La maturità è sempre un momento di spavento e di soprattutto di crescita per gli studenti del quinto anno, un'ultima prova prima dell’università per cui si sono preparati per tutte le superiori: abbiamo dunque deciso di chiedere, sia agli studenti che devono sostenerla sia ai prof. che dovranno esaminarli, cosa ne pensano alla luce della nuova riforma varata dal Governo.
COSA NE PENSANO I PROFESSORI?
Lei cosa sa e cosa ne pensa della nuova maturità? Preferisce quella nuova oppure quella vecchia?
Prof.ssa Galluccio
«Quello che so è quello che tutti gli addetti al lavoro hanno appreso dai vari mezzi di comunicazione: le materie coinvolte nel colloquio orale non saranno più sei, ma quattro, e di queste quattro due saranno quelle già coinvolte negli scritti. Le prove scritte restano quelle delle materie di indirizzo. Sarà necessario anche formarci, come commissario, per scolgere questo esame. Io penso che talvolta le riforme che toccano la scuola restino in superficie: cambiare il nome, cambiare il numero delle materie...sono scelte che hanno valore ma fino a un certo punto, perché non si entra mai nel merito delle situazioni. Noi docenti ci aspettiamo riforme che tocchino più in profondità il mondo della scuola. La ritengo una riforma come un'altra, che non tiene conto dell'esperienza dei docenti, perché bisogna insistere sulla formazione del docente che deve fare un esame. Mi chiedo: su che cosa mi devo formare? Anche su questo il ministro Valditara non ha rivelato ancora molto, quindi è una situazione un po' critica.»
Prof.ssa Bigini
«So quello che ci hanno per ora comunicato, che è un po’ poco, ma sono riuscita ad informarmi avendo fatto un corso di informazione e seguito un incontro che lo spiegava: so che i due commissari della prima e della seconda prova interverranno poi anche all'orale, quindi le quattro materie che sono selezionate saranno le due degli scritti e altre due scelte. Ci hanno detto che sarà una vera e propria interrogazione, non più un colloquio (come l’ anno scorso) e riguarderà tutto il programma svolto durante l'anno. Hanno detto che i ragazzi potranno fare anche collegamenti, purché siano collegamenti inerenti alle quattro materie che sono rappresentate lì nella commissione. Stiamo ancora aspettando, perché hanno detto che ci avrebbero fatto anche un corso di formazione più specifico, quindi stiamo attendendo che ci dicano qualcosa di più preciso. Non mi piace, non la trovo una riforma “degna di nota”; ritengo che, nonostante non fosse facile fare il colloquio collegando tutte le materie (soprattutto le mie materie che sono le materie scientifiche) a mio parere la ‘vecchia’ modalità di svolgimento dell’orale dava la possibilità agli studenti veramente bravi di far vedere le loro capacità. Allo stesso tempo però, il colloquio aiutava anche gli studenti un pochino più deboli, perché alla fine qualche collegamento veniva trovato. L'interrogazione secca su tutte e quattro le materie la ritengo una prova un pochino difficile.»
Prof.ssa Poggi
«Non è molto chiaro come sarà veramente la prova orale, l'impressione è che si sia tornati un po' ad una modalità ‘storica’, insomma più vicina alla maturità che avevo affrontato io. Da una parte mi sembra una maturità più complessa, perché ci saranno delle vere e proprie interrogazioni, però verrà coinvolto un numero minore di materie, quindi alla fine secondo me per gli studenti la difficoltà sarà equivalente a quella delle prove precedenti anche se l’esame sarà condotto in modo diverso. Per quanto si sa ad ora, sembra che l'approccio interdisciplinare si perda un po' e si vada alla ricerca della conoscenza del contenuto delle singole discipline. Per mia indole io preferisco i collegamenti fra le varie discipline: mi piaceva l’idea dell'interdisciplinarietà anche se, mediamente, le scuole superiori non sono abituate a fare un ragionamento interdisciplinare, quindi paradossalmente credo che sarà quasi più facile affrontare un'interrogazione classica (per quanto fatta da un docente non conosciuto dallo studente) che creare un discorso veramente interdisciplinare. In definitiva, però, non è la modalità che io preferirei usare.»
