CAPRIE
CAPRIE
IN IMPORTANTE MISSIONE DI GUERRA
VOLONTARI DELLA LIBERTÀ FELICE CIMA - MARCELLO ALBERTAZZI COMANDANTI DI FORMAZIONI PARTIGIANE COL FEDELE AUTISTA CAMILLO ALTIERI FULMINATI DAL PIOMBO NAZISTA IN QUESTO LUOGO IL 27 NOVEMBRE 1943
Indirizzo: Via Torino (in prossimità del n. civico 14) - 10040 Caprie (To)
Coordinate GPS sulla mappa: 45°06'58.5"N 7°20'10.1"E
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Le prime bande
Verso la fine di settembre 1943 l’organizzazione del movimento partigiano in Valle di Susa subì una decisiva spinta con l’arrivo degli ufficiali Carlo Carli, Walter Fontan, Felice Cima e Marcello Albertazzi.
Sopra Condove, nelle baite di Mocchie, si stabilirono le bande di Cima (classe 1921, studente universitario e sottotenente dei bersaglieri, rifugiatosi lì all’indomani dell’8 settembre) e Albertazzi (“Barba”, classe 1908, operaio bresciano, perseguitato politico per la sua azione antifascista). Quest’ultimo era giunto lì con una banda già costituita dalla zona di Barge-Bagnolo, in val Germanasca.
Mentre l’ingegner Bellone e il tenente don Foglia guidavano le azioni di sabotaggio, Cima e Albertazzi guidarono l’offensiva di più ampio respiro nella bassa valle (Carli e Fontan facevano lo stesso nella media valle).
Il 6 novembre, ad esempio, i due organizzarono un attacco alle casermette di Borgone e, sempre nello stesso mese, appoggiarono gli scioperi di Torino facendo saltare i binari della ferrovia. “Barba”, in particolare, diresse l’occupazione della stazione ferroviaria di Condove e lo sciopero alle Officine Moncenisio.
In seguito a un divieto di circolazione delle automobili imposto dai tedeschi il 6 novembre 1943, Cima guidò un attacco ai loro autoveicoli, cosicché il 25 novembre venne imposto un coprifuoco prolungato, da Avigliana a Susa, dalle ore 18 alle 7.
Il 27 novembre del 1943, in un luogo indicato all’incrocio tra via Torino e l’ex Statale 24, Albertazzi e Cima stavano rientrando da una riunione organizzativa tenutasi alle Officine Moncenisio, quando la loro automobile, guidata dall’autista Camillo Altieri, si fermò, o per sabotaggio o per un guasto.
In quel momento incontrarono una pattuglia tedesca di passaggio con il tenente Schmidt; ci fu uno scontro a fuoco e i partigiani coinvolti, eccetto “Valle” (Egidio Liberti, maggiore della Giustizia militare e dall’ottobre comandante a Villar Dora presso il neocostituito Comando Militare della Valle di Susa), che fuggì attraversando la Dora, rimasero uccisi.
Giuseppe Garbagnati, anche lui con loro in quel momento, fu risparmiato, perché trovato senza armi, e incarcerato a Torino.
La perdita fu dolorosa e gravissima e l’8 dicembre 1943 il maggiore Liberti, tornato per dare coraggio agli altri partigiani in Valle, convocò nella frazione Garda, sopra San Giorio, le bande partigiane della zona.
In quel luogo avvenne un giuramento di unione contro nemici interni ed esterni della Patria, preceduto da una messa celebrata da don Francesco Foglia.
Lo stesso Foglia aveva proposto un sabotaggio del Ponte dell’Aquila di fronte a Exilles, il fallimento del quale era stato motivo di grande sconforto, acuito dalla morte di Albertazzi e Cima.
Alessio Maffiodo prese il comando della banda di Cima, la “XVII Brigata Garibaldi”, e la banda di Albertazzi venne fusa con quella di Guido Bobba, a cui fu intitolata la “XIV Brigata Garibaldi”.
S. Bellone, Felice Cima nell’XI anniversario dell’eroico sacrificio, in «L’Eco della Dora», Collegno, 4 dicembre 1944?[1954?], p. 1
La commemorazione
Nella data del 27 novembre si svolgono oggi annualmente, su iniziativa del Comune di Caprie, commemorazioni in cui sono coinvolte anche le scuole locali.
Nel 2007-2008 il monumento che era stato posto nel sito dell’uccisione è stato spostato e in seguito nuovamente ricollocato dopo la modifica della viabilità. La nuova sede, in un luogo di proprietà del Comune più accessibile di quello originario, è funzionale all’organizzazione delle manifestazioni. La decisione è stata presa quindi, dopo un confronto con i partigiani ancora vivi all’epoca che inizialmente volevano che rimanesse nel punto originario, nell’interesse della memoria collettiva.
I parenti di Felice Cima vengono in visita da Roma ogni anno e partecipano al ricordo dell’avo.
M.E. Borgis, La Resistenza in Valle di Susa, Edizioni del Graffio, Borgone di Susa 2011, pp. 31-48
U. Berga, Diario partigiano, Tipolitografia Morra, Almese 2003, pp. 7-18
S. Bellone, Testimonianze (1933-45), Tipolito Melli, Borgone di Susa 1995, pp. 31-52
S. Bellone, Felice Cima nell’XI anniversario dell’eroico sacrificio, in «L’Eco della Dora», Collegno, 4 dicembre 1944?[1954?], p. 1
Sitografia:
https://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=1021
Banca dati del Partigianato piemontese. Dettaglio: CIMA FELICE
Banca dati del Partigianato piemontese. Dettaglio: ALBERTAZZI MARCELLO
Si ringrazia il sindaco di Caprie Gian Andrea Torasso