Il Pianeta dei bambini



Responsabili :Ins. Angela Mansi - prof. Valeria Partucci

Anno Scolastico 2019- 2020

FESTA DELLA MAMMA 2020

Il COVID non ci ferma!

Su indicazioni della nostra maestra, un biglietto speciale per le mamme, realizzato con tanta fantasia , materiale di recupero disponibile in casa e tanta gioia nell’avere accanto le nostre mamme che con scambi di sorrisi ci hanno aiutati a ricercare materiale, tagliare, incollare cartoncini o stoffe. Queste mamme sono davvero delle SUPEREROI come recita la poesia che… le racconta in questo momento particolare!

Classe 3 D

Festa della mamma: ditelo con un fiore

A cura degli alunni della 3^ B - scuola primaria

Quest’anno il fiore che abbiamo donato alla mamma non lo abbiamo comprato o raccolto nei campi; lo abbiamo dipinto noi!

Ci siamo lasciati ispirare dalle parole e dalle opere dell’ artista Romero Britto e abbiamo creato con tanta creatività i nostri fiori colorati, divertenti e ottimisti.

I nostri fiori, messi insieme, creano un brillante arcobaleno, un’esplosione di colori, di felicità e speranza. Questo meraviglioso linguaggio visivo vuole arrivare a tutti per comunicare il bello e la gioia del mondo.


LA BANDA DELLA 5^B

In un libro virtuale , s'intende, ha riunito pagine in cui viene raccontata la personale idea della maternità e della mamma. Ciascun alunno - autore si è ispirato a opere d'arte, testi poetici e racconti di autori e soprattutto ha presentato la sua mamma dedicandole un testo ed un disegno.


FESTA DELLA MAMMA

Un pensiero per la mamma realizzato insieme, insegnanti e bambini, attraverso semplici passaggi. Gli alunni della 1^F









IL MONDO COMBATTE CONTRO IL CORONAVIRUS

GIOVANNI D’AVANZO 3 ^D PRIMARIA

QUESTO MIO DISEGNO RAPPRESENTA L’EMERGENZA CONTRO IL CORONAVIRUS, E’ STATO DA ME CREATO IN UN UN MOMENTO DI NOIA, HO IMMAGINATO DI GIOCARE CON I MIEI AMICI.

HO RAPPRESENTATO TUTTO, FACENDO FINTA CHE FOSSE UN VIDEO -GIOCO, ANCHE SE E’ LA REALTA’! QUELLO CHE VEDETE E’ IL MONDO CHE VUOLE COMBATTERE IL SUO ACERRIMO NEMICO: IL MALVAGIO CORONAVIRUS CHE HA IMPRIGIONATO L’ITALIA.

LE ARMI DEL MONDO SONO: LE MANI PULITE, LE MASCHERINE E INFINE LA DISTANZA DI UN METRO;

MENTRE LE ARMI DEL CORONAVIRUS SONO ALTRI CLONI DI SE STESSO; IL LORO LAVORO E’ FARE LA GUARDIA VIRUS.

CHI VINCERA’? IL MONDO O IL CORONAVIRUS?

QUANDO FINIRA’ LA QUARANTENA?

IL POPOLO ITALIANO LIBERERA’ L’ITALIA DALLA GABBIA DEL CORONAVIRUS?

BISOGNERA’ GIOCARE CON I MIEI AMICI PER CAPIRE COME FINIRA’,

IO INTANTO IMMAGINO GIA’ IL MIO PROSSIMO DISEGNO …CON UNA REALTA’ PIU’ BELLA


Alcune realizzazioni artistiche degli alunni della 5B - scuola primaria, per un compito interdisciplinare reso possibile grazie all'immancabile supporto delle mamme. Un compito da mangiare che hanno confessato di aver apprezzato.

LA LETTERATURA GOTICA ATTRAVERSO GLI OCCHI DI UNA SCRITTRICE

Il giorno martedì 28 aprile 2020, la classe 2’C della scuola secondaria di primo grado “Pasquale Cafaro” di Andria ha incontrato online Stefania Auci, un’autrice italiana che ha conquistato i lettori di tutto il mondo con il suo ultimo romanzo best seller “I leoni di Sicilia”.

L’incontro tra noi studenti e la scrittrice e professoressa Auci è avvenuto grazie al rapporto che si è instaurato tra la nostra scuola e l’associazione “Piccoli Maestri”, proprio durante il periodo del “Maggio dei Libri”, la campagna nazionale per la sensibilizzazione alla lettura arrivata a dieci anni di vita, che interessa i giorni dal 22 aprile sino al 31 ottobre. Questa campagna permette a tutti noi di sottolineare l’importanza della lettura, fondamentale per conoscere gli “altri”, scoprire “se stessi” e capire il “mondo”.

Con semplicità estrema Stefania Auci ha introdotto noi ragazzi nel fascino di un universo senza tempo, in cui l’immaginazione, la passione e la dedizione si intrecciano in capolavori che oggi e per sempre l’umanità deve e dovrà preservare.

Così, partendo dalla magia dell’“Asino d’oro” di Apuleio, autore latino, e passando per la categorizzazione delle creature fantastiche nel Medioevo, la Auci ci ha portato verso una delle tematiche più attuali di sempre: il contrasto tra il Bene e il Male, con cui purtroppo ancora oggi ogni uomo si deve confrontare.

Il fascino della sua esposizione è diventato incontrollabile nel momento in cui l’autrice ha “raggiunto” uno dei periodi letterari che maggiormente hanno catturano la nostra curiosità e per le tematiche trattate e per i personaggi presentati e per le ambientazioni mai viste prima. Infatti, con il diffondersi del Romanticismo si manifesta una maggiore attenzione dei lettori nei confronti di un nuovo modo di scrivere, un vero genere letterario oggi noto come “Romanzo Gotico”. In esso sono presenti il sentimento della paura, del soprannaturale, del misterioso, dell’amore contrastato. Questi sono gli elementi più significativi, descritti con una precisione letteraria che travolge i nostri sensi e ci catapulta nel pieno di queste emozioni che mancano nella vita quotidiana e che possiamo, invece, in questo modo rivivere come fossimo noi i veri protagonisti di tali romanzi.

In particolare al “Dracula” di Stoker spetta il merito di aver presentato al mondo l’immagine ben descritta di un vampiro dal nome Dracula, in cui sono rappresentati la società vittoriana, l’attacco ai matrimoni e la rappresentazione della donna moderna, non più prettamente vittoriana.

Terminato l’approfondimento su “Dracula”, Stefania Auci ci ha riportato una famosa citazione di Stephen King: “Far vedere la forma sotto il lenzuolo”. Questa espressione racconta il vero significato che si cela dietro il Romanzo Gotico: l’uomo ha bisogno di provare paura per poterla affrontare e vincere; ognuno di noi ha un lenzuolo sotto il quale potrebbe esser nascosta una qualunque forma pronta a spaventarci perché non vista dai nostri occhi, il segreto è avere il coraggio di sollevare quel lenzuolo e capire l’essenza che vi si nascondeva al di sotto. Proprio il coraggio non deve mancarci in un momento come questo, il coraggio di capire che ciò che ci spaventa può essere affrontato e superato sempre.

A ognuno di noi Stefania Auci lascia un altro insegnamento importante, forse il più importante di tutti, “non ci si deve lasciare condizionare dal giudizio sul genere letterario, ma bisogna essere in grado di affinare il proprio gusto per diventare dei LETTORI CONSAPEVOLI”.

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

CLASSE 2 SEZ.C

Sgarra Eliana


LA GIORNATA DEL LIBRO…AI TEMPI DEL COVID-19

Diceva J.D. Salinger: “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”. Oggi, 23 aprile 2020, in questa Giornata mondiale del Libro e del Diritto d’autore vissuta lontani gli uni dagli altri, senza la possibilità di potersi scambiare gli amati consigli di lettura tra i banchi di scuola, gli alunni della 2’C della scuola secondaria di I grado P. Cafaro vorrebbero non solo incontrare i loro amici, ma anche tutti gli straordinari scrittori che stanno facendo loro compagnia in questo lungo ma necessario isolamento.

Buona giornata del Libro a tutti!

Gli alunni della classe 2C

Scuola secondaria di primo grado



Uno splendido lavoro per la GIORNATA DELLA TERRA , dei bambini della 4A- SCUOLA PRIMARIA



DIARIO DI GIORNI SPECIALI

a cura di Sofia Sciancalepore classe 3^ sez. B

Dopo aver trascorso delle insolite vacanze di Pasqua con la mia famiglia, rintanati nella nostra casa , che sembra quasi una prigione dorata, mercoledì mattina 15 aprile accendo il mio pc per svolgere i compiti che le maestre mi inviano con la didattica a distanza (strano modo di fare scuola a cui pochi mesi fa mai avremmo pensato) e...

con piacevole sorpresa guardo un video della mia maestra Anna, la quale ci invita a scrivere delle pagine di diario per raccontare i giorni speciali che stiamo vivendo. Purtroppo in questa strana primavera, anziché uscire per scampagnate e passeggiate al sole con i miei adorati cavalli, é arrivato un virus che ha seminato paura nel mondo intero, il COVID 19. In questo modo, quando fra tanti anni si parlerà della terribile pandemia che nel 2020 ha colpito tutto il mondo, potró dire ai miei figli: "Io c'ero!" E attraverso la lettura delle pagine da me scritte e disegnate, potrò raccontare come ho vissuto questa esperienza e quali emozioni ho provato dentro di me.

Ecco perché ho accolto con entusiasmo questa proposta della mia maestra e mi sono messa subito all'opera con cartoncini, pennarelli, nastrini, materiale vario, ho fatto ricerche sul computer, visto tutorial, ma soprattutto ho pensato molto a ciò che provo e ho parlato con il cuore...tutto ciò per poter realizzare il mio libro speciale!

Si, perchè una testimonianza scritta non può essere dimenticata, i ricordi rimarranno impressi su queste pagine e nessuno potrà mai cancellarli perchè io li custodiró gelosamente.

Grazie, maestra Anna, per avermi dato questo compito perchè mi ha fatto riflettere sul fatto che, nonostante tutto, dobbiamo fare tesoro di questo momento che sicuramente ci sta togliendo tanto ma ci sta anche facendo capire che non dobbiamo dare mai niente per scontato, nemmeno le piccole cose.





Earth Day: la cinquantesima giornata dedicata alla Terra

Anche a distanza e uniti più che mai, oggi, noi alunni della classe 1E dell’Istituto “P.Cafaro,” abbiamo festeggiato la Terra.

"La Terra è sacra, la stiamo rovinando, stiamo sprecando con la nostra ignoranza e il nostro egoismo tutto ciò che essa ci offre perché non facciamo altro che riempirla di sporcizia e in questo modo non potremo “accogliere” la sua bellezza e godere dei suoi tesori a lungo".

Simona Leone

classe I E scuola secondaria di primo grado

Disegni di Emanuel Romeo


Un bellissimo lavoro di Vincenzo RUotolo della 2H- SCUOLA PRIMARIA

di Silvia Pecorella

Grazie al suggerimento della mia maestra ho visto il film “LA GABBIANELLA E IL GATTO” di Luis Sepulveda.

Mi ha colpito molto la morte della Gabbiana a causa dell’inquinamento provocato dall’uomo. Che dire poi di Zorba che si prende cura di un animale che in genere cattura e di cui si nutre: la gabbianella Fortunata. L’accudisce, la protegge e persino la incoraggia a volare.