Se durante l’orale uscisse una delle sue materie, in linea generale che argomenti chiederebbe ?
Prof.ssa Galluccio
«Il nuovo colloquio potrebbe non lasciare più allo studente tanto spazio per poter organizzare il discorso, perché non è più prevista l’immagine di partenza. Sicuramente gli studenti che mi conoscono sanno perfettamente che non amo le nozioni, quindi non mi sognerei mai di chiedere la vita vita o le date di pubblicazione delle sue opere. Mi piace portare gli studenti a riflettere su un autore, sulla sua poetica, sulla sua ideologia, partendo sicuramente da un testo scritto da lui e sperare poi in un colloquio che sia costruttivo e che ci porti alla contestualizzazione di quello che stiamo leggendo.»
Prof.ssa Bigini
«Come ho detto ai miei alunni, partirei dai teoremi “con un nome”, cioè non chiederei mai “il teorema pagina 365 del vostro libro”. Quindi, sicuramente, punterei sui teoremi più importanti. Lo stesso vale per fisica: mi concentrerei magari sulla parte della fisica moderna che, in genere, può piacere di più.»
Prof.ssa Poggi
«Vorrei fare domande abbastanza generali del programma, che per scienze è molto variegato: mette, infatti, insieme argomenti che vanno dalla chimica organica alla biochimica, dalla biologia molecolare allo sfruttamento delle risorse...verosimilmente dovremo fare almeno una domanda per ognuno di questi ambiti. Io mediamente prediligo fare domande che mi facciano vedere che lo studente ha un quadro d'insieme, mentre reputo i dettagli dei singoli processi una sorta di approfondimento successivo, da fare con chi sta procedendo molto bene e punta a voti molto alti. Preferisco che si abbia un quadro d'insieme e si capisca un processo piuttosto che si sappia, semplicemente, il nome di un enzima.»
Lei ha già seguito altre maturità? E cosa si prova a fare il colloquio agli alunni?
Prof.ssa Galluccio
«Sì mi è già capitato. Diciamo che mi ‘diverto’ quando vi vedo il primo giorno, tutti bianchi in volto, perché rivedo in voi la me stessa che ha fatto gli esami ormai più di trent’anni fa... li ho fatti nell'88, fatevi voi il calcolo di quanti anni sono passati!. Quindi mi diverto, però non in senso sadico ma perché mi aiutate a rispolverare questo ricordo. Poi per il resto non c'è un'emozione particolare, credo che nessun insegnante ne abbia una particolare, perché siamo lì, facciamo il nostro lavoro, vi incoraggiamo, cerchiamo di farvi capire che è un momento importante, quasi iniziatico. Io personalmente non provo nessuna emozione in particolare se non quella del primo giorno quando vi vedo arrivare.
Prof.ssa Bigini
«Anche io ho già fatto questa esperienza. L'ho vissuta sia come commissario esterno che commissario interno. Come commissario esterno, in un certo senso si è più “tranquilli” perché, bene o male, non conosci i ragazzi. Cerchi di metterli a loro agio, (almeno io cerco di metterli a loro agio) però alla fine sono studenti con vedrò più quindi, insomma più di questo non c’è nulla. Quando invece sono il commissario interno sento di più la responsabilità, perché non farei mai niente che li possa in qualche modo danneggiare... quindi, magari, se penso di chiedere una cosa e poi non la sanno e ci rimango molto male.»
Prof.ssa Poggi
«Io non amo assolutamente fare il “misuratore” (di conoscenze n.d.r.), quindi preferirei che gli insegnanti potessero scegliere se fare i valutatori o gli allenatori e io sceglierei di fare l'allenatore... cioè io, anzi che parte fare l'esame di maturità, mi farei dare anzi il doppio delle ore di lezione! Però purtroppo non posso scegliere, quindi se scirà a scienze come materia dovrò interrogare, quindi spero di riuscire a pensare delle domande che permettano agli studenti di mostrare ciò che sanno al meglio.»
Un’ultima domanda: rispetto agli anni scorsi, Lei ha cambiato il modo di preparare le classi quinte all'esame in vista di questo nuovo cambio della maturità?
