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LEAD - GIORNALE DEL LICEO "MOTZO"
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LEAD - GIORNALE DEL LICEO "MOTZO"
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Responsabili del progetto "Lead": prof.sse Maria Teresa Allegretti e Daniela Paba
..."era nella vita lui, nelle cose che pensava, che gli s’agitavano dentro, in tutto ciò che vedeva fuori senza più vedere se stesso. Case strade cielo. Tutto il mondo"
(L. Pirandello, Di sera, un geranio)
O madre delle mie emozioni
non c'è giorno che ho mancato di bussare
alla tua porta.
Al crepuscolo, sempre vengo a cercarti.
Tu mi accogli dentro le tue stanze
e stendi sopra i miei pensieri una coltre di nebbia umida,
così nella morbida luce lunare spegni ogni ardore.
Mi chiudo in posizione fetale
e ascolto il vento di voci lontane che
cullano la mia solitudine.
Poi al mattino mi svegli e
alla luce del sole esco ad implorare
nuova vita,
ma è come tradirti e pentito,
corro di nuovo a cercare le tue grazie.
(poesia del prof. Massimo Antonucci, letta il 20 marzo 2026 in occasione della cerimonia in suo ricordo organizzata da colleghi e studenti del liceo Motzo, dove lavorava da otto anni)
di Rachele Chessa
4^BU
La memoria non è solo ciò che resta: è ciò che scegliamo di far crescere insieme, giorno dopo giorno. È così che la nostra comunità scolastica ha voluto ricordare il professor Massimo Antonucci, a un mese esatto dalla scomparsa a seguito di una malattia fulminante. Nel cortile dell’istituto è stato piantato un albero di mandorlo, simbolo della rinascita e della speranza. È proprio questo lo specchio del suo carattere, una persona che ha combattuto fino all’ultimo, che ha sempre avuto fiducia nella capacità dell’uomo e che vedeva nel lavoro non solo un mestiere, ma una vera e propria vocazione. Viene ricordato dai colleghi come un punto di riferimento che ha lasciato un vuoto. Il Dirigente Scolastico, Massimo Mocci ne descrive un profilo professionale nitido e profondo. Racconta che era un professionista rigoroso, esigente prima di tutto con sé stesso. Credeva fermamente che prendersi cura degli studenti non significasse facilitare il percorso o “abbassare l'asticella”, ma fornire loro gli strumenti per essere "all'altezza di sé stessi". Il suo obiettivo era un'inclusione reale, fatta di sforzo e fiducia nel cambiamento della realtà attraverso l'educazione. Accanto all’albero è stata collocata un'insegna che riporta la frase: “Sono stato qui per imparare ad amare e ho ricevuto amore”. Questa frase, che il professore aveva pronunciato negli uffici della segreteria all’inizio del suo difficile percorso, è una delle tante testimonianze della sua profondità.
Se tra le mura scolastiche ne ammiravamo la dedizione e l’amore incondizionato per la scuola; fuori da queste Massimo Antonucci nutriva la propria anima con un bagaglio di passioni autentiche, come la scrittura, la musica, il trekking e lo yoga. La profondità del suo animo e la sua straordinaria empatia sono riemerse vibranti durante la lettura della sua poesia 'Malinconia’. È stata la moglie Valentina a restituirci l’essenza di questo dono, descrivendo Massimo come un uomo capace di un ascolto raro: “Lo ricorderò sempre con il tempo che lui spendeva ad ascoltare gli altri, come me che non sono una persona semplice.” La musica, da sempre al centro della sua vita, ha fatto da sottofondo alla cerimonia con alcuni brani dei “Physique du Rôle”, di cui era il vocalista. Il brano “Uomo senza parole” descrive il mondo complesso degli adolescenti, dove il silenzio diventa inquietudine, ma può anche aprire la strada a una rinascita.
Notte nazionale del liceo classico.
Top o flop?
di
Elettra Caredda
e
Ioan Rotarescu
5^CL - 5^AL
"La notte dei licei è un tuffo nella storia classica". Queste le parole di uno dei collaboratori scolastici impegnati nella “Notte nazionale del liceo classico” del 27 marzo scorso.
La serata, con un cartellone ricco di interventi, è stata all’altezza delle aspettative? Per capirlo, abbiamo intervistato alcune persone presenti all’evento organizzato dal nostro liceo, tra le quali figurano studenti, collaboratori, professori e genitori. Molti hanno evidenziato le principali criticità di questa serata. In primis la durata eccessiva, la monotonia degli interventi e delle rappresentazioni. I ragazzi intervistati infatti hanno commentato: “C’è troppa parlantina all’inizio, cosa che rischia di annoiare gli studenti e il pubblico”. Poi qualche appunto in merito all’organizzazione, a tratti un po’ caotica, benché sia plausibile in presenza di un calendario tanto fitto. Due studentesse hanno dichiarato: ”è una serata molto suggestiva. C’è però troppa distrazione, via e vai e scarsa attenzione da parte degli studenti che non ascoltano gli spettacoli degli altri compagni”.