Oggi a causa del Coronavirus siamo noi a restare chiusi mentre gli animali hanno riconquistato i loro spazi. La natura si sta curando poiché noi, non uscendo, non stiamo più inquinando.

Noi vogliamo rivedere i nostri parenti, i nostri amici, tornare a scuola e abbiamo tutti paura del Coronavirus.

Non abbiamo libertà, dobbiamo rinunciare alle attività che ci piacevano tanto, agli sport, alle passeggiate…

In questo periodo è meglio restare a casa per tutelare la salute di tutti.

Noi non siamo diversi in questo periodo perché tutti i paesi sono stati colpiti dal Coronavirus, le regioni, le città, i continenti…Tutti dicevano che siamo diversi, nord, sud, ricchi, poveri, anche l’Italia ha trattato male gli africani che chiedevano aiuto, ma ora abbiamo bisogno dell’ aiuto di tutti!

Questo racconto e questa brutta esperienza mi hanno insegnato che un semplice abbraccio, un saluto, la libertà, mi mancano tanto, ma nessuno può togliermi la libertà di sognare un futuro migliore.



LE DIFFERENZE NON CONTANO

di Antonio Paradies

Le differenze non contano!

L’ho capito quando ho visto il gatto Zorba che invece di cacciare la gabbiana l’ha aiutata a morire serenamente facendole delle promesse.

L’ho capito grazie all’ amore di Zorba che ha custodito l’uovo, atteso che si schiudesse e si è preso cura della gabbianella fino a quando è riuscita a volare.

Zorba è un gatto maschio eppure è riuscito a crescere un cucciolo di gabbiano da solo come avrebbe fatto una mamma.

L’Ho capito grazie al coraggio di Macchia nell’andare a salvare il cucciolo di gabbiano e nell’ affrontare tanti topi più grossi di lui.

L’ho capito guardano la gelosia dei cuccioli di gatto che, come i bambini, quando vedono tante attenzioni per un altro bambino, si arrabbiano e dicono un sacco di cattiverie per farlo piangere.

Ho provato tristezza e malinconia anche grazie alla musica di sotto fondo e alle immagini che sono molto diverse dai cartoni animati che solitamente guardo. Però vedere la gabbianella superare la paura e riuscire a volare mi ha reso felice.

Anche io provo tristezza e malinconia in questo periodo perché l’unico modo per incontrare i miei amici è andare a scuola.

Mi sento in gabbia, perché non posso uscire, mi mancano i piatti che mi preparava la nonna, le coccole, la libertà che mi dava la nonna.

Però sento di essere più rilassato perché faccio le cose con più calma, posso svegliarmi più tardi, posso vestirmi lentamente, posso giocare più tempo ai video-giochi.

Mi piace di questo periodo il tempo in più che posso stare con i miei genitori, cenare alle ore 20,00 con papà, vedere i film seduti sul divano che non entriamo più in quattro, andare a dormire tardi la sera e fare i compiti senza scarpe.

Insomma tristezza e felicità possono stare insieme come se non fossero differenti.


LA GABBIANELLA E IL GATTO AI TEMPI D’OGGI

di Giordano Bruno-

Quello che stiamo vivendo è un momento difficile ma riusciremo a superarlo con l’impegno e con la speranza. Questa emergenza sanitaria ci insegna che avere qualcuno al proprio fianco è la miglior cosa che si possa desiderare.

Prima davamo per scontato persino chi voleva darci una mano, adesso vorremo tanto qualcuno che ci facesse compagnia… anche se avere dei genitori amorevoli è già tanto! Mi mancano tante cose: tornare a casa stanco ma felice, vivere una vera vacanza da scuola o incontrare un parente o un amico.

Per colpa di questo virus il 16 aprile è venuto a mancare Luis Sèpulveda, il creatore di un bellissimo racconto chiamato “La gabbianella e il gatto”. Questa storia, oltre che divertente, fa riflettere su cose che si presentano anche nella vita reale. Come il fatto che Kengah, una gabbiana, rimane impantanata nel mare inquinato dal petrolio, un gatto si prende cura di una gabbianella e le insegna pure a volare, questo ci fa apprezzare chi è diverso da noi e che la diversità è un arricchimento!

Nel racconto Zorba incoraggia Fortunata, la gabbianella, a volare dicendole che chi ha le ali non deve avere paura di volare e neanche di affrontare gli ostacoli, non si deve aver paura di una situazione difficile. Questa storia mi aiuta a comprendere meglio il tempo che stiamo vivendo: vivere dei pericoli che portano alla morte come il coronavirus; la morte della gabbiana ed il restare soli senza un genitore come sta accadendo a tanti; aver paura di volare; trovare tanti amici che ti aiutano e ti permettono di vivere come i medici e gli infermieri.

Tutto viene spiegato in modo leggero e ci fa capire che anche le situazioni difficili si possono affrontare con un sorriso. Quando finirà tutto e ripenserò a questo periodo mi tornerà sempre in mente “la gabbianella e il gatto”.


FELICITA’ E’…….

Questo scrive Sara Addati, alunna della 4^ A ,nel momento in cui riesce a cogliere le mille piccole e grandi sfumature della vita.

Venerdì , 17 aprile 2020

Caro diario,

sono quarantadue giorni che sono a casa e sono in vacanza forzata perché le scuole sono chiuse per il virus COVID – 19 che sta contagiando tutto il mondo. E’ mattina e sono a letto e sto pensando che, anche se ho paura e sono triste per il momento che stiamo vivendo, la felicità è qualcosa di immenso e di minuscolo insieme. Sto scoprendo le mille piccole sfumature che fanno la mia felicità in questi giorni: la felicità di fare colazione con la famiglia, la felicità di poter giocare con mia sorella, la felicità di preparare con mamma e papà un dolce, una focaccia, …., la felicità di fare subito pace con mia sorella quando litighiamo. Mentre sto cercando di svegliarmi, penso alla mia vita di tutti i giorni quando potevo uscire e andare a scuola, a danza, a catechismo e dai miei parenti e amici. Io ero felice quando: ero a scuola con i miei amici e le maestre, quando i miei genitori ritornavano da lavoro e mi abbracciavano forte, quando incontravo i miei amici per strada. Ora sono nella mia stanzetta con mia sorella e sto andando a fare colazione con la mia famiglia. Le parole che mi fanno sentire bene sono: non avere paura, non essere triste, ti vogliamo bene, cerca di essere sempre felice.

Sara Addati


EVERYTHING WILL BE FINE

Luca Monterisi - Classe 3 A scuola primaria

Hello dear friends from primary school “ G.Verdi,” how are you ?

Do you miss your friends and your teacher?

Yes , I miss them so much . This terrible virus has forced everyone to stay at home . If we continue to stay at home this virus will go away and leave this planet.

We will all say goodbye goodbye ugly coronavirus , we hope never to see you again !!

So we will go back together!

A big hug to my extraordinary teachers and my wonderful friends of 3A

La gabbianella e il gatto

di Giulia Fortunato - 3^A scuola primaria

Oggi, 17 Aprile, la maestra Irene ci ha consigliato di vedere in TV il film d’animazione tratto dal best seller di Luis Sepúlveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” trasmesso in memoria dello scrittore purtroppo scomparso ieri a causa del Coronavirus.

Il film racconta la storia di una gabbianella, Fifì, cresciuta con un gatto di nome Zorba che si è preso cura di lei fin da quando era nel suo ovetto, insieme ai suoi amici gatti. Dopo tante avventure, finalmente, Fifì con grande coraggio impara a volare spiccando il volo.

Mi sono commossa per questa favola molto bella, piena di sentimenti, di forte amicizia tra uomini e animali, di generosità e soprattutto di grandi insegnamenti. Uno dei quali è proprio quello che ci invita a rispettare l’ambiente e a non distruggerlo con l’inquinamento. Anche il valore dell’amicizia e l’essere disponibili con chi è diverso da noi e con chi è in difficoltà è un altro bellissimo insegnamento che questo racconto ci offre.

La frase di Luis Sepúlveda “Vola solo chi osa farlo” è attualmente di grande valore, ci invita ad avere coraggio e a spiccare il volo verso i nostri sogni.


MUFFIN MATEMATICI

Di Angela Sciancalepore, Deborah Berardino, Morena Novelli

Classe 5a Sez. E - scuola primaria

I muffin sono dei dolci buonissimi! Il luogo d’origine è il Regno Unito, dove furono preparati per la prima volta nel 1703. Il fornaio di famiglia li cucinava per la servitù, con rimasugli di pane e di biscotti, mescolandoli con le patate schiacciate; poi venivano fritti e così si otteneva un dolce buono e croccante.

La maestra Stefania ci ha dato un divertente compito, che consisteva nel trovare le quantità degli ingredienti per i muffin dopo aver risolto quesiti di matematica; poi potevamo prepararli e gustarli. La ricetta era molto semplice! Ecco gli ingredienti: 2 g di bicarbonato, 70 g di cacao amaro, 4 uova, 300 g di zucchero, 100 g di cioccolata fondente, 300 g di farina, 180 g di latte, 1 bustina di lievito e 150 g di burro.

Questa attività è stata molto divertente e creativa e ci è piaciuta molto! In quarantena è bello sperimentare nuove ricette e soprattutto divertirsi con la matematica. Il risultato è stato semplicemente delizioso!


Ricordi e speranze

a cura di Adriana Di Renzo classe 3^ sez. B

Ricordo quando la maestra ci ha proposto di “colorare l’inverno”. Noi all’inizio ci siamo stupiti, poi abbiamo osservato e ammirato, grazie alla LIM, dei paesaggi invernali realizzati da un’artista di nome Karla Gerald: c’erano case, casette, alberi, cieli stellati… rappresentati con forme semplici e colori brillanti; l’unica nota invernale era una timida neve candida posata lievemente su ogni cosa.

Entusiasti ed impazienti, ci siamo messi subito all’opera e abbiamo realizzato anche noi dei piccoli capolavori.

Ora fanno bella mostra di sé su una parete della nostra aula deserta. Una nota di colore che non spegne le nostre speranze di ritornare tra i banchi per rivivere momenti che solo ora abbiamo capito quanto fossero meravigliosi: il sorriso dei compagni e delle maestre, le chiacchierate, le lezioni e i compiti, gli sguardi malinconici verso il giardino che si intravedeva dalle finestre e sembrava invitarci a momenti di gioco all’aria aperta…

Ritornerà tutto questo!

Lo sappiamo bene, dobbiamo solo aspettare che questo “strano momento”, che ci ha sospeso in aria come in una fragile bolla di sapone, passi.

Ritorneremo ad occupare la nostra aula che è lì che ci aspetta con i suoi cartelloni colorati, i suoi paesaggi invernali, il suo vivace english calendar fermo al 4 marzo 2020: dobbiamo aggiornarlo, è un impegno a cui non possiamo sottrarci: ” What day is today?”


Ecco quello che scrive Riccardo Brudaglio, alunno della 4^ A , dopo il primo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che disponeva la sospensione delle attività didattiche

UNA VACANZA INASPETTATA

Racconta qualcosa di speciale che hai fatto per trascorrere queste giornate.

In seguito all’emergenza Coronavirus ormai diffusa in tutta Italia, il ministro Conte ha deciso di far chiudere le scuole di ogni ordine e grado dal 5 marzo.

Non si tratta di una vera e propria vacanza ma, per il bene di tutti, dobbiamo restare a casa.