Prof.ssa Galluccio
«No, assolutamente, perché come già vi dicevo ho sempre avuto questa voglia di insegnare partendo dal testo e arrivando poi alla contestualizzazione, alla condivisione delle idee, alla visione della realtà. Quindi no, io non ho cambiato assolutamente nessuna strategia.»
Prof.ssa Bigini
«Vi faccio un esempio molto pratico: nelle classi quinte interrogavo sempre in fondo all'anno, perché cercavo di mettermi d'accordo con gli altri colleghi in modo da trovare degli argomenti che potessero essere interdisciplinari. Anche l'anno scorso, con una collega, abbiamo fatto proprio le simulazioni per l'orale, cercando gli argomenti ‘in comune’ tra le mie e le sue materie (lei insegna storia e filosofia e io insegno matematica e fisica) e abbiamo tentato di individuare dei collegamenti. Quest'anno invece penso che non farò così, anche in quinta ho iniziato a interrogare ora e gli sto chiedendo per esempio “enunciami il teorema di esistenza degli zeri”, oppure “enunciami e dimostrami il teorema del limite”, quindi proprio domande più strettamente legate al programma, proprio perché quest’anno non avranno l’immagine di partenza ad aiutarli.»
Prof.ssa Poggi
«Io in generale avevo deciso di concentrarmi sui possibili collegamenti con l'attualità, con le altre discipline, a volte anche a scapito magari della precisione sui singoli particolari. Se invece l'esame sarà un'interrogazione sui contenuti del programma, bisognerà privilegiare un aspetto contenutistico e aiutare gli studenti a essere pronti a rispondere a domande nel merito, quindi la modalità di lavoro è molto diversa.»
COSA NE PENSANO GLI STUDENTI?
Cosa sai della nuova maturità e cosa ne pensi?
Joel Venè 5B
«So dei cambiamenti che sono stati fatti all’esame di maturità quest’anno, che il colloquio orale non sarà più basato sull'immagine ma su quattro materie decise dal Ministero. Onestamente penso che sia da una parte più difficile prepararsi, dall’altra più ristretto il materiale da studiare, infatti, mentre prima si doveva collegare l’immagine a tutte le materie, ora saremo interrogati solo su quattro questo sarà piùdifficile perché non sai cosa ti chiederanno i professori.»
Francesco Caricato 5C
«So della divisione, che adesso è nuova, tra le quattro materie (due esterne e due interne) che verranno scelte dal ministero. Secondo me ciò, da una parte, può rendere la maturità più facile perché c'è la diminuzione delle materie da studiare, però, allo stesso tempo se si è studenti di Liceo Scientifico e vengono sorteggiate prettamente materie come uscire Matematica, Fisica o Chimica all'orale, alcuni studenti che sono meno ferrati nelle materie di indirizzo o a cui piacciono di più le materie umanistiche sono svantaggiati. Poi secondo me è una grandissimo sbaglio quello della bocciatura automatica se si rifiuta di fare l'orale, perchè è una scelta che si fa essendo pronti a pagarne le conseguenze, prendendo zero punti. Non condivido nemmeno il fatto che tutti i punteggi degli iscritti vengono resi pubblici solo dopo l'orale... così facendo si è in un certo senso ‘obbligati’ a svolgere la prova orale. Mi aspetto che le materie comunque siano abbastanza in linea con l’indirizzo di un Liceo Scientifico, anche se non sono molto soddisfatto di ciò perché preferisco quelle umanistiche.»
Gianmarco Acerbi 5C
«Mi sono documentato abbastanza per quanto riguarda il funzionamento della nuova maturità, anche se, secondo me, la comunicazione è stata abbastanza confusionaria. Credo che una diminuzione nel numero di materie non dia tanto vantaggio agli studenti, perché alla fine con la riduzione delle materie rimangono solo quelle d'indirizzo, che solitamente sono quelle più difficili, quindi la difficoltà dell'esame è stata alzata ulteriormente. Credo che il nuovo esame dia meno vantaggio agli studenti, anche perché se dovesse uscire una materia ‘sbagliata’ (nel senso che quella in cui uno studente è più debole) sarebbe terribile per quell’alunno in particolare. Detto questo, non trovo la nuova maturità molto inclusiva...in generale secondo me l'esame andrebbe rivisto totalmente, ma in un modo diverso.»