Possibile abbia avuto il suo peso il fatto che la nostra scuola non disponga delle strutture adatte ad accogliere simili manifestazioni?
D'altro canto c’è da ammirare l’impegno e la dedizione dei ragazzi e dei loro docenti che, da ormai dodici anni, portano avanti quest’iniziativa. Da lodare anche il lavoro svolto dalle educatrici e dagli insegnanti, che sono riusciti a rendere questa notte coinvolgente per tutti. Particolarmente degni nota sono stati gli spettacoli: “Ombre criminali -speciale Promessi sposi”, organizzato dalla 2^AC sotto la regia della prof.ssa Marianna Piras, e “Il filo e l’uscita: viaggi nel labirinto del tempo” delle classi I, II e III BC sotto la guida della prof.ssa Marta Pilia. Il primo per l’ottima sintonia del medium cinematografico con quello teatrale. Il secondo per l’efficace capacità di sintesi dell’opera classica: in pochi minuti è stata colta l’essenza intramontabile del mito.
Ombre a parte, è certo che queste occasioni sono ideali per far superare agli studenti blocchi e paure. Dal vespro alla notte, la scuola si trasforma in uno spazio dove studenti di oggi e di ieri, professori e genitori si incontrano e si sentono parte di un solo respiro chiamato “cultura”.
NOTTE NAZIONALE DEL LICEO "MOTZO"
Quando passato e presente s'incontrano come per magia
di Sara Cigagna
2^CL
Ogni anno da ormai dodici anni, in Italia si organizza una serata, durante la quale i licei classici si mettono in gioco con spettacoli teatrali, musica, letture e riflessioni. È la Notte nazionale del liceo classico, quando gli studenti, accompagnati dai propri docenti, dimostrano pubblicamente come il mondo antico non possa essere dimenticato, in quanto ancora capace di parlare con forza alle nuove generazioni. Il 27 marzo scorso anche il liceo Motzo ha rinnovato la magia del tradizionale omaggio alle nostre radici culturali.
Mentre per alcuni studenti questa è stata la prima Notte dei licei, per i ragazzi della quinta è stata l’ultima. Virginia Banchiero, della 5^AC, emozionata, racconta: «Per me e i miei compagni questa è stata l’ultima Notte del liceo classico; l’abbiamo vissuta con l’intento di godercela, ma anche con un po’ rammarico per un ciclo che si sta chiudendo e un pizzico di nostalgia per la particolare atmosfera di festa che si rinnova, edizione dopo edizione. Questi bei momenti li conserveremo per sempre». In questa magica notte, in ossequio all'idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco al liceo classico "Gulli e Pennisi" di Acireale che l'ha lanciata nel 2015, tutte le classi dell’indirizzo classico si sono esibite reinterpretando miti greci in chiave moderna e condividendo riflessioni su temi intramontabili che Greci e Romani ci hanno lasciato in eredità. Come sosteneva Bernardo di Chartres: “Siamo nani sulle spalle dei giganti”. La Notte nazionale del liceo classico è una festa “inclusiva”: include infatti docenti, studenti e famiglie che abitano questo liceo oggi, così come quelli che lo hanno già abitato. Per tale ragione la manifestazione è stata deliziata da spettacoli come “Paolo Show” di Paolo Mameli, ex studente del Motzo, il quale ha cantato alcuni brani accompagnato al pianoforte da Margherita Messina. Successivamente, la 4^BC ha presentato “Sliding Doors: umanità al bivio”, un’esibizione suggestiva divisa in varie scene, tra cui una performance che ha avuto come protagoniste una ballerina e una cantante.
Indimenticabile il passaggio di tale spettacolo in cui uno studente interpreta un ragazzo di nome Ercole, che deve scegliere tra un amico con il tarlo del divertimento e dei soldi e un altro concentrato su futuro e lavoro. Il titolo di questa performance non è casuale: oltre a richiamare il tema delle scelte e dei possibili destini -come la nota commedia romantica di Peter Howitt interpretata da Gwyneth Paltrow-, ci tiene a ribadirlo con un riferimento coreografico, cioè con un passo di danza, eseguito durante l’esibizione che porta proprio il nome delle "porte scorrevoli", allegoria degli imprevedibili influssi della Tyche sulle nostre esistenze.