Per cercare di trascorrere in modo spensierato queste giornate io e mio fratello , dopo aver svolto i compiti assegnati, abbiamo realizzato un cartellone di buon auspicio, di speranza sul quale abbiamo disegnato un grande arcobaleno.

Ci siamo cimentati nel fare puzzle e, insieme alla mia mamma, abbiamo fatto una lettura animata di alcuni libri divertenti e tanti altri giochi per trascorrere in spensieratezza queste giornate.

Mi auguro che tutta questa brutta situazione possa finire presto e che potremo finalmente ritornare a scuola , rincontrare e riabbracciare i nostri amici e le nostre maestre, fare quelle belle passeggiate sul lungomare o sull’Alta Murgia.


LE MIE EMOZIONI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

di Riccardo Brudaglio - 4A- scuola primaria

Un alunno, ci invia il suo lavoro frutto delle sue riflessioni di questo periodo.


L'alunna Paradiso Cristiana, della 4A, scuola primaria, in modo creativo ha rappresentato con dei disegni le proprie riflessioni e i propri racconti sul Coronavirus concludendo con il messaggio #iorestoacasa#andràtutto bene


MI SENTO UN LEONE QUANDO...

Mattia Di Bari 3^ A - scuola primaria

Come ben sappiamo, il leone è considerato uno degli animali più forti e feroci, e ci sono giorni in cui viene spontaneo dire: - Oggi mi sento un leone! - ed è un modo di dire quando ci si sente davvero carichi con una gran voglia di fare tante cose.

Sono tanti i momenti in cui mi sento come un leone. Quando gioco a calcio e scendo in campo con una gran voglia di giocare e scatenarmi e fare bene il mio ruolo, quando paro una palla ed esulto con grinta, come ruggisce un vero leone.

Mi sento un leone quando la mattina mi alzo con una gran voglia di svolgere i compiti, perché preferisco farli velocemente e avere più tempo per giocare, anche se nelle ultime settimane i giochi sono molto limitati in quanto sono costretto a rimanere in casa per via del Coronavirus.

Il leone è anche un animale molto sicuro ed io sono sicuro come un leone quando sono con la mia famiglia: mi sento invincibile e sono fiero ed orgoglioso.

Oggi però questo leone si sente forte e sicuro solo per metà perché è con la sua famiglia, ma non riesce a sprigionare tutta la sua forza ed il suo entusiasmo perché è obbligato a stare in gabbia, ma è tanto fiducioso perché sa che prima o poi tornerà ad essere libero.

MI SENTO UN LEONE QUANDO…

Mathilda De Feo - Classe 3^ A-scuola primaria

Sfogliando il libro dei ricordi cerco di riflettere sulle situazioni nelle quali mi sono sentita forte come un leone.

Subito mi viene in mente un momento che ho vissuto quando avevo tre anni.

La mia mamma decise di iscrivermi in piscina affinché io imparassi a nuotare. Ricordo di essermi immersa nella piscina piccola dove imparai a nuotare usando i braccioli. Avevo tanta paura e non fu facile superarla, ma a furia di esercitarmi riuscii a vincere gli ostacoli. Successivamente imparai a nuotare nella piscina grande e mi sentii come un leone perché ero orgogliosa e soddisfatta del traguardo raggiunto.

A distanza di qualche anno, mi sono sentita un leone in un’altra battaglia. Questa non riguarda solo me, ma tutta l’umanità. Nel realizzare il mio striscione con la scritta “Andrà tutto bene” mi sono sentita forte perché capace di dare speranza nella guerra contro il coronavirus.

Tutti dobbiamo sentirci dei leoni in questa battaglia, affinché possiamo ritornare presto alle nostre vite e ai nostri affetti. Darci coraggio e conforto a vicenda, per lasciare, un giorno, questo brutto ricordo nel passato.


LILIANA E LA SUA STELLINA

Di Berardino Deborah, Liso Arianna e Colia Alessandra

classe 5a Sez. E - scuola primaria

In questo periodo di didattica a distanza con le nostre maestre abbiamo terminato di affrontare la “Biografia”, con la lettura e l’analisi delle ultime pagine del racconto a fumetti “Liliana e la sua stellina”, che racconta la vita di Liliana Segre, una delle ultime testimoni del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dal 1938 al 1944.

Liliana era una bambina ebrea di 7 anni e viveva a Milano con il papà Alberto e i suoi nonni paterni Olga e Pippo. Frequentava la seconda classe elementare nella scuola pubblica ed era l’ultimo giorno di scuola. Trascorse i mesi estivi serenamente, ma il 18 settembre 1938 qualcosa cambiò…

Dal balcone del Municipio, il duce Benito Mussolini proclamò le leggi razziali fasciste e una di queste diceva che tutti gli alunni e gli insegnanti di razza ebraica non potevano più frequentare le scuole pubbliche.

Papà Alberto scoprì questa notizia leggendo un quotidiano e la sera, mentre erano tutti a tavola, cercò le parole esatte per parlare con sua figlia. Con dolcezza le disse che avrebbe dovuto cambiare scuola e che questo non dipendeva dal suo comportamento in classe, ma da una legge razziale.

Liliana scoprì così di essere ebrea e fu iscritta in una scuola privata gestita da suore.

A casa Segre si recava spesso la polizia per controllarli, mentre i decreti fascisti sulla razza imponevano via via agli ebrei sempre maggiori rinunce e privazioni e leggi severissime.

Nel 1940 l’Italia entrò in guerra e nell’ottobre 1942 anche la città di Milano venne bombardata.

Il papà di Liliana si procurò falsi documenti per nascondere la loro vera identità. Liliana abbracciò i nonni, ma non sapeva che sarebbe stata l’ultima volta.

Nel dicembre 1943 i Segre e i cugini Ravenna tentarono la fuga, passando il confine. Si ritrovarono così nel Canton Ticino, ma poi vennero scoperti, portati al comando di polizia di Frontiera e condotti davanti ad un Ufficiale Svizzero Tedesco che li fece arrestare.

Liliana e suo padre rimasero nel carcere milanese di San Vittore per 40 giorni. Successivamente, assieme ad altri ebrei, furono caricati su un treno merci per essere deportati nel campo di sterminio di AUSCHWITZ BIRKENAU.

Nei vagoni non c’erano nè aria, né luce e né cibo, ma solo tanto dolore. Quando arrivarono nel campo Liliana e suo padre vennero divisi: lei non lo rivedrà mai più.

La prima sera Liliana alzò gli occhi verso il cielo e scelse la stella più luminosa ed ogni sera la contemplava, dicendo a se stessa: “Fino a quando tu brillerai io sarò viva”.



LA PASQUA DI QUEST’ ANNO

di Saverio Falcone 4^ B - scuola primaria

La Pasqua di quest’anno è un po’ particolare,

noi bambini non possiamo giocare.

Strade desolate, persone impaurite

a causa di questo mostriciattolo di virus, entrato nelle nostre vite.

I medici stanno facendo tutto il possibile

per trovare la cura del virus che non è imbattibile.

Quindi facciamo anche noi la nostra parte,

aiutando i vicini e chi è in difficoltà.

Presto il Coronavirus sparirà

e tutta l’ Italia, da ogni male, libera sarà.



MI SENTO UNA FARFALLA QUANDO

di Simone Panza - -classe3^A scuola primaria

Mi sento una farfalla quando corro libero e spensierato, mi rilassa il vento che soffia sulla mia faccia.

Questa è la sensazione che provo anche quando vado in bicicletta e, pedalando velocemente, mi sembra di avere le ali, libero di cambiare direzione proprio come fanno gli uccelli quando volano liberi in cielo.

Anche quando sono al mare provo la stessa sensazione: da quando ho imparato a nuotare mi sembra di non avere più peso in acqua e di muovermi leggero come una piuma.

Adesso che ci penso anche quando sono tra le braccia della mamma mi sento una farfalla: le sue carezze e i suoi baci mi provocano una gioia che mi fa sentire felice, come se mi sollevassi da terra.


PASQUA 2020

E anche quest’anno la Pasqua è arrivata

Un po’ strana mi è sembrata.

Poche uova da scartare

Ma tanti arcobaleni per le strade!

Niente vacanze, niente parenti

Ma tanti sguardi accoglienti:

tutti dietro a uno schermo

è proprio bizzarro, confermo…

ma accorcia la distanza

e non sento la mancanza!

Le campane continuano a suonare

e tu mettiti a cantare!

Questa è una Pasqua di speranza vera

Perché ogni giorno si avvera!

PASQUA 2020

Noi alunni della 3^D auguriamo alle nostre famiglie e a tutta la comunità scolastica una Pasqua serena con un biglietto augurale creato da noi , realizzato a mano libera , seguendo le indicazioni date dalla nostra insegnante , utilizzando la tecnica dei pastelli acquerellabili, pennarelli sfumati con acqua o acquerelli, utilizzando tutto ciò che avevamo a disposizione in casa e… tanta , ma tanta fantasia !

Accompagnano il tutto due POESIE inusuali che raccontano una Pasqua insolita e strana, ma reale, e ci augurano di gioire e sperare in giorni migliori! SERENA PASQUA 2020




LA PRINCIPESSA CORONA

di Michele Cocco - classe 3A- scuola primaria


Tanto tanto tempo fa, c’era una principessa di nome Corona, che era sempre rinchiusa in un castello per colpa del malvagio principe Virus.

Il principe Virus voleva sposare la principessa per creare un regno grande e potente e chiamarlo “Coronavirus”.

Il principe diede ordine al suo drago, di nome Contagio, di catturare la principessa Corona.

Il drago prese il volo e si diresse verso il castello della principessa, la rapì e la portò dal principe Virus. Nel castello del principe malvagio c’era un cane, di nome Tampone, dall’animo buono.

Questo, vedendo la principessa così disperata, decise di aiutarla a fuggire.

Il cane prese un sassolino magico che scagliò contro la grande porta del castello, che si aprì magicamente, permettendo a entrambi di fuggire.

La principessa, giunta al suo castello, abbracciò il cane in segno di gratitudine.

Dopo l’abbraccio, il cane si trasformò in uno splendido principe azzurro. I due si sposarono ed ebbero un figlio che chiamarono Vaccino e che da grande avrebbe garantito al suo popolo prosperità e serenità.



La primavera dei colori

di Susanna Falco classe 3^ A - scuola primaria

In un piccolo paesino vivevano due fratellini di nome Antonia e Simone che, come tutti i bambini del mondo, andavano a scuola, giocavano per strada e incontravano i loro amici.

Un brutto giorno una strega cattiva di nome Corona portò in tutto il mondo un terribile virus che costringeva grandi e piccoli a restare chiusi in casa. Il mondo cominciò a perdere tutti i suoi colori perché non si sentivano più le risate gioiose dei bambini che giocavano per strada, le loro chiacchierate, le loro canzoncine e persino i loro capricci.

Si svuotarono tutte le scuole e i parco giochi e tutto diventò sempre più triste e grigio. L’unica ad essere felice per quello che aveva combinato era la strega Corona.

Nella loro casa Antonia e Simone inventavano nuovi giochi per non annoiarsi e riempivano la casa di disegni colorati per non rattristarsi. Simone giocava con bastoncini di legno e Antonia giocava con la sua bambolina preferita.

Arrivò la primavera e durante la notte uno dei bastoncini di Simone si animò come per magia e trasformò la bambola di Antonia in una fatina graziosa e gentile con bellissime ali di farfalla. La fatina svegliò i due fratellini e disse loro che era lì per aiutarli a sconfiggere la strega.