Che materia speri che esca o che non esca?
Joel Venè 5B
«Sicuramente usciranno italiano e matematica, o comunque italiano e la materia della seconda prova. Le altre spero che siano fisica, storia o inglese, perché io e la mia classe siamo abbastanza preparati in fisica, io in inglese mi sento pronto e abbiamo un buon professore di storia. Le materie che non vorrei uscissero sicuramente sono storia dell'arte e latino. Storia dell’arte perché abbiamo poche ore e i professori la trascurano per fare più disegno tecnico poiché, durante i cinque anni, puntano più a una preparazione adatta a facoltà tecniche come ad esempio ingegneria. All’esame l’interrogazione verterebbe più su storia dell'arte che su disegno, dunque spero non esca. Latino non mi piace come materia e ritengo che, pensando ad un liceo scientifico, ci siano materie più importanti.»
Francesco Caricato 5C
«Spero assolutamente che non esca chimica, invece vorrei che uscissero storia e filosofia; oppure se devo scegliere una disciplina scientifica e una umanistica spero che escano fisica e storia.»
Gianmarco Acerbi 5C
«Di fatto matematica e italiano sono già certe al 99,9%. A mio avviso un'altra deve essere una tra fisica e chimica; preferirei chimica, se interna. L'altra materia spero che sia storia, anche perché le alternative non sono molte, quelle più probabili sarebbero appunto storia, inglese e filosofia. Filosofia è complessa come materia, non è per tutti, se fatta in modo approfondito e con il commissario interno più ostico. Anche inglese è una materia che è piuttosto difficile, quindi penso che storia sarebbe il compromesso migliore per tutta la classe, perché è una materia che ‘bene o male’ se la studia entra in testa. E poi è anche quella che a me piace di più.»
Che cosa pensi di provare alla maturità?
Joel Venè 5B
«Durante l'orale sicuramente un po 'di tensione e probabilmente anche un po’ di soggezione sapendo che è l'ultima interrogazione che farò a scuola dopo tutti e cinque gli anni.»
Francesco Caricato 5C
«Penso che proverò ansia specialmente nella prova di matematica; invece per l’orale sono abbastanza tranquillo ed ho buone speranze in relazione alle materie che potrebbero uscire. Sono però certo che prima degli esami avrò la classica ansia ‘prematurità’. Spero che vada bene.»
Gianmarco Acerbi 5C
«Sicuramente tanta ansia, però tutti quelli che l'hanno già fatta mi hanno detto che è molto più facile di quello che ci si aspetta, anche se noi come classe di matematica e fisica non ci sentiamo particolarmente pronti. C’è da dire anche che si tratta di materie che valgono tanti punti, perché l'orale dà 20 punti, ci sono 4 materie, quindi 5 punti a materia. Facendo dei calcoli, avendo 5 punti all'orale e 20 punti allo scritto che mi dipendono da matematica, si ha il 25% del voto che dipende da una sola materia. Secondo me, è una situazione profondamente sbagliata, dato che le materie sono più di 11; per quanto matematica sia importante è a mio parere assurdo che il voto dipenda così tanto da una sola materia.»
Cosa vuoi andare a fare dopo le superiori? Il fatto di essere andato a uno scientifico ti ha condizionato in qualche modo?
Joel Venè 5B
«Io penso che andrò a fare ingegneria aerospaziale e sono contento di aver fatto lo scientifico perché è stata una scuola bilanciata; ha richiesto tanto studio ma non una quantità insopportabile. Ha tante materie scientifiche ma anche tante umanistiche è una scuola che permette di fare quello che si vuole dopo.»
Francesco Caricato 5C
«Dopo le superiori vorrei andare a fare qualsiasi cosa che non sia scientifica, perché vorrei non avere mai più test di fisica o chimica in vita mia, quindi penso che andrò a fare storia.»
Gianmarco Acerbi 5C
«Io voglio andare a fare storia: nella nostra classe abbiamo sempre avuto ottimi professori di materie umanistiche che ci hanno fatto appassionare alla materia.»
TERESA SEGATO (3^E)
TOMMASO MAGNANI (5^C)