Uno, qualcuno, sei milioni. Oltre i numeri. La Giornata della Memoria
Uno, qualcuno, sei milioni. Oltre i numeri. La Giornata della Memoria
Spesso, quando studiamo la storia, rischiamo di vedere solo grandi numeri e date lontane. La Memoria è tutt’altro: è lo sforzo di restituire un volto e un nome a chi è stato ridotto a un semplice numero di matricola.
Tutto comincia da un luogo che molti di noi incrociano senza quasi vederlo: il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano. È da lì che è partito il viaggio verso l'abisso per migliaia di persone, sotto gli occhi di una città che ha scelto l'indifferenza. Come ci ricorda spesso Liliana Segre, è stata proprio l'indifferenza dei vicini di casa, dei colleghi e dei passanti a permettere l'orrore.
Al centro della Shoah (“catastrofe”) risiede la logica della “supremazia di un uomo su un altro”. Nei campi come quello di Auschwitz-Birkenau, l’obiettivo finale non era solo l'eliminazione fisica, ma la cancellazione della personalità di un intero popolo. Spogliare le vittime dei propri abiti, dei capelli e infine del nome significava trasformare persone con una storia in oggetti anonimi.
In questo contesto, la cifra di 6 milioni di morti non deve essere letta come un dato, ma come la somma di milioni di vite singole, ognuna con un proprio vissuto o chi doveva ancora viverla la vita. Si stima che circa 8.000 ebrei italiani siano stati trascinati in questo vortice, e di loro meno del 10% è riuscito a fare ritorno, lasciando un vuoto incolmabile nella coscienza del Paese. Anche una sola, di vita spezzata così, rappresenterebbe un numero troppo alto.
Guardare la Morte negli occhi non è un'esperienza isolata. Capita a moltissime persone ordinarie, quelle che vediamo tutti i giorni o quello che non vediamo perché troppo lontane. A chi stringendo una mano fredda in un letto d'ospedale, a chi tra le macerie di una guerra, a chi semplicemente da lontano, attraverso una parola, un'immagine.
Ma cosa può aver voluto dire vivere dentro la Morte, respirarla costantemente, per giorni e giorni, nel mezzo del silenzio del mondo?
Il grido "Ricorderemo i vostri nomi!” diventa l’antidoto più potente contro l'oblio. Coltivare un percorso di consapevolezza lungo ormai 80 anni non serve solo a onorare il passato, ma a costruire una barriera contro una “possibile tragedia futura simile”. Ricordare non è un atto passivo, ma un impegno attivo nel restituire l’identità a chi è stato vittima e nel vigilare affinché l'indifferenza non trovi più spazio.
Tra tante altre persone, in mezzo a un fiume di volti deformati dalla sofferenza, potevo esserci io. Ci abbiamo mai pensato abbastanza? Gli esseri umani brutalmente sterminati erano esattamente come sono io, come sei tu, i nostri amici, familiari, conoscenti. Straordinari nella loro ordinarietà. Ciascuno con la propria vita, i propri amori, sogni, delusioni, passioni, responsabilità. Si può davvero ridurre l'interezza umana ad un numero? Certo che no.
E numeri non sono tuttora, le vittime della Shoah. Avevano dei nomi e delle emozioni, li hanno ancora, e nessuno meriterà mai di cadere nell'oblio.
Le lacrime non curano le ferite, e le cicatrici non sbiadiscono con il tempo. Chi ha visto non dimentica il passato.
Il nostro appello è quello di non dimenticare il futuro. Non dimentichiamo di creare un futuro in cui non ci siano ferite da curare tra le lacrime né cicatrici che sopravvivano al tempo.
Il passato è un monito. Il futuro? Un dovere.
Vi consigliamo la visione di questi filmati: le testimonianze dei sopravvissuti e le immagini delle visite guidate rappresentano un’opportunità preziosa per approfondire i temi trattati e stimolare una riflessione personale e consapevole sulla Shoah.
https://youtu.be/vQhSQTdW1kE - Video BINARIO 21
https://youtube.com/clip/UgkxRDldN3n28BRM3njCLa3QUR8Kt6BdZ792?si=IFf6P-GiYAOPV9PQ Clip del video BINARIO 21 - nomi
https://youtu.be/6yXNjIq50Dw - Video Visita guidata
https://youtu.be/prOonZpZFXg - Testimonianza di Edith Bruck
https://youtu.be/LcQMP7MOeHQ - Testimonianza di Oleg Mandic
https://youtu.be/BQ6cOFYkabk - La storia delle sorelle Bucci
https://youtu.be/O3Nrcmb3hrc - Testimonianza di Liliana Segre