I bambini la ascoltarono attentamente; dovevano formare polverina colorata dalle loro matite e dividerla in due sacchetti: uno con la polverina grigia e nera e l’altro con la polverina di tutti i colori. Per tutta la notte si misero al lavoro e anche il bastoncino li aiutò con la sua magia. Quando ebbero finito la fatina prese i due sacchetti e aprì la finestra, il bastoncino magico toccò i piedi dei due fratellini e tutti volarono fuori dalla finestra.

Per prima cosa con il sacchetto di polvera grigia e nera seppellirono la strega Corona e il suo virus in fondo a un buco nero nella foresta, poi con l’altro sacchetto andarono a spargere i colori per tutte le strade del mondo. Antonia e Simone tornarono felici e soddisfatti a dormire nei loro letti.

Il mattino seguente tutti i bambini uscirono di casa e si riabbracciarono felici, ripresero a cantare le loro stupende canzoncine, tornarono a giocare nei parco giochi e anche a scuola felici di riabbracciare le maestre e i compagni. Tutto il mondo riprese a vivere e a risplendere di colori dimenticando per sempre la strega Corona e il suo terribile virus.

IL BICCHIERE MEZZO PIENO E MEZZO VUOTO

Attività creativa liberamente ispirata al Metodo Caviardage

Ruggiero Zagaria - classe quinta sez. A - scuola primaria

In questi giorni di didattica a distanza, la nostra insegnante ci ha proposto un’attività che ci ha portati a riflettere, sulle grandi possibilità che un momento come questo ci offre, cercando di allontanare la tristezza del momento che ci porterebbe a concentrarci solo sugli aspetti negativi.

Abbiamo riflettuto sull’attuale condizione, che ci costringe a casa, e utilizzando la nostra fantasia e creatività abbiamo realizzato due bicchieri. In quello mezzo vuoto abbiamo scritto tutto ciò che non possiamo fare, nell’altro, quello mezzo pieno gli aspetti positivi.

A conclusione del lavoro abbiamo ritenuto, tutti insieme, che questa è stata una attività che tutti possiamo fare, anche stando comodamente a casa per rivolgere lo sguardo su ciò che abbiamo e che ha “valore”.

In questi tempi, possiamo gridarlo forte, vince sul contagio del Virus quello del contagio di energia creativa, vince la collaborazione e la voglia di andare avanti.

Un bel tramonto

Adriana Sciancalepore 4^ B - SCUOLA PRIMARIA

Ciao, sono Adriana,

dal 5 marzo la nostra scuola è stata chiusa e anch’io, da quel giorno, sono chiusa in casa, per colpa di questo microbo che sta spaventando tutti, anche i miei genitori. Da diversi giorni non gioco con i compagni, non sono fisicamente con le mie maestre, i miei cari nonni e la mia adorata zia. Mi mancano tanto e mi manca tutto quello che facevo prima. La mattina, però, mi sveglio comunque presto, non mi va di stare in pigiama, allora indosso una maglia colorata e mi sistemo i capelli con un’acconciatura particolare. Voglio essere bella e trasmettere allegria alla mia famiglia, che, in questi giorni, vedo un po’ triste. Quando mi annoio, disegno qualcosa. Sinceramente non sono molto brava nel disegno, ma a me piace farlo, perché mi distraggo e sono felice. In questo disegno ho rappresentato me stessa, in cammino su una strada, di fronte ci sono delle montagne da superare che nascondono un bel tramonto, di quelli che io e mamma ammiriamo quando siamo in spiaggia. Per me, vuol dire che, anche se ci sono delle difficoltà, noi dobbiamo andare avanti con coraggio senza fermarci mai.

È proprio quello che farò in questo periodo: andrò avanti con coraggio, sperando di poter tornare presto alla normalità, riabbracciare i miei nonni e veder sorridere di nuovo la mia mamma.

Arrivano i NoMostri !

a cura degli alunni della 3^ G

Noi bambini della 3^ G ci siamo divertiti a disegnare dei simpatici NoMostri: i mostri creati dai nostri nomi! E' stato sufficiente piegare il foglio, scrivere il nostro nome e replicarlo a specchio sull'altra parte del foglio per avere la base per creare un alieno.

Poi con matita e pennarelli abbiamo fatto volare la fantasia...il risultato è stato un NoMostro colorato, divertentissimo e scacciapaura!

Insieme per l’autismo

Sofia Caterino - 5A- scuola primaria

In occasione della giornata mondiale per l’autismo, anche noi alunni di classe quinta, non abbiamo voluto mancare a questo prezioso appuntamento.

Ognuno di noi ha “raccolto” i suggerimenti della maestra Grazia e realizzato un disegno, rigorosamente in blu e seguendo il proprio estro e fantasia.

Speriamo che questi nostri lavori, unitamente a quelli realizzati dagli amici del nostro Istituto, siano la testimonianza di un nostro grande desiderio, vedere realizzato il diritto di tutti i bambini ad essere felici per poter crescere serenamente.


Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo

Classe 1F sc. primaria


Classe 1G sc. primaria


Un fumetto inviato da un alunno della 5 B

IL PRIMO DANTEDÌ

di Francesco Falco 3^ G scuola primaria

Il 25 marzo abbiamo celebrato il primo Dantedì, dedicato a Dante Alighieri.

Ma chi era Dante Alighieri? Perché è così famoso, tanto da dedicargli addirittura un giorno?

Di buon mattino abbiamo ricevuto dalla maestra Marisa un messaggio e un video con una canzoncina, con i quali ci ha informati di questa speciale ricorrenza.

Ci ha spiegato che Dante Alighieri è stato un poeta e scrittore italiano che ha scritto una storia straordinaria, diventata famosa al punto da fare il giro del mondo: la “Divina Commedia”. E’ il racconto di un incredibile viaggio che Dante, protagonista di questa straordinaria storia, dedica alla sua amata donna, Beatrice. Non si tratta però di un viaggio in aereo o in treno con bagagli e valigie… è un viaggio immaginario, raccontato in versi, nel mondo ultraterreno e nell’animo umano.

La maestra ci ha promesso che, non appena tutti noi saremo tornati “a riveder le stelle”, lo scopriremo insieme!


Festa del papà 2020

Un biglietto per il papà, realizzato seguendo un semplice tutorial preparato dall'insegnante.

Lavorare a distanza e condividere i risultati per sentirsi più uniti.

Gli alunni della PRIMA F

Anche i bambini vorrebbero dare una mano!

Carlotta e Giuseppe della 1G


19 marzo 2020

Una festa del papà particolare...

'Tutto il giorno con papà'

Classe prima B - scuola primaria

Mi chiamo Arianna Petrone e frequento la classe 5^A e voglio raccontarvi un'esperienza bellissima che ho vissuto ieri con tutta la mia classe.

In questi giorni di sospensione delle attività didattiche, a causa dell'emergenza covid - 19, sento molto la mancanza dei miei compagni e delle maestre.

La maestra Grazia, ha pensato bene, di organizzare per noi un evento su Zoom, un'applicazione che ci ha consentito di ritrovarci tutti insieme.

Che emozione, ero tanto felice, non vedevo l'ora che arrivassero le ore 12,00. Quando all'improvviso uno per volta sono comparsi i volti dei miei compagni sul pc non mi sembrava vero! Abbiamo riso e scherzato, in questa classe virtuale, proprio come quando eravamo a scuola e mostrato alla maestra i nostri disegni in pixel art e il dono pensato per i nostri papà.

Ci siamo salutati a malincuore, con la promessa però di rivederci quanto prima...non vedo l'ora!

In video conferenza per sentirsi insieme! 5A - scuola primaria


FESTA DEL PAPA'

a cura di Sara Regano - 5A- -scuola primaria

In occasione della festa del papà, la nostra maestra non ha voluto farci mancare alcune attività, pensate proprio per i nostri papà.

Abbiamo seguito, la traccia di un percorso in italiano, per parlare dei sentimenti di gratitudine verso il papà e che ci legano in modo speciale.

Non poteva mancare un dono e le istruzioni per eseguirlo, ci sono giunte attraverso un semplice tutorial.

Seguendo passo passo le indicazioni abbiamo realizzato un bellissimo portapenne che ognuno di noi ha poi personalizzato in modo del tutto originale!




I bambini della prima C

I BAMBINI DELLA PRIMA B

IL CORONAVIRUS

a cura di ALESSANDRO CONCA 4^B - scuola primaria

IL CORONAVIRUS provoca una brutta polmonite, può infettare chiunque, soprattutto gli anziani.

Io, e spero tutti gli abitanti del mondo, cercheremo di rispettare alcune regole come:

lavarsi le mani, restare a casa, mantenere la distanza di un metro…

Faremo tutto ciò per stare in salute e sconfiggere questo bruttissimo virus.

Adesso siamo tutti in estremo PERICOLO, però con un po’ di pazienza e collaborazione, ce la faremo!

Quindi facciamo tutto ciò: rispettiamo le regole!

Io sono molto preoccupato, vorrei rivedere i miei amici di classe, le mie maestre e la mia famiglia al completo. Sono anche molto in ansia per la mia bisnonna e i miei nonni.

Al telegiornale sentiamo che ci sono molti casi e la preoccupazione sale sempre di più .

Quindi collaboriamo per evitare che questo virus si diffonda! STIAMO A CASA!

I BAMBINI E I SUPER MAESTRI DELLA CLASSE PRIMA E

I bambini della Prima G


I bambini della Prima F


Piccole storie a fumetti, scritte con la crescente consapevolezza della libertà limitata. Queste sono due delle storie che gli alunni della quinta B, mi hanno inviato, raccontandomi di loro, dei loro pensieri, della loro speranza: tornare a scuola al più presto, perchè ANDRA' TUTTO BENE!

AUGURI PAPA’

a cura di ENRICO FUCCI - 4°G - scuola primaria

SENTI CARO PAPA’,

NON SAI ANCORA LA NOVITA’!

TRA ALCUNI GIORNI LA QUARANTENA FINIRA’

E TU, CON LA TUA JEEP BIANCA

A SPASSO MI PORTERAI!

FAREMO USCITE E AL PARCO ANDREMO,

PERCHE’ IL CORONAVIRUS SCONFIGGEREMO.

VEDRAI PAPA’, CE LA FAREMO!

TE LO DICO IO, ORA CHE

STIAMO VIVENDO UN BRUTTO MOMENTO,

MA CON IL CUORE TUTTO CONTENTO:

‘’E’ LA FESTA DEL PAPA’

E A TE…

GRANDI BACI IN QUANTITA’’


ANDRÀ TUTTO BENE!

Annalisa Pisani 3^ G scuola primaria

È difficile sorridere e vivere con gioia e spensieratezza in questi giorni, perché è un periodo molto triste per tutti. Il coronavirus è pericoloso e mette tanta paura ed è per questo che siamo costretti a stare a casa.

Noi bambini non siamo abituati a stare a casa molto a lungo, a non andare a scuola, a stare lontani dalle maestre e dai compagni e non viviamo questi giorni come quelli delle vacanze estive. Le ore scorrono lente!

Per occupare il tempo, durante il giorno faccio i compiti, guardo le videolezioni che ci mandano le maestre, leggo, ascolto la musica e gioco. Mi dedico anche alla pittura! Con le mie sorelle, mamma e papà abbiamo realizzato dei piccoli capolavori tutti insieme e abbellito la nostra casa di tanti scintillanti arcobaleni che mettono gioia e non ci fanno pensare a cose tristi.

