COS'E’ NCO? NCO è un acronimo che sta per Nuova Cooperazione Organizzata. E’ un insieme di cooperative che condividono principi e valori e hanno la stessa visione della comunità di riferimento. Nasce il 14 settembre 2012 e si pone due obiettivi: riappropriarsi dei territori confiscati alla camorra con il coinvolgimento dei cittadini e favorire l’inserimento nella comunità produttiva di persone svantaggiate.
PERCHE’ NCO? Negli anni settanta e ottanta la Nuova Camorra Organizzata (NCO) ha segnato una svolta nella storia criminale nel territorio campano. In quegli anni si è passati da forme arcaiche a sistemi organizzati di tipo imprenditoriale che ancora imperversano. Le risposte civili a ciò non possono essere da meno, per questo Nuova Cooperazione Organizzata (NCO).
GLI OBIETTIVI DI NCO Il consorzio mira a contribuire ad una crescita civile del territorio, sostenuta dalla cultura dell’inclusione e della legalità, attraverso la creazione di attività di economia sociale sostenibili che creano lavoro dignitoso per le persone in difficoltà. Le attività sono finalizzate al coinvolgimento della collettività per il cambiamento socio culturale del territorio e per rendere sempre di più i beni confiscati simboli e risorse di comunità libere dalla camorra. Inoltre tutte le attività vengono realizzate con l’obiettivo di fornire prodotti e servizi di qualità nel rispetto dell’ecosistema.
ESTATE LIBERI! E’ una realtà promossa dall'associazione Libera nella quale per una settimana i ragazzi spendono il loro tempo nelle terre confiscate alla camorra. Per una settimana giovani e adulti si impegnano quotidianamente nelle cooperative sociali, partecipando anche ad una formazione alla legalità, all'antimafia sociale e alla conoscenza dei territori coinvolti.
COS'E’ IL "PACCO" ALLA CAMORRA? Il "pacco" alla camorra è uno dei modi per le varie cooperative sociali non solo di promuovere i propri prodotti, promuovere se stesse, ma anche per ma anche per mandare un diretto messaggio alle mafie.
CHE COS'E’ LA COOPERATIVA AL DI Là DEI SOGNI? Si costituisce nel 2004 come cooperativa mista: di tipo “A” e “B”; cioè sia di “servizi alla persona” che hanno come finalità lo sviluppo del benessere psico-fisico della persona (A) e sia di servizi che hanno come finalità prevalente l’inserimento formativo e lavorativo delle fasce svantaggiate (B). Questa duplice “anima” converge in un unico massimo comune denominatore e cioè la concezione che al centro degli interventi, sia di carattere assistenziale, riabilitativo, educativo, che formativo, inclusivo e di inserimento lavorativo, prima e al di là di ogni cosa, c’è l’uomo e l’uomo nella sua comunità locale, con il suo vissuto, la sua storia, le sue relazioni, le sue abilità, la sua “casa".
“Facciamo un pacco alla camorra” è un progetto nato dodici anni fa dal consorzio Nuova cooperazione organizzata che in provincia di Caserta coltiva le cosiddette Terre di don Peppe Diana e si estende a una rete di associazioni di cui fanno parte il Comitato don Peppe Diana. “Facciamo un pacco alla camorra”, questa è l’essenza, ricordare a tutti che si può combattere la camorra, attraverso l’acquisizione di diritti e possibilità. Il sistema criminale ha invaso e inquinato non solo i terreni ma anche la società, occupando gli spazi dedicati alla costruzione dei diritti dell’uomo, della propria socialità e della libertà. Ed è per questo che da alcuni anni si sta costruendo una rete di imprese volte alla realizzazione di un’economia sociale come antidoto all’economia criminale. Sulla strada indicata dal «Comitato Don Peppe Diana» e dall’associazione «Libera – nomi e numeri contro le mafie», nasce il consorzio di cooperative sociali «Nco – Nuova cooperazione organizzata».
I punti di forza di questa «nuova organizzazione» sono dettati in primo luogo da quella concezione che mette al centro il riscatto della persona. Soggetti provenienti da situazioni di disagio (salute, mentale, ex dipendenze e ed ex membri di gruppi camorristici) vengono inseriti in un graduale ma costante percorso di inserimento lavorativo e nel mondo del lavoro. L’obiettivo è promuovere, attraverso questo inserimento, una filiera produttiva ed etica che parte proprio da quei luoghi che una volta erano simboli di violenza. Il Pacco è un paniere di prodotti (pasta, biscotti, vino, sughi, nocciole, confetture) buoni e di qualità ed è la risposta di alcune cooperative come “Al di là dei sogni” che gestisce il bene confiscato «Alberto Varone» a Maiano di Sessa Aurunca e che grazie all’inserimento lavorativo di persone con disagio ha realizzato una fattoria didattica e pratica agricoltura sociale per la realizzazione di sott’oli attraverso il riutilizzo dei beni confiscati e proprio nella nostra scuola, al Liceo Guacci di Benevento, si è svolta la giornata dedicata alla presentazione del pacco alla camorra.
Una giornata bellissima condita dalla presenza di molti ospiti che abbiamo studiato e appreso durante il periodo antecedente alla presentazione del pacco tra i quali, il referente provinciale di Libera Benevento, il procuratore aggiunto di Benevento Giovanni Conzo, Michele Martino, Antonio Iermano, figlio di Aldo Iermano, una delle tante vittime della mafia, alcuni membri di Libera Benevento e il capo della polizia di Benevento. Oltre questi ospiti c’è stata ovviamente la partecipazione attiva della preside, della vicepreside e di noi alunni. La giornata si è aperta con la presentazione del Pacco, da dove esso proveniva e in che modo viene realizzato. Una spiegazione arricchita dalla visione di alcuni video che oltre a mostrarci le procedure tramite le quali veniva a formarsi il pacco, rappresentava anche il progresso educativo di coloro che, in questi centri di “riabilitazione” come quello di Sessa Aurunca, cercavano di riprendersi in mano la propria vita e di fare qualcosa di buono per il prossimo, dimenticando le persone che erano prima e concentrandosi solo sul futuro per creare qualcosa di sano come il Pacco, un riscatto per coloro che hanno sofferto e un prodotto genuino per tutti quelli che vogliono supportare queste iniziative.
L’incontro è poi proseguito con l’intervento di Antonio Iermano che ci ha reso partecipe della sua storia legata, come già detto in precedenza, alla morte del padre, grande amico e autista di un’altra vittima, Raffaele Delcogliano. Un racconto emozionante, che ci ha aperto gli occhi e ha scolpito in noi questo desiderio di fare del bene e il pensiero che non importa quanto tutto possa essere difficile perché se riesci a trasformare il dolore in qualcosa di positivo e di produttivo il dolore si attenua e può diventare un incentivo per andare avanti e combattere, soltanto tramite il nostro impegno possiamo riuscire a “fare memoria” e che per quanto possa sembrare banale, può essere uno dei tanti modi per non darla vinta alla mafia, che ancora oggi è viva, non molto presente come in passato ma comunque attiva, un nucleo di terrore che non si ferma ma che grazie al nostro aiuto e a quello di tutte le cooperative può tenergli testa, per non dimenticare ma per combattere, ogni giorno della nostra vita.