Le navi che l'Italia vuole inviare per sminare lo Stretto di Hormuz, quali sono?
Le navi che l'Italia vuole inviare per sminare lo Stretto di Hormuz, quali sono?
L'Italia ha deciso di partecipare alla missione che prevede, insieme ad altri stati, sminare lo Stretto di Hormuz. Per questa missione sono necessarie le navi cacciamine e l'Italia ne invierà due delle dieci a disposizione. Conosciamole meglio.
L'Italia, insieme ad altri paesi tra cui Francia, Inghilterra, Olanda e Belgio, sta partecipando alla missione per sminare lo Stretto di Hormuz e ha pianificato l'invio di due navi cacciamine, probabilmente il Crotone e il Rimini, che saranno supportate da una nave di scorta e una per la logistica.
L'eccellenza italiana nel settore L'Italia è considerata un'eccellenza mondiale nello sminamento navale. Al momento, la nostra Marina possiede 10 cacciamine divisi in due gruppi: otto della classe Gaeta (più moderni, costruiti negli anni '90) e due della classe Lerici (degli anni '80). Queste navi sono talmente efficienti che molti altri Stati, tra cui gli USA e l'Australia, hanno deciso di acquistarle dall'Italia. Entro il 2029, la flotta italiana crescerà ancora con l'arrivo di 5 nuove navi di tecnologia avanzata.
Dal punto di vista costruttivo, si tratta di imbarcazioni lunghe circa 52 metri, larghe poco meno di 10 metri e con una capacità di equipaggio di circa 40-50 persone. Inoltre queste navi hanno due caratteristiche molto importanti:
Scafo in vetroresina: Le navi sono fatte di una plastica speciale rinforzata. Questo materiale è amagnetico, il che significa che non attira le mine magnetiche che si attivano sentendo il metallo. Inoltre, lo scafo è molto spesso (fino a 12 cm) per resistere meglio a eventuali esplosioni vicine.
Motori silenziosi: I motori sono montati in modo da non trasmettere vibrazioni allo scafo. Questo serve a ingannare le mine acustiche, che esplodono quando sentono il rumore dei motori di una nave.
Il lavoro di queste navi si divide in tre fasi principali:
La Ricerca: Si usa il sonar, uno strumento che invia onde sonore sott'acqua per mappare il fondo e trovare oggetti sospetti. Un cacciamine può controllare circa 26 chilometri quadrati in un solo giorno.
L'Identificazione: Quando si trova qualcosa, si cala in mare un ROV, ovvero un robottino subacqueo guidato a distanza con delle telecamere. Il robot si avvicina all'oggetto per capire se è davvero una mina.
La Neutralizzazione: Se l'oggetto è pericoloso, il ROV posiziona una piccola carica esplosiva vicino alla mina e poi si allontana. La nave si sposta a un chilometro di distanza e fa esplodere la mina in modo controllato. In alternativa, possono intervenire i palombari, subacquei esperti che disinnescano l'ordigno a mano usando attrezzature speciali che non fanno rumore e non sono magnetiche.
Tuttavia oltre ai cacciamine ci sono anche i dragamine che sono navi più vecchie (che l'Italia non usa più) e che permettono di rimuovere le mine in grandi quantità perché usano dei sistemi che trascinano dei cavi per tagliare gli ormeggi delle mine o per farle esplodere in massa.
Il cacciamine Rimini
Il cacciamine Crotone
Il ROV utilizzato per identificare le mine