MOMPANTERO
MOMPANTERO
Prima lapide:
IV Divisione Alpina "G.L."
Duccio Galimberti
Il 20 giugno 1944
Albino Favro
Partigiano della "Stellina" cadde per la patria
Seconda lapide:
A perenne ricordo del sacrificio
Del Partigiano Serg. Magg.
Giulio Favro
I compagni d'arme del Btg. Alp. "Susa"
della IV Div. "Stellina"
*. 7-1-1920 †. 20-6-1944
Indirizzo: Via Roma 25, frazione Urbiano - 10059 Mompantero (TO)
Coordinate GPS sulla mappa: 45.140278, 7.062311
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ALBINO GIULIO FAVRO
Nato il 7 gennaio 1920 e residente ad Urbiano, borgata di Mompantero, era un luogotenente membro della Stellina, brigata partigiana che operò nella zona di Mompantero, il cui simbolo di riconoscimento era una capra.
Dall’intervista a Eugenio Ernesto Perotto fatta il 7 maggio 1982 presente nell’Archivio Istoreto, emerge che Giulio insieme ad altri due partigiani, Giuan ed Eugenio, venne catturato e portato a San Giorio da un gruppo di SS, la milizia tedesca, nell'aprile del 1943 e successivamente i due partigiani non hanno più avuto notizie di Giulio.
Morì il 20 giugno1944 durante un'azione avvenuta sul ponte dell’Arnodera poiché nella fretta di scappare dall’esplosione si avvicinò troppo al muro del pilastro che sorreggeva il ponte, battendo la testa e rimanendo così schiacciato. Ci furono più sabotaggi al ponte dell’Arnodera il primo, nella notte del 29 dicembre del 1943, fu molto disastroso poiché provocò gravi danni all’esercito tedesco, tanto che ci misero tre mesi a ricostruire il ponte. Per infliggere un ulteriore danno ai tedeschi i partigiani che operavano presso il ponte fecero un ulteriore sabotaggio il 20 giugno 1944, che provocò ulteriori danni ai tedeschi ma sfortunatamente fu in questa occasione che Albino Giulio Favro perse la vita.
GIORGIO VIGNA
Alcune informazioni su Albino Giulio Favro ci sono state date nell’intervista fatta il 30 novembre 2024 al partigiano Giorgio Vigna che militava nella quarta Divisione Giustizia e Libertà “Stellina”, trentaseiesima Compagnia.
La sua testimonianza è stata molto importante; infatti ci ha spiegato che durante gli anni della Resistenza tra partigiani non si conoscevano i nomi e cognomi, ma solo il nome di battaglia. Per esempio Albino Giulio Favro era riconosciuto in battaglia con il nome di Giulio, mentre Carlo Olivieri era riconosciuto con il nome di Olivieri.
Ci ha raccontato che suo padre, nato nel 1901, era obbligato come tutti gli altri ad avere la tessera del Partito e tutti i sabati fascisti a partecipare al Dopo Lavoro, altrimenti si veniva considerati dei sovversivi.
Il Dopo Lavoro si trovava dove oggi c’è l’asilo di Mompantero.
Un giorno ci fu un rastrellamento e Orazio Garetto, che operò insieme a Giorgio, fu preso e portato in Germania. Orazio avendo il tesserino dell’Assa dentro al campo fu preso a lavorare come operaio, mentre Giorgio e altri quattro partigiani scapparono per la via della Croce di Ferro nella località Bianco Inferiore, dove trovarono il loro comandante Giulio Bolaffi ad accoglierli. Giorgio non era ben visto dal comandante poiché aveva solo diciassette anni.
Il 22 novembre 1965 gli fu consegnata a Torino la Croce al Merito di Guerra.
Giorgio negli anni successivi alla guerra si dedicò alla pittura, facendo molti quadri tra cui un quadro dedicato al partigiano Giulio Bolaffi.
Croce di Merito consegnata a Giorgio Vigna il 20 novembre 1965
Giorgio Vigna, in altro a sinistra, insieme ad altri partigiani
Giorgio Vigna ospitato al Comune di Mompantero
Intervista a Eugenio Ernesto Perotto in Archivio Istoreto, fondo Archivio della deportazione piemontese [ITC00FD13463]
https://www.noipartigiani.it/giorgio-vigna/
Intervista all'Ex Partigiano Giorgio Vigna effettuata da Giorgia Vigna e Aurora Zaio nel novembre 2024.
Ringraziamo Giorgio Vigna e sua nipote Maria Laura Pesando.