Sono sicura che questo momento passerà e resterà solo un brutto ricordo se saremo bravi a rispettare le regole! Torneremo ad abbracciarci e a giocare insieme, ma adesso dobbiamo fare i bravi e avere tanta pazienza. Andrà tutto bene!


Cari bambini, a causa del COVID 19, non è possibile incontrarci, ma niente ci impedirà di rimanere in contatto e condividere pensieri, emozioni, momenti di scoramento, ma anche sogni da realizzare presto. Questo spazio è a vostra disposizione, per condividere con tutti gli altri bambini della scuola, quello che vorrete. Vi aspettiamo!!!

Pietre d'inciampo

di Campana Erica e Coratella Sabrina - 5A - SCUOLA PRIMARIA

Ci sono momenti in cui i piccoli gesti sono molto importanti: oggi per esempio, noi alunni della 5 ^A abbiamo portato con noi le nostre Pietre d'Inciampo, dedicate alla "Giornata della Memoria", nel giardino della nostra scuola, perché potessero chiacchierare con il vento, con gli alberi, con la natura. In giro per l'Europa, di "Pietre d'Inciampo" ce ne sono circa sessantamila: sopra ad ognuna di esse è inciso il nome di una persona, l'anno di nascita, il luogo e la data di deportazione, quella della morte, se conosciuta. L'esistenza di un essere umano racchiusa in un quadrato di ottone di dieci centimetri di lato. Le potremmo definire, usando le parole di Primo Levi, dei "segnalibro della memoria". Un segnalibro che non dovremo mai togliere - diceva Levi - da quella pagina del libro della storia dell'Umanità che è stato l'Olocausto.

La nostra scuola ha lavorato insieme "per non dimenticare" e la visione di un film, dal titolo "Mosè" e la diretta con Liliana Segre, hanno catturato i nostri occhi e il cuore e ispirato la creazione di una personale valigia dei ricordi. Dentro ha trovato spazio un angolo dedicato ai nostri pensieri poetici, grazie alla tecnica del cut up e il processo del Metodo Caviardage: ci siamo messi in silenzio, in ascolto delle nostre emozioni e dato voce a quelle, creando piccole frasi che sono state incollate su fogli dorati, con riferimento alle pietre di inciampo. C'è anche una sezione Clil, perché questo lavoro ha toccato varie discipline e lo abbiamo realizzato con la collaborazione dei nostro insegnanti, perché potessimo avere una visione più chiara del fenomeno, sempre adattato all'età di noi bambini.

Nell'ambito delle attività previste per la Giornata della Memoria abbiamo realizzato questi piccoli mattoncini di gesso, prendendo così un impegno collettivo e personale per il futuro: non dimenticare quanto si è appreso nei percorsi formativi scolastici e trasmetterlo alle nuove generazioni. Ogni pietra riporta un pensiero, una frase che abbiamo preso dal diario di Anna Frank e alcune dal discorso di Liliana Segre ai giovani. Con questo gesto vogliamo affermare la nostra posizione contro la malvagità umana: una memoria da coltivare ogni giorno con gesti quotidiani, di pace.


Grazie a tutti, al nostro dirigente scolastico, la dott.ssa Grazia Suriano che ha accolto con entusiasmo questa nostra iniziativa, ai nostri insegnanti, ai genitori e tutti quei bambini che si soffermeranno, anche solo per poco, in questo spazio che abbiamo contribuito a rendere speciale».


STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI

di Berardino D. - Colia A. - Liso A. - Lorusso V. - Regano S. - Rutigliano R.

CLASSE 5^ SEZ. E – scuola primaria

Per la giornata della Memoria le nostre insegnanti ci hanno fatto vedere un film: “STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI” del 2013, ispirato al libro di Markus Zusak del 2005, ambientato nel 1938, in Germania, durante il nazismo.

Successivamente, lo abbiamo analizzato, facendo un lavoro molto interessante sul nostro raccoglitore.

La protagonista è Liesel, una bambina di circa 10 anni, che ha un carattere forte e determinato, ma dolce. Viene abbandonata dalla madre e adottata da una famiglia tedesca, ma la sua nuova vita non ha un inizio facile: è analfabeta e, per questo, viene derisa dai compagni di classe. Rudy è l’unico a non prenderla in giro, infatti diventa il suo migliore amico. Grazie al suo papà adottivo, Liesel impara presto a leggere, usando il primo libro che lei ha rubato...

In seguito la sua famiglia decide di nascondere un ebreo in cantina: Max, che diventa come un fratello per Liesel, una figura importante per la sua vita. Lui le chiede spesso di raccontargli com’è fuori, di leggere mentre lui disegna. La bambina soffre tanto quando lui decide di andare via.

Comincia, poi, a frequentare la casa del sindaco, per raggiungere una stanza che la attira: la biblioteca, dalla quale ruberà diversi libri.

Improvvisamente, la città in cui vive viene bombardata, la sua famiglia adottiva sterminata e lei è l’unica a salvarsi perché si trova in cantina.

Il fim però ha un lieto fine: due anni dopo, Liesel ritrova Max, con il quale riprenderà l'amicizia, conservandola per tutta la vita.

A novant’anni terminerà un’esistenza con figli e nipoti e una carriera di scrittrice di successo mondiale.

Il film ci ha colpiti ed emozionati perché la storia non è solo drammatica, ma sono presenti altre tematiche positive: l’amicizia, la solidarietà e l’amore.


Facciamo musica: il carnevale degli animali

di Enrico Brudaglio, Marco Capuzzolo, Giuseppe Losito 3^ G Scuola Primaria

Alcuni giorni prima del Carnevale, a scuola, abbiamo partecipato ad una lezione di musica un po’ speciale. La nostra insegnante ci ha proposto l’ascolto di un’opera musicale composta da Camille Saint-Saёns: «Il carnevale degli animali». Il compositore scrisse questa raccolta di 14 brevi brani in occasione di una festa di carnevale.

Ogni brano è dedicato ad un animale di cui la musica descrive uno o più aspetti: il verso, l’andatura... Sullo schermo della LIM è comparso Peppe Barra, un attore che, con un simpatico accento napoletano, introduceva il brano musicale e ciascun animale in modo buffo. E così appariva davanti ai nostri occhi una magnifica orchestra e scorrevano nelle nostre orecchie il passo lento del leone possente, il razzolare di galli e galline, il galoppo degli emioni.

D’improvviso la musica è diventata più dolce: archi e pianoforti imitavano le lente tartarughe. Ed ecco poi i passi pesanti dell’elefante scolpiti dal contrabasso e dal pianoforte. L’intera classe restava incantata. Ad un tratto i tasti del pianoforte hanno cominciato a saltellare dietro ai canguri australiani.

Qualcuno tentava di scoprire quale strumento combaciasse con le espressioni degli animali, mentre le bollicine d’aria dei pesci venivano fuori da un’antica celesta. Asini raglianti sbucavano dai violini. Un cucù cantava da un clarinetto. Il battito d’ali degli uccelli prigionieri in una voliera si liberava da un flauto traverso. E infine un cigno si spegneva lentamente in un suono di violoncello. Il nostro applauso ha chiuso un allegro rondò, mentre la voce dell’insegnante richiamava l’attenzione dell’intera classe…forse ancora un po’ sognante.


San Valentino… in poesia

di Zingaro Riccardo e Marinacci Gianmaria 3^ G Scuola Primaria

Quando la maestra ci ha proposto un’attività per San Valentino, ci siamo guardati un po’ stupiti e molti di noi hanno sorriso sotto i baffi, pensando alla festa degli innamorati…

Poi la maestra ci ha spiegato che, a San Valentino, si festeggia l’amore come sentimento universale che fa battere il cuore di tutti quelli che si vogliono bene: mamme e papà, genitori e figli, nonni e nipoti, amici e…perché no? Maestre e alunni! Così per festeggiare la giornata dell’amore universale, nella nostra classe abbiamo pensato di realizzare qualcosa di speciale da donare a chi amiamo.

Utilizzando un foglio rosa, ognuno di noi ha inventato un acrostico o un mesostico inerente l’amore. Questo foglio in seguito è stato arrotolato e inserito in un fiore in cartoncino a forma di cuore, che abbiamo costruito con le nostre mani, con al centro un bastoncino di legno come stelo.

La maestra ha pensato di andare con il rappresentante di classe dalla nostra Dirigente, la dott.ssa Grazia Suriano, per donare anche a lei un mesostico sull’amore e augurarle un buon San Valentino.


La vita senza memoria è un filo spezzato

Ricordando la giornata della memoria la nostra scuola,il giorno 13 febbraio, ha ospitato l’orchestra Mercadante e l’attore Sebastiano Somma per rappresentare uno spettacolo teatrale intitolato”Meglio non sapere…la vita senza memoria è un filo spezzato”,tratto dal libro della scrittrice Titti Marrone. Lo spettacolo è iniziato con una musica della tradizione popolare ebraica, che è stata suonata da bravissimi musicisti, alunni del corso C della nostra scuola.

Tre brave lettrici raccontavano, nel frattempo due drammatiche storie di bambini, quella di Sergio De Simone e delle due sorelle Bucci: Andra e Tatiana. Intorno al palco c’era il filo spinato, poi c’era una corda, per ricordare che lì era stato impiccato Sergio e altri bambini; ci hanno spiegato e raccontato molte altre storie interessantissime che parlavano appunto di Ebrei. Alla fine dello spettacolo abbiamo ringraziato l’attore e l’orchestra con un lungo applauso; lui ha ricambiato e ha detto una frase che davvero mi ha colpito:” Godetevi la vita”. Questa frase mi ha fatto pensare molto perché per noi non va mai bene niente,siamo incontentabili,non considerando che al mondo ci sono tanti bambini e ragazzi che lottano per sopravvivere ancora oggi. Lo spettacolo è stato bello,a tratti emozionante; bello, è stato, anche ascoltare l’orchestra e incontrare l’attore Somma.

MICHELE SACCOTELLI 1 E

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


La Giornata dei calzini spaiati

Di Riccardo Piccolo e Nicola Bruno classe 3^ F - scuola primaria

La maestra Anna ci disse : “Venerdi 7 febbraio verrete a scuola con i calzini spaiati”.

Noi ci siamo tutti chiesti come mai la maestra ci faceva una simile richiesta. E così lei ci ha spiegato che il 7 febbraio si celebra “La Giornata dei calzini spaiati” per ricordare a tutti che nessuno può essere lasciato solo e che tutti devono avere l’opportunità di vivere in un mondo sereno e colorato, in amicizia.

E’ stato bello in palestra indossare tutti calzini diversi e divertirsi.

Poi in classe abbiamo parlato a lungo anche di bullismo, di amicizia e rispetto, grazie anche alla filastrocca delle differenze di Bruno Tognolini.

Tu non sei come me: tu sei diverso

Ma non sentirti perso

Anch’io sono diverso, siamo in due

Se metto le mie mani con le tue

Certe cose so fare io, ed altre tu

E messi insieme sappiamo far di piu’

Tu non sei come me: son fortunato

Davvero ti son grato

Perche’ non siamo uguali:

Vuol dire che tutt’e due siamo speciali


Una merenda salutare

Di Mariaelena Piccolo classe 3F - scuola primaria

Il giorno 7 febbraio 2020 noi alunni della classe 3^ F, grazie alla collaborazione delle maestre Anna e Giovanna, durante l’intervallo abbiamo gustato una merenda con pane tostato e olio extravergine ricavato dagli uliveti dell’azienda del mio papà.