A seguire, c’è stato un momento molto toccante, durante il quale è stato ricordato il professor Massimo Antonucci, recentemente scomparso a causa di una malattia fulminante. Il dirigente scolastico, Massimo Mocci ha tenuto per l’occasione un breve ma significativo discorso, con cui ne ha onorato la memoria sia come persona sia come professionista. Questo momento è stato poi seguito da uno di silenzio e rispetto per un uomo che ha indelebilmente segnato la storia di questo liceo.
E’ stata poi la volta della 5^AC che ha messo in scena “Il salotto delle idee”, nel quale è stato interpretato un dibattito tra filosofi e scrittrici come Jane Austen. E come dimenticare il momento della serata in cui si è riflettuto sul ruolo della donna in ambito lavorativo? Alcune studentesse, in veste di scienziate e importanti personalità femminili, hanno letto dei monologhi sulle battaglie e le lotte che le donne devono ancora portare avanti nel mondo per ottenere la parità dei diritti coi maschi. La kermesse si è poi avviata alla conclusione con la lettura del brano finale: un testo greco recitato in metrica dalla 5^AC, improntato sulla celebrazione di questa notte dai tanti echi passati e da altrettanti sguardi al futuro. Sebbene la ricchezza e la complessità della serata non abbiano permesso che l’impegno e la fatica di protagonisti e registi venissero valorizzati a dovere e il continuo via vai, sommato al brusio generale, abbia impedito di apprezzare appieno l’atmosfera suggestiva che studenti e docenti hanno provato a creare, la notte nazionale dei licei resta un appuntamento dove “la scuola di tutti è per tutti”.
In un mondo che corre veloce, questa rassegna che ha inizio al tramonto del sole per concludersi a notte fonda, "in direzione ostinata e contraria" continua a gettare luce sulla cultura umanistica, per ricordare -come hanno dimostrato le ragazze e i ragazzi del liceo classico “Motzo”- che il passato non è mai veramente passato: continua a vivere nelle parole, nelle idee e negli insegnamenti dei “Nostri Maggiori”.
La pace vola sulle ali di “Genti Arrubia”
Dal 4 al 9 maggio la XII edizione del "Festival della letteratura del Mediterraneo"
Il Festival della Letteratura del Mediterraneo si prepara a tornare anche quest’anno, portando con sé incontri, autori e storie vicine e lontane. A raccontarci dell’atteso appuntamento è il dottor Enrico Frau, presidente dell’associazione “Genti Arrubia”, particolarmente attiva a Quartu nella promozione culturale.
“Genti Arrubia” è un’associazione senza scopo di lucro, che si occupa prevalentemente di letteratura, mediante la promozione delle opere e delle idee di scrittori e l’organizzazione di incontri con ampi spazi dedicati alle scuole di ogni ordine e grado, allo scopo di stimolare la lettura e la riflessione su temi di stringente importanza per una società democratica e pluralista. Come afferma il dottor Frau, “l’obiettivo di tali eventi non sta solo nella promozione di un’opera, ma nella conoscenza dal vivo degli autori, per far comprendere ai ragazzi che lo scrittore non è una figura distante, bensì una persona da ascoltare e con la quale poter dialogare, discutere e interagire entrando nel merito dei suoi valori e delle sue idee con contributi personali e originali”. D’altra parte il nome e il logo dell’associazione “Genti arrubia” riassumono perfettamente quanto illustrato a parole dal dottor Frau, che -da ex Dirigente scolastico dell’Istituto superiore Primo Levi- di educazione, cultura e giovani ha fatto una ragione di vita. Il nome dell’associazione infatti richiama i fenicotteri rosa dello stagno di Molentargius, “gente arrubia” in limba logudorese; “genti arrubia” in lingua campidanese. Nel logo però le ali del più noto abitante delle nostre zone umide sono state sostituite da un libro aperto, a significare che “la lettura ci mette le ali” e ci rende liberi.
