetto ad altri materiali, le costruzioni in legno richiedono meno combustibile per essere raffrescate e riscaldate, infine il legno con cui vengono realizzate tali strutture, alla fine del ciclo di vita, è ancora un combustibile, utilizzabile al posto del petrolio o del gas.
  • L’aumento del rendimento energetico è rilevante ai fini del protocollo di Kyoto. A parità di costo costruttivo, le case in legno richiedono meno combustibile per essere raffrescate e riscaldate rispetto a quelle tradizionali, pertanto sono energeticamente più efficaci.
  • La gestione del fabbisogno energetico è uno strumento per influenzare comunitariamente il mercato mondiale dell’energia e quindi l’approvvigionamento nel medio e lungo termine. Il legno, in quanto biomassa, costituisce una naturale ed inesauribile fonte energetica nazionale, ampiamente disponibile e la cui utilizzazione, secondo logiche sostenibili, contribuisce alla tutela dell’ambiente.
  • Bisogna attuare interventi specifici nel settore dell’edilizia. Un maggiore uso di legno in edilizia può apportare significativi miglioramenti.
  • Il settore dell’edilizia è in espansione pertanto l’energia impiegata nel settore residenziale e terziario, che è attualmente pari al 40% del totale comunitario, aumenterà. A parità di costo costruttivo, le case in legno consumano meno energia per essere raffrescate e riscaldate rispetto a quelle tradizionali, pertanto riducono il fabbisogno.
  • Vi è un grande potenziale inattuato di risparmio energetico nel settore edile, nonché un ampio divario tra le risultanze dei diversi Stati membri. Nei paesi scandinavi, patria europea delle case in legno, tale risparmio è significativo (dati).
  • Anche ai sensi della direttiva 89/106/CEE, tenendo conto delle condizioni climatiche locali e del benessere degli occupanti, l’edificio dev’essere progettato in modo che, in fase di esercizio, richieda poca energia. Tutte le esperienze europee di case passive utilizzano il legno come materiale strutturale.
  • La metodologia di calcolo del rendimento energetico degli edifici, regionalmente differenziata, deve tener conto della coibentazione (quindi non solo di pareti massiccie), ma anche dell’impiego di fonti rinnovabili di energia e delle caratteristiche architettoniche degli edifici. Tutte le esperienze europee di bioedilizia utilizzano il legno come materiale strutturale.
  • Per limitare la diffusione di impianti di condizionamento d’aria nel sud Europa, priorità va data al miglioramento del rendimento termico degli edifici nel periodo estivo, in particolare sviluppando le tecniche di raffreddamento passivo. Le case in legno raggiungono facilmente uno sfasamento di 9 ore. Nelle case in legno il condizionatore non serve, anzi è dannoso per la salute.
  • Il metodo di calcolo e la revisione delle prescrizioni minime del rendimento energetico devono essere adeguabili rapidamente rispetto al progresso tecnologico, in particolare per le proprietà isolanti dei materiali da costruzione. Il legno è un isolante naturale.

 

Dato che in genere il potenziale dell’applicazione di sistemi alternativi di rendimento energetico degli edifici non è analizzato in profondità, Assolegno ha deciso di accertare da questo punto di vista la fattibilità tecnica ambientale ed economica delle strutture in legno mediante uno studio che, tenendo conto delle condizioni climatiche locali, elenchi le misure di conservazione dell’energia, per condizioni medie di mercato locale, che soddisfino criteri relativi al rapporto costi/efficacia, per poi trasmetterlo al Ministero delle Attività Produttive.

 

Il rendimento energetico (RE) di un edificio è la quantità di energia effettivamente consumata in esercizio (riscaldamento degli ambienti e dell’acqua, raffreddamento degli ambienti, ventilazione, illuminazione)  e viene espressa da uno o più descrittori calcolati tenendo conto della coibentazione e delle caratteristiche tecniche dell’edificio e della sua installazione, nonché della progettazione e della posizione rispetto agli aspetti climatici ed al sole.

L’attestato del RE dell’edificio è un documento riconosciuto dal MAP in cui figura il valore di RE calcolato con una certa metodologia, espresso in emissioni di CO2. Esso contiene inoltre i valori vigenti a norma di legge, per poter fare il confronto, nonché raccomandazioni per il miglioramento energetico in termini di costi/benefici.

L’attestato RE va consegnato insieme alla nuova costruzione al proprietario e dura al massimo dieci anni.

Il calcolo del RE deve considerare:

  • Le caratteristiche termiche dell’edificio (murature esterne e divisioni interne, ecc.). Tali caratteristiche possono anche includere l’ermeticità;
  • Sistemi solari passivi (serre) e protezione solare;
  • Ventilazione naturale;

Qualità climatica interna, incluso il clima degli ambienti interni progettato.

La metodologia di calcolo del RE va adottata dall’Italia o dalle regioni.

L’Italia deve inoltre fissare dei requisiti minimi di RE per ogni edificio, da rivedere ogni cinque anni ed aggiornare se vi sono stati progressi tecnici.

La ventilazione inadeguata è considerata un effetto negativo.

 

Il processo di certificazione può essere accompagnato da programmi per agevolare un accesso equo al miglioramento del rendimento energetico, basato su accordi tra Assolegno e un organismo designato dal MAP e attuato da società di servizi energetici che accettano di impegnarsi a realizzare gli investimenti prestabiliti. I progetti adottati dovrebbero essere oggetto di sorveglianza e controllo da parte del MAP che dovrebbe inoltre facilitare il ricorso a sistemi incentivanti.

 

Poiché sono i costruttori a dover informare correttamente gli acquirenti, la certificazione degli edifici in legno e l’elaborazione delle raccomandazioni verrà effettuata in maniera indipendente da esperti qualificati e/o riconosciuti, incaricati da Assolegno.

 

Assolegno chiede al MAP e alla Commissione Europea di essere assistita nella realizzazione di una campagna di informazione presso gli utenti sui diversi metodi di miglioramento energetico attraverso l’uso del legno.