Per arricchire la merenda abbiamo utilizzato una bottiglia di olio semplice e una bottiglia di olio aromatizzato alla menta.

I risultati sono stati questi: alcuni miei compagni hanno gradito l’olio alla menta e altri hanno preferito l’olio semplice.

Comunque, a parte i gusti diversi di ciascun alunno, posso dire che pane e olio rappresentano sempre una merenda sana, perché oltre ad essere squisito , l’olio è ricco di vitamina “E”.

Una vera delizia!


Una mattinata al cinema

Andare al cinema è sempre bello. Oggi,12 Febbraio, sono andata con la mia classe e tutte le classi prime della mia scuola alla sala Roma e abbiamo visto il film “MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI”, la storia di un ragazzo che ha un fratello con la Sindrome di Down. Il film è stato molto interessante, perché ha trattato tematiche molto forti come ad esempio la discriminazione ,il rispetto delle persone con disabilità e altro ancora, ma soprattutto la storia di un ragazzo speciale molto amato dalla sua famiglia. E’ piaciuto molto a tutti i miei compagni di classe e a me; qualcuno di noi si è pure commosso. Abbiamo raggiunto il cinema a piedi ed è stato bello camminare tutti insieme, attraversando le strade della città guidati dai nostri docenti. Condividere questa esperienza con i miei compagni di classe è stato molto bello; al rientro abbiamo discusso del film, dei temi trattati e ognuno di noi ha espresso la propria opinione. La nostra prof. d’italiano ci ha consegnato anche una scheda per l’analisi del film perché andare al cinema non è solo guardare un film, ma anche una occasione per imparare e arricchirci sempre più.

SILVIA LEONETTI

CLASSE IE

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


Con le mani nella terra

A cura di Ilaria Bruno e Alessia Zinfollino - 3^ G - Scuola primaria

Alcuni giorni fa, la maestra ci ha fatto una bella sorpresa: ci ha portato nel giardino sul retro della scuola per piantare delle piccole verdure in alcuni terrapieni. Eccitatissimi, abbiamo capito che è finalmente iniziato il progetto “Un’aula a cielo aperto” che ci accompagnerà per tutto l’anno scolastico e attraverso il quale impareremo a coltivare un vero e proprio orto.

Arrivati in giardino, abbiamo trovato un esperto contadino, il signor Giovanni, che ci ha fatto un elenco di quello che avremmo potuto piantare, ovvero: prezzemolo, insalata rossa o broccoli.

Visto che non riuscivamo a decidere cosa scegliere, la maestra ha proposto una votazione e, per maggioranza, ha vinto l'insalata rossa.

L'esperto ha chiamato due di noi a rastrellare la terra e un bambino ad appiattirla. Dopo ancora, a turno, ognuno di noi ha fatto un buco nella terra e ci ha infilato le radici di una tenera piantina di insalata rossa.

Poi l'esperto ha chiamato altri bambini ad innaffiare e ci ha invitato a prenderci cura delle piantine che andremo regolarmente a controllare.

Abbiamo salutato e ringraziato e siamo tornati in classe, felici dell'esperienza vissuta e anche un po’ sporchi.


UNA MATTINATA NELL’ORTO

Liso S. - Sardano R. - Torelli V. - Vurchio M. Classe 3^ sez. B -

scuola primaria

Martedì, quattro febbraio, abbiamo vissuto un’esperienza molto bella nell’orto della nostra scuola. Ad aspettarci c’era un agricoltore di nome Giovanni, un papà esperto che si è offerto di aiutare i bambini a curare l’orto. Il papà ci ha accolto con un grande sorriso, contento di vedere intorno a sé piccoli curiosi e appassionati; ci ha spiegato che ciò che vedevamo fuori dalla serra, simili a grandi letti allineati uno accanto all’altro, erano dei terrapieni per le varie coltivazioni. Il terreno del nostro giardino purtroppo è arido e pieno di pietre, per questo è stato necessario creare queste “grandi aiuole” per ospitare le diverse piantine.

Noi abbiamo piantato le rape, prima però abbiamo usato la zappa per smuovere la terra asciutta, ne abbiamo osservato i colori che diventavano sempre più scuri e sentito il profumo: era un odore gradevole, sapeva di campi appena irrigati, di terra bagnata dalla pioggia, di natura…

Poi, con un rastrello, abbiamo livellato il terreno e preparato il letto per le nostre piantine, eravamo curiosi ed eccitati, ognuno di noi non vedeva l’ora di prendere parte a questa attività.

Il signor Giovanni, con grande attenzione e immensa pazienza, ci ha chiamato uno per volta e ci ha fatto fare un buco, a mani nude, nel terreno dove dovevamo sistemare le piccole piantine e coprirle delicatamente.

Giovanni ci ha detto che se avessimo scavato a fondo avremmo trovato un tesoro, infatti così è stato: abbiamo trovato una biglia di vetro! Questo misterioso ritrovamento è stato il pretesto per riflettere sulla necessità di non abbandonare rifiuti vari nel terreno, la natura non sempre è in grado di decomporre ciò che abbandoniamo! Sicuramente questo episodio lo ricorderemo a lungo, ci ha trasmesso un insegnamento più efficace di un intero capitolo di scienze.

Terminate le operazioni di piantumazione, il nostro terrapieno si è colorato di numerosi ciuffetti verdi, schierati ordinatamente nel terreno morbido. A questo punto, abbiamo riempito gli innaffiatoi e abbiamo bagnato delicatamente le piantine. Ogni settimana ritorneremo nell’ orto per curare le nostre rape. Sarà bello vederle crescere pian pianino, la nostra maestra ci ha detto che questa magia sarà frutto anche del nostro amore.


CANTASTORIE PER UN GIORNO


a cura di Greta CUSMAI e Melissa SANTOVITO - 3^ H -

scuola primaria

Lunedì 27 gennaio, subito dopo la ricreazione, è venuto a trovarci Francesco, un simpaticissimo esperto cantastorie che avevamo già avuto modo di conoscere in passato.

Sapevamo già che sarebbe stato entusiasmante, ma non avremmo mai immaginato che ci saremmo tuffati in un gioco dove i nostri ricordi e le nostre emozioni sarebbero stati i veri protagonisti del tempo da trascorrere insieme.

Abbiamo spostato i banchi della nostra classe e lasciato spazio ad un grande tappeto che rappresentava il gioco dell’Oca, ma molto particolare: colorato, pieno di disegni e belle parole, dalle quali prendere spunto per raccontare momenti della nostra vita personale. Francesco voleva insegnarci il suo mestiere, ma per farlo ci siamo dovuti preparare: ci ha chiesto di alzarci e abbiamo fatto finta di lavarci con una bella doccia tiepida. Poi ci siamo divisi in due gruppi uguali e misti: uno chiamato “la trottola” e l’altro “la lampada”. Abbiamo cominciato a lanciare dei dadi giganti, a partire dal primo bambino di ogni gruppo e così via fino alla fine. In ogni casella del gioco c’era una parola chiave ed un disegno dai quali dovevamo partire per raccontare una nostra avventura.

Parlare ad alta voce, uno alla volta è stato bello sia perché ci siamo confrontati conoscendo meglio i nostri amici sia perché molti di noi hanno avuto modo di vincere imbarazzi e timidezze nel raccontarsi.

Alla fine ha vinto il gruppo della “trottola” perché è arrivato per primo alla casella finale, ma è stata solo fortuna nel lancio dei grandi dadi.

La cosa più bella è che ci siamo ascoltati, emozionati e per un giorno siamo stati dei piccoli “cantastorie” proprio come voleva il nostro amico Francesco.

Grazie Francesco!



Una cagnolina da amare

Il 29 Gennaio noi alunni delle classi prime della scuola secondaria di primo grado “P. Cafaro” abbiamo incontrato lo scrittore Maurizio Giannini, autore del libro “La Memoria Di Un Cane”.

Il libro è stato scelto come testo di narrativa per tutti gli studenti delle classi prime. Esso fa capire, sia ai piccoli che ai grandi, l’importanza del rispetto verso gli animali.

Il libro narra di una piccola cagnolina meticcia, Zoe, trovata,per caso, da Luca in una strada.

Zoe viene successivamente rapita e maltrattata. Dopo varie avventure, la povera Zoe riesce a ricongiungersi al suo Luca.

L’autore, Maurizio Giannini, durante l’incontro, oltre ad aver risposto ampiamente alle domande da noi poste, ci ha raccontato alcune esperienze della sua vita, condivise con la tenera cagnolina Luna. Egli ci ha svelato anche che la cagnolina stampata sul frontespizio del libro assomiglia molto alla sua cagnolina.

Questa esperienza è stata per noi ragazzi molto significativa perché, oltre ad averci fatto capire l’importanza del rispetto, ci ha fatto comprendere che la lettura, soprattutto per noi ragazzi, è fondamentale ed essenziale per ampliare non solo le nostre conoscenze ma anche i nostri valori.

Consigliamo a tutti, ragazzi e adulti, di leggere questo libro per comprendere meglio il legame tra uomini e animali, il senso di lealtà e di rispetto: valori fondamentali di una società civile.

Giulia Tonti e Alessandra di Ruvo 1°F

Scuola secondaria di primo grado


Costruiamo i SOLIDI



a cura di Francesca, Ilenia, Serena L. 3 H - SCUOLA PRIMARIA

Il 28 gennaio nella nostra aula la maestra Enza ci ha diviso in gruppi da 4 per costruire dei solidi con il materiale che abbiamo portato da casa: plastilina, cannucce e alcuni stuzzicadenti.

Così, dopo che la nostra maestra ci ha fatto vedere come fare, abbiamo realizzato prima il cubo, poi il parallelepipedo e infine la piramide. Qualche gruppo avrebbe voluto fare anche la sfera, ma la maestra ce l’ha sconsigliato perché serviva tanta plastilina, anche se qualcuno ha fatto ugualmente delle piccole sfere.

Successivamente la maestra ha riposto delicatamente sull’armadietto e sul davanzale della nostra aula i solidi costruiti da ogni gruppo.

Con questo laboratorio di geometria abbiamo scoperto con le nostre mani quali sono le caratteristiche dei solidi e le loro proprietà. Inoltre abbiamo provato meraviglia e felicità perché, nonostante stavamo tra i banchi di scuola, ci siamo davvero divertiti e nello stesso tempo abbiamo imparato cose nuove ed interessanti sui solidi.

Perciò possiamo concludere dicendo che è stata una bellissima esperienza che vorremmo ripetere nuovamente in futuro poiché, in questo modo, abbiamo unito la bellezza del sapere con il piacere di fare gioco di squadra e divertirci insieme anche a scuola.

Alcuni dei solidi realizzati sono stati fotografati dalla maestra e ve li mostriamo qui di seguito


“CONTA CHE T’INCANTA”

a cura di Conversano S., Romanelli S. , Fusiello G. - 3 B -

SCUOLA PRIMARIA

Sembra una mattinata scolastica come tante altre, all’improvviso qualcuno bussa alla porta: è il nostro amico cantastorie “ Rustichello”.

Evviva, non vediamo l’ora di scoprire cosa vuole proporci, abbiamo davvero voglia di giocare e divertirci !

Lo aiutiamo a spostare i banchi e, piano piano, ci sediamo in cerchio pronti per viaggiare con lui nel suo mondo fantastico.