Genti Arrubia è attiva dal 2014 grazie a un nucleo iniziale di docenti desiderosi di organizzare iniziative in risposta alla crescente esigenza di cultura della comunità locale. Nel tempo, il gruppo è cresciuto e ha ampliato la propria rete di collaboratori. Oggi si contano circa dieci persone nel direttivo più gli iscritti, ma tale numero è destinato a crescere in occasione dei principali eventi, grazie alla partecipazione di numerosi volontari. Dopo il convegno dedicato alla memoria del giudice-scrittore nuorese Salvatore Satta dello scorso novembre, Genti arrubia si accinge a dare inizio ai lavori della XII edizione del Festival della letteratura del Mediterraneo, in programma tra il 4 e il 9 maggio prossimo. Quest’anno la rassegna letteraria quartese targata Genti arrubia si intitolerà “Venti di pace”, poiché sviscererà questo tema a 360 gradi: “dal vivere in pace con sé stessi a improntare alla pace i rapporti con gli esseri umani e con la natura, perché la pace non è solo assenza di guerra, ma è un patto che unisce i popoli in un unico obiettivo comune” puntualizza Frau. Aprirà il festival la conferenza stampa nella Sala degli Affreschi dell’ex Convento dei Cappuccini di Quartu, cui seguirà il primo incontro a Maracalagonis, il secondo a Sinnai, il terzo a Donori e il quarto e ultimo nuovamente a Quartu. Grande attesa per gli interventi di scrittori, poetesse, storici e semplici costruttori di pace: dalle testimonianze sulle 21 donne che hanno partecipato alla stesura della nostra Carta costituzionale alla poetessa iraniana Faezeh Mardani; dal medico Aldo Morrone a Rami Elhanan e Bassam Aramin, i due padri israelo-palestinesi -in odore di Nobel per la pace del 2026-che girano il mondo per raccontare di un conflitto che si è portato via le loro figlie. Un cartellone ricco e stimolante in cui la scuola sarà protagonista assoluta, attraverso attività laboratoriali che -il 7 maggio prossimo- culmineranno nella presentazione del libro “Costruttori di sogni”, scritto dagli studenti delle scuole medie di Quartu Sant’Elena. Successivamente quest’opera, edita da La Zattera, sarà presente nello stand degli autori sardi al Salone del Libro di Torino. Inoltre dal 29 aprile al 13 maggio, presso i consueti spazi dell’ex Convento dei Cappuccini, sarà visitabile la mostra “Come pensiamo la Pace”, in cui verranno esposti i modellini in 3D realizzati su questo tema dagli studenti delle scuole medie inferiori di Quartu. Insomma si attende un appuntamento di alto profilo culturale e sociale, al quale il nostro liceo non mancherà di offrire il suo contributo con la partecipazione delle classi della prof.ssa Claudia Piergallini
Sono sempre più frequenti e costruttive le iniziative delle associazioni quartesi a favore della cultura, segno che la comunità locale e il territorio circostante necessitano di momenti dedicati alla riflessione, al dibattito, al confronto e all’approfondimento. Ma è in particolare alle giovani generazioni che si punta, affinché crescano consapevoli e tolleranti: “leggete per crescere!” raccomanda loro il dott. Frau, concludendo con la celebre citazione pirandelliana: “i libri pesano tanto: eppure, chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole”.
“Dormi stanotte sul mio cuore”
di Sofia Maria Crobu e Laura Mercenaro
1^BC – 1^AC
31 marzo 2026. Era una data tanto attesa dalle classi 1^AL, 1^AU, 1^AC e 1^BC del nostro liceo per poter chiacchierare in videoconferenza con il noto insegnante e scrittore Enrico Galiano, prima di cimentarsi nella gara di lettura tecnologica sul suo romanzo “Dormi stanotte sul mio cuore”. L’incontro virtuale è parte integrante del progetto di promozione alla lettura rilanciato quest’anno, dopo la pausa a causa del Covid, dalla prof.ssa Annarella Perra, in collaborazione con la casa editrice “Garzanti”. Galiano non ha certo bisogno di presentazioni e la storia raccontata in “Dormi stanotte sul mio cuore” è sembrata perfetta per far misurare gli adolescenti con temi di rilievo, come l’immigrazione, l’amore, la guerra, le fragilità giovanili, il difficile rapporto con gli adulti. Non è un caso se il sottotitolo di questo romanzo sia “ricordati di fare ciò che ti fa sentire vivo”.
La vicenda, partorita dalla fantasia dello scrittore friulano, ma basata su varie testimonianze reali, è ambientata negli anni 2000 e narra la vita di Mia, figlia unica di una famiglia dell’alta borghesia. I genitori della bambina dodicenne adottano Fede, un ragazzo complicato per via di pesanti traumi infantili legati alla guerra nei Balcani, da cui proviene. La bambina stringe un rapporto molto stretto con il suo fratello adottivo, finché quest’ultimo non le viene strappato via, insieme a una parte del suo cuore. Dal momento della separazione forzata, Mia non smetterà mai di cercare Fede, diventato la sua luce in fondo al tunnel. Figura di riferimento della protagonista, nonché testimone delle sue peripezie è la sua ex insegnante e migliore amica Margherita, per la quale l’autore ha rivelato di essersi liberamente ispirato all’astrofisica e scienziata triestina, Margherita Hack, scomparsa nel 2013. Il romanzo è delicato e toccante sin dal titolo: “Dormi stanotte sul mio cuore”. Si tratta infatti di un verso ripreso dalla poesia “Rimani”, dedicata da Gabriele D’Annunzio all’amata Giselda Zucconi: “Rimani./ Riposati. Non temere di nulla./ Dormi stanotte sul mio cuore”. Traendo spunto dalla lirica del vate, l’opera di Galiano promette di rinnovare le emozioni, i sentimenti e la magia di cui sono cariche le più grandi storie d’amore. Quella tra Mia e Fede ci ha tenuti con il fiato sospeso…E continuerà a farlo fino all'agone di lettura tecologica del prossimo 5 maggio tra le classi prime del Motzo.
Il romanzo si concentra soprattutto sulla comunicazione non verbale, fondamentale sia per i personaggi (Fede ha perso l’uso della parola in seguito ai traumi della guerra) sia per lo stesso autore il quale, alla domanda “Come mai hai deciso di dare così tanto spazio a questo campo?”, ha risposto di essere affascinato dalle persone che si capiscono anche solo con uno sguardo. Galiano ha inoltre dichiarato di aver studiato la lingua dei segni (LIS) per ben 2 anni. Desiderava così rendere l’idea di quanto sia importante l’inclusione.
“Dormi stanotte sul mio cuore” è un potente racconto d’amicizia che si trasforma in amore. “Facile e difficile”, come la rima “fiore-amore”, antica ed eternamente capace di risvegliare emozioni. Qual è suo messaggio? Galiano precisa che “chi scrive non lo fa mai per lanciarne uno, però lo stesso nasce in modo spontaneo, mentre la storia prende forma. Il monito che anima il mio romanzo è “prestate molta attenzione ai pregiudizi!”
Questa fatica di Galiano è un libro di tanti “come quando”: “come quando ti svegli da un sogno bellissimo, come quando guardi un film o leggi un libro che ti prende tantissimo”. Esattamente come quando hai tra le mani “Dormi stanotte sul mio cuore!”
La Gen Z motore trainante
della Settima Arte
di AURORA GARAU e SOFIA MARIA CROBU
3^AL - 1^BC
Mentre il cinema continua a perdere spettatori, la Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2012) è attualmente il motore trainante della ripresa delle sale cinematografiche, quella che ha dimostrato più interesse per i film trasmessi in sala nel 2025. Gli adolescenti, spinti da un forte desiderio di uscire di casa per variare la propria routine, trovano nell’andare al cinema la scusa perfetta, grazie all’ottima qualità dei film trasmessi nelle multisale: colgono così l’opportunità per passare una giornata con gli amici. La maggior parte degli adolescenti sceglie i nuovi titoli attraverso i social o il passaparola tra amici, curiosando tra generi diversi o affidandosi alle proprie preferenze personali.
Ma nella fascia compresa tra i 14 ai 19 anni, i temi di maggiore interesse sono assai vari, anche se si scivola verso film più maturi e realistici: si preferiscono le storie autentiche alle animazioni e al fantasy, come Scream 7 (2026) e Reminders of Him - La parte migliore di te (2026). Tuttavia c’è chi ha ancora nostalgia della propria infanzia e non resiste a titoli come l’ultima versione di Superman (2025) oppure A Minecraft Movie (2025).
Se poi si considera il moltiplicarsi dei generi cinematografici, ai giovani è consentito trovare ciò che è più adatto ai loro gusti: titoli come F1- Il film (2025) e Marty Supreme (2025), adatti a chi ama lo sport, oppure The Legend of Ochi (2025), pellicola d’avventura fruibile anche alle famiglie.
Per gli appassionati di musica sono usciti al cinema film documentari come Stray Kids: The dominATE Experience (2026) e The Official Release Party of a Showgirl (2025), che seguono rispettivamente il concerto degli Stray Kids (boyband K-pop) e il lancio del nuovo album di Taylor Swift The life of a Showgirl.
Una così vasta disponibilità offre a ragazze e ragazzi l’opportunità di coltivare le loro passioni e di vedere sul grande schermo le proiezioni più adatte ai propri gusti.
E voi? Qual è l’ultima fatica cinematografica che vi siete gustati? Aiutateci a capirlo rispondendo al nostro sondaggio accessibile al seguente link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfkRgzJx5ODnZ36bAw7YnLtx_qF_sDksYzkfhBuO1Sn1tU7AA/viewform?usp=publish-editor