Rustichello ci osserva divertito, fa un po’ di facce buffe che tanto ci piacciono, poi inizia:

“C’era una volta un paese che si chiamava Tarò; in questo paese le parole non avevano più senso e quindi nessuno parlava più. Le persone avevano smesso persino di salutarsi e di uscire di casa. Per diversi anni in quel paese non si sentì volare una mosca.

Un giorno giunse in paese un ragazzo su una bici. Senza parlare, tirò fuori dal cestino un cartello con la parola “bicicletta”. Un bambino, incuriosito, si avvicinò e cominciò a parlare della sua bici, raccontando che era rossa e davvero bella.

Il ragazzo, incoraggiato, tirò fuori altri cartelli con nuove parole, questa cosa avvicinò un po’ di persone che cominciarono a raccontare a partire da quelle parole, iniziarono persino a parlare tra di loro! Finalmente la città sembrava essersi risvegliata, le parole ora avevano un senso!

Missione compiuta per il ragazzo che decise di andar via con la sua oca appollaiata nel cestino della bici. Mentre si allontanavano, l’oca perse una piuma che disegnò a terra un grande gioco: “Il Gioco dell’oca”…

A questo punto Rustichello si interrompe: tocca a noi entrare nel racconto, stende sul pavimento un grande tappeto e ci invita a raccontare storie con le parole che occupano le caselle di questo insolito “Gioco dell’Oca. Le squadre sono due: quella della lampada magica (così vuole farci credere) e quella della trottola. Qualcuno di noi riesce a raccontare storie di paura, di coraggio, di avventura, qualcun altro ha bisogno di incoraggiamento, ma riesce a divertire tutti, anche il nostro amico Rustichello.

A conclusione di questa bella esperienza cantiamo tutti insieme una simpatica canzone accompagnata dal suono allegro della sua inseparabile chitarra. La canzone dice che non esistono solo le storie di scrittori famosi, esistono anche le NOSTRE STORIE che possono INCANTARE quanti vogliono ascoltarle o leggerle.

CONCORSO “LETTERA A GESU' BAMBINO

Il contenuto della mia lettera è ciò che avevo nel cuore, perché, in fondo, la scrittura è lo specchio dell’anima.

La mia scuola “Cafaro” è una scuola che offre possibilità ed occasioni fantastiche, partendo dal corso musicale fino ai concorsi riguardanti ogni tipo di inclinazione.

La lettera con la quale ho partecipato al concorso narra dei valori autentici e, purtroppo, persi del Natale e la magia mistica di questo evento religioso. Le parole della mia professoressa, il giorno della premiazione, mi hanno colpito nel profondo del mio cuore e mi hanno fatto capire che tutto è possibile! Molto spesso capitava di sottovalutare me e le mie piccole doti nascoste, proprio perché non le riuscivo a far emergere e, quindi, a rivelarle. Aver vinto questo piccolo premio mi ha fatto capire che non bisogna mai perdere la speranza, quindi il consiglio che voglio dare a voi tutti lettori è di non smettere mai di sognare!

Ringrazio la preside Grazia Suriano, la professoressa Rosanna Zingaro e tutta l’organizzazione del concorso “Lettera a Gesù Bambino: “Ma questo non è Natale”.

Buon proseguimento di anno scolastico a tutti voi!❤

Fusiello Elena, classe3ªC

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


La città che vorrei

In occasione dell’open day, il giorno 12 gennaio mi sono recato presso l’istituto ITET “ Cassandro-Nervi-Fermi “ Barletta per visitare la scuola che a Settembre frequenterò. Da subito sono rimasto colpito dalle attrezzature poste all’ingresso e, guidato dai professori, siamo usciti nel campo esterno per vedere il funzionamento di un drone della scuola. Successivamente mi hanno mostrato l’aula di inglese e i vari laboratori. Alla fine del nostro giro, il prof Fiorella mi ha chiesto di partecipare al mini stage che si sarebbe tenuto il giorno 15 dello stesso mese. In quell’occasione, alla fine della lezione, il prof Francavilla mi ha proposto un concorso intitolato “La città che vorrei” e mi ha domandato se avessi voluto partecipare e io ovviamente ho accettato. Il giorno seguente mi sono iscritto e ho cominciato il disegno; mi ci è voluto un altro pomeriggio per completarlo e scrivere una breve relazione su di esso. Il 26 gennaio la giuria ha votato i vari disegni e ha scelto il mio disegno che ha vinto il primo posto . Il premio del primo classificato consiste nell’intera fornitura di libri che ritirerò a Settembre per iniziare al meglio la mia nuova esperienza nella scuola superiore che ho scelto.

Germoglio Francesco III A

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


RICORDANDO LA SHOAH

Ogni ESSERE umano possiede un cuore per amare e un cervello per pensare; Hitler non ha mai avuto queste caratteristiche, perché se le avesse avute si sarebbe messo al posto degli Ebrei e soprattutto non avrebbe mai permesso tutto questo.

IL GIORNO DELLA MEMORIA, serve proprio a ricordare tutto ciò che è accaduto, e a far in modo che non succeda mai più.

Ognuno di noi a scuola ha portato un disegno, una poesia,un power–point ,qualsiasi cosa che si potesse condividere per poter riflettere. In particolare quattro miei compagni, cioè Simona C., Alessandra, Samuele e Miriam hanno scritto delle poesie:

UNA CASA CALDA” che paragona la vita fuori e dentro i campi di concentramento.

PER NON DIMENTICARE”: persone che non hanno vissuto questo orrore e che quindi, devono testimoniare e far in modo che non succeda mai più.

“LA SHOAH” sembra impossibile che l’uomo abbia provocato così tanta confusione e odio, ma dice anche che ci sono state delle persone che hanno nascosto nelle loro case questi innocenti (gli Ebrei) pur mettendo a rischio la propria vita.

“UN TRENO CHE PARTE” narra della vita che hanno vissuto tutti gli Ebrei all’interno dei campi di concentramento dal primo giorno fino all’ultimo, ovvero fino a quando gli americani li liberarono.

Io bambina, non sarei stata capace di sopportare tutta questa criminalità e odio per il diverso, anche perché, se Hitler fosse stato davvero di una “Razza superiore” non avrebbe mai sterminato “Il diverso”, anzi avrebbe cercato di aiutarlo e di farlo diventare forte come lui, costituendo “UNA GRANDE E SOLA UMANITA’.”.

Simona Leone IE

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


I care….

Il giorno 31 gennaio la mia classe ha avuto l’opportunità di partecipare ad una conferenza su “Don Milani”, presso l’auditorium della parrocchia del SS. Sacramento. La maggior parte di noi alunni non lo conosceva e , grazie alla nostra professoressa d’italiano, prima del seminario, ci siamo fatti un’idea di chi fosse, con l’ausilio di un documentario. Don Milani infatti, era un prete, originario di Firenze, con delle idee innovative per i preti dell’epoca. Fu mandato infatti, in un paesino sperduto, Barbiana, che contava circa 80 abitanti, ma soprattutto affollato da ragazzi analfabeti. Don Lorenzo decise quindi, di fondare una scuola per garantire l’istruzione a coloro che , senza di essa, non avrebbero avuto altra scelta se non quella di dedicarsi a lavori molto duri. Alla conferenza era presente la figlia di un alunno della scuola di Barbiana, Sandra Gesualdi, che gira l’Italia per mostrare ai ragazzi la bellezza del metodo di don Milani. Abbiamo seguito con molta attenzione ogni particolare. Oltre a presentarci le varie sfaccettature della scuola di Barbiana, Sandra Gesualdi si è servita della collaborazione di alcuni ragazzi ,che hanno letto dei brani tratti dall’opera più importante del prete di Barbiana“ Lettera ad una professoressa”. La conferenza è stata molto interessante e mi sento fortunato all’idea che la Dirigente abbia scelto la mia classe. Don Milani ci insegna a schierarci sempre dalla parte dei più deboli e bisognosi, ad avere una propria opinione, senza lasciarci influenzare e ad interessarci di tutto ciò che ci circonda. Il suo motto, infatti ,era “I CARE”, che in inglese significa “ci tengo, mi importa, mi interessa…”

Di Palma Lazzaro 3^ F

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


UNA LEGGENDA ORIGINALE!

a cura di Rutigliano Flavio- - 3^F scuola primaria

In questo periodo con la maestra Anna abbiamo studiato la leggenda e ci siamo esercitati a scriverne alcune. Di seguito potrete leggere una leggenda da me inventata.

IL GHEPARDO E IL CAMALEONTE

Nell’ antichità il ghepardo era un animale dal pelo dorato, nessuno ammirava il suo pelo perché era molto semplice.

Il ghepardo, molto vanitoso, decise di partecipare alla sfilata di moda della savana che si teneva ogni anno. In occasione della sfilata tutti gli animali partecipanti lavavano il proprio pelo con dei prodotti che mettevano in evidenza i colori del manto di ciascuno.

Durante la sfilata i giudici scrivevano delle valutazioni. Ognuno sfilò mostrando la propria particolarità. Dal confronto dei giudici il camaleonte ne uscì vincitore perché le sue macchie erano belle.

Il ghepardo, triste per la perdita della sfilata, si complimentò con il camaleonte e rientrò a casa.

Da quel giorno nessuno lo vide più perché era così triste che preferiva starsene da solo. Il camaleonte decise di andare a trovarlo il giorno del suo compleanno e gli regalò le sue macchie.

L’anno successivo il ghepardo vinse la sfilata e il suo manto da quel giorno è rimasto così, ammirato da tutto il mondo.


LE CLASSI PRIME DELLA CAFARO INCONTRANO LO SCRITTORE MAURIZIO GIANNINI.

OGGI GIORNO 29/01/2020, LO SCRITTORE MAURIZIO GIANNINI E’ VENUTO A PRESENTARE UNO DEI SUOI ULTIMI LIBRI “LA MEMORIA DI UN CANE”.

IL LIBRO RACCONTA LA STORIA DI UNA MERAVIGLIOSA CAGNOLINA METICCIA, COLOR CHAMPAGNE, RITROVATA IN UNA CUNETTA, SOTTO UN CARTELLO PUBBLICITARIO, DAI SIGNORI ROSSINI E DAL LORO FIGLIO LUCA. LA CAGNOLINA FU CHIAMATA ZOE

ABBIAMO CONDIVISO, INSIEME AI NOSTRI COMPAGNI, TUTTE LE AVVENTURE DI QUESTA PICCOLA CAGNOLINA.

APPENA E’ ARRIVATO L’AUTORE, L’ABBIAMO ACCOLTO CON ACCLAMANTI APPLAUSI.

MAURIZIO GIANNINI HA RACCONTATO UN PO’ DELLA SUA VITA DA SCRITTORE E CI HA RACCONTATO CHE E’ STATO INSEGNANTE PER 35 ANNI E CHE HA SCRITTO MOLTI ROMANZI PER RAGAZZI, TRA CUI QUESTO MERAVIGLIOSO LIBRO. SUCCESSIVAMENTE UN PO’ DI RAGAZZI SI SONO MESSI IN FILA PER PORGLI QUALCHE DOMANDA, A CUI HA RISPOSTO CON INTERESSANTI ARGOMENTAZIONI.

CHE DIRE…UN ‘ESPERIENZA FANTASTICA PER TUTTI NOI, ANCHE PERCHE’ NON ABBIAMO MAI INCONTRATO UNO SCRITTORE DAL VIVO, MA LA COSA PIU’ BELLA E’ CHE CI HA AUTOGRAFATO IL LIBRO.

UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A TUTTI I DOCENTI CHE HANNO ORGANIZZATO QUESTO MERAVIGLIOSO INCONTRO CON LO SCRITTORE, , MA I PIU’ GRANDI RINGRAZIAMENTI VANNO ALLA NOSTRA DIRIGENTE CHE CI HA DATO L’OPPORTUNITA’ DI FARE TUTTO CIO’! ……. VORREMMO RIVIVERE QUESTA GIORNATA MILIONI DI ALTRE VOLTE!

VURCHIO MARIASTELLA 1°B

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


Una mattinata con l’autore MAURIZIO GIANNINI

Una miriade di alunni di classi prime della scuola secondaria P. Cafaro, si è riunita nell’ auditorium, per incontrare il signor Maurizio Giannini, autore del libro “La memoria di un cane”. Questo libro è stato letto e analizzato da tutti noi studenti durante l’ ora di narrativa ed è stato emozionante incontrare colui che lo ha scritto. Appena lo scrittore è entrato nella grande sala, dopo averci salutato, ha iniziato a parlarci di lui e del suo avvincente romanzo che narra la storia della cagnolina Zoe rapita e portata via dal suo amato padroncino… per fortuna dopo mille disavventure riesce a ritornare tra le braccia di Luca. Subito abbiamo iniziato a porgli delle domande e abbiamo scoperto che proprio la cagnolina dello scrittore ha ispirato il racconto. Infatti il signor Giannini, aveva una cagnolina di piccola taglia color champagne come la protagonista del libro: Zoe.

Tante sono state le domande che noi alunni abbiamo preparato e lui con gentilezza e chiarezza ci rispondeva. Alla fine dell’ incontro l’ autore ha firmato tutte le copie dei nostri libri, ci ha ringraziato e salutato con affetto. Sono contenta di aver conosciuto lo scrittore di questo libro che ha suscitato in me molto interesse, rendendomi partecipe delle avventure di Zoe. Questo libro ci insegna che non bisogna mai maltrattare gli animali, anche loro provano sentimenti ed emozioni e ricordano coloro che li amano perché anche i cani hanno una memoria!

Vittoria Roberto 1^ E

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


Open day: une école à portes ouvertes

Il giorno 10 gennaio si è tenuto, presso la scuola secondaria di primo grado P.Cafaro, l’open day per accogliere genitori e futuri alunni che hanno visitato, incuriositi, gli ambienti della scuola e partecipato alle varie attività organizzate dai docenti e da molti alunni della scuola secondaria.

Alcuni di noi hanno animato, nel ruolo di tutor, uno dei laboratori linguistici della nostra scuola con una serie di attività in lingua francese. Con l’ausilio delle cuffie e del nostro supporto, i piccoli visitatori hanno visionato ed ascoltato brevi episodi della serie di cartoni animati francesi “Vinz et Lou” su diversi argomenti di grande interesse come: l’uso inconsapevole di internet, la corretta alimentazione, l’integrazione e la solidarietà tra compagni di classe e poi risposto a semplici quiz on line di comprensione. Inoltre, attraverso semplici canzoni in lingua francese, i nostri ospiti si sono approcciati ai primi suoni di alcune parole francesi e svolto, divertendosi, vari giochi linguistici. L’esperienza è stata entusiasmante per genitori e alunni ed anche per noi che ci siamo sentiti parte attiva della nostra scuola.

Di Canosa Ilenia , Bruno Giuseppe III D

Scuola Secondaria di primo grado "P.Cafaro"


Il nostro pomeriggio in biblioteca

Il giorno 10 gennaio nella nostra scuola secondaria di I grado Pasquale Cafaro si è tenuto (in orario pomeridiano) l’open day.

Per presentare al meglio l’offerta formativa della nostra scuola ai genitori e ai futuri alunni sono stati organizzati vari laboratori: dal laboratorio di arte a quello di matematica, da quello di tecnologia a quello di lettura, a cui abbiamo partecipato io e alcuni miei compagni della 2°C, assieme a compagni di altre classi coinvolte nelle attività di valorizzazione dei nostri tanti libri.

Eravamo tutti riuniti in biblioteca per presentare al meglio le proposte legate alla lettura che la nostra scuola mette in atto: il progetto di scrittura “Scrittori di classe” e i due progetti di lettura condivisa “Libriamoci” e “Io leggo perché”. Le docenti che si occupano delle spazio-biblioteca hanno colto l’occasione per raccontare ai genitori il nuovo piano di catalogazione multimediale che sta prendendo forma in questo anno scolastico e che sarà attivo dall’anno prossimo.

Noi alunni della 2°C abbiamo presentato ai genitori un approfondimento sull’evento che abbiamo costruito quest’anno per l’iniziativa “Io leggo perché”, illustrando sia, nello specifico, il pomeriggio passato a leggere vari testi nel Mondadori Bookstore di Andria, sia, in generale, l’importanza della lettura per la nostra formazione personale. Abbiamo poi concluso e salutato i genitori ospiti con una bellissima frase di Daniel Pennac: “Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso”.

Alessandra Zagaria II C

Scuola secondaria di primo grado


La CAFARO in…Open Day

Durante l’OPEN-DAY , la nostra scuola “P. Cafaro” era aperta alle famiglie e ai ragazzi che hanno potuto visitarla e ammirare gli spazi come aule, laboratori, palestra, aula magna.

In tale occasione sono stati allestiti diversi laboratori, uno di questi è stato quello di Italiano, dove abbiamo svolto un esempio di lezione: diversi alunni di II e III media si sono riuniti per giocare insieme con la grammatica suddividendosi in vari gruppi. Dato che la nostra scuola è dotata di lavagne interattive, la nostra prof.ssa di italiano ha simulato una gara sulla morfologia e sulla sintassi. Sulla LIM è stata proiettata la prova da svolgere, ogni gruppo era dotato di una propria lavagnetta dove avrebbe scritto la risposta. Nel caso di risposta errata, con l'aiuto dell’insegnante, riuscivamo a capire l'errore; ogni risposta esatta, invece, ci faceva sentire sempre più compatti e soddisfatti. Questa esperienza ha avuto anche lo scopo di creare un rapporto di amicizia tra i ragazzi di II e III media, facendoci ragionare collettivamente e creando lo spirito di squadra. L’attività ha suscitato molto interesse e ha fatto sì che la nostra istruzione crescesse in modo diverso, mettendo alla prova le nostre competenze con il gioco. L'esperienza si è conclusa con l'ascolto di vari aneddoti divertenti sul percorso fatto dagli alunni di terza.

Simone Stefania, Fucci Antonella e Sgarra Francesca II E

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


Open Day

In occasione dell’Open Day il 10 gennaio 2020, noi ragazzi della scuola media ci siamo organizzati per accogliere i bambini della scuola primaria. Abbiamo creato delle attività relativamente alle lingue straniere(inglese e francese) nel laboratorio linguistico. Appena sono arrivati i bambini, li abbiamo ricevuti con un sorriso gioioso e guidati dalle professoresse Cammarino e Fusiello, abbiamo attuato un brainstorming ponendo delle domande su Londra, come per esempio: “ Where is London?”, oppure, “What is the London Eye?” I bambini hanno cercato di rispondere correttamente mettendo assieme le loro conoscenze. Dopodiché abbiamo svolto una gara di Kahoot insieme a loro. Soddisfatti di aver fatto questa esperienza, speriamo di ripeterla.

Gli alunni:

Vittoria Roberto

Sofia Lorusso

Alessia Suriano

Fabrizio Civita

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


OPEN DAY SCUOLA PRIMARIA: A SCUOLA DI SCACCHI

A cura di Luca Ceci 5 A - scuola primaria

Mi chiamo Luca Ceci e frequento la 5 A, in compagnia di altri due amici di classe, Fabio Fortunato e Francesco Lorusso, ho avuto il piacere di partecipare al laboratorio di scacchi, in occasione dell’open day della scuola primaria.

Non è la prima volta che ci esibiamo in pubblico in quanto frequentiamo la scuola di scacchi da diversi anni e partecipiamo anche a delle gare.

Amo molto il gioco degli scacchi e condivido questa passione con i miei amici e mostrare anche ad altri bambini questo favoloso gioco mi ha riempito di gioia.

Ho notato molto interesse e curiosità da parte dei piccoli visitatori verso questa pratica sportiva, soprattutto verso la nostra magica scacchiera gigante.

Spero che anche altri bambini possano trovare del tempo per imparare le regole di base e alcuni principi strategici e tattici del gioco degli scacchi, per allenare la mente, divertendosi.

OPEN DAY SCUOLA PRIMARIA: LABORATORIO DI LETTURA

a cura di Zagaria Gaia - 5 A - scuola primaria

Mi chiamo Gaia Zagaria e in compagnia del mio amico di classe Mario Narciso, abbiamo partecipato con entusiasmo all’open day della scuola primaria, il 09/01/2020, presso la Biblioteca “La Sirenetta”, per far conoscere alcune delle attività che si svolgono in questo ambiente scolastico.

A noi due è stato affidato il compito di animare con altri bambini, il laboratorio di lettura, guidati dalle docenti Di Schiena V. e Rosaria L.

Il libro prescelto è stato “Il Posto Silenzioso”, un racconto a noi alunni della 5 A, molto caro.

In occasione del Natale, ed essendo questo il nostro ultimo anno alla scuola primaria, abbiamo fatto un regalo molto particolare ai nostri genitori. Dalla lettura di questo libro, infatti, sono venute fuori riflessioni su noi stessi, sui nostri desideri, paure e sogni ed un elaborato grafico molto variopinto. Tutto questo ha costituito il “dono” natalizio per i nostri cari.

Abbiamo visto, con nostro grande piacere, che anche altri bambini che sono venuti in Biblioteca ad ascoltarci, sono rimasti affascinati dall ’atmosfera magica della nostra biblioteca e dalle letture di noi bambini.

Non avevamo dubbi, la nostra scuola è veramente fantastica…in bocca al lupo cari amici!


SPELLING BEE!

a cura di Riccardo Basile, Nicola Bruno, Federica Coratella, Gianvito Lops - classe 3° F - scuola primaria

“How do you spell it”? Questa è la domanda che la maestra Teresa Regano ci rivolge, da quando abbiamo imparato l’alfabeto inglese, per compitare le parole e, siccome siamo diventati piuttosto bravi in questo gioco, il giorno 15 gennaio, nella nostra classe abbiamo organizzato una gara di SPLELLING BEE, una gara di compitazione di parole. La maestra ci ha diviso in due squadre: la squadra A e la squadra B. Ogni squadra, a turno, doveva fare lo spelling di alcune parole di tre lettere, poi di quattro, cinque… . e, mentre ogni bambino compitava, la maestra Giovanna Leonetti prendeva il tempo per vedere chi terminava prima. Alla fine della gara, la squadra vincitrice è stata la squadra B che, però, non ha ricevuto nessun premio.

E’ stata un’ esperienza fantastica, la maestra ci ha promesso che la ripeteremo nei prossimi giorni. Speriamo di ripeterla al più presto!


Il giorno dei fossili

a cura di Adriana Di Renzo, Elena Sgaramella, Vittoria Torelli -

classe 3°B - scuola primaria

Martedì 7 gennaio, al rientro delle vacanze natalizie, la nostra classe, con l’insegnante Teresa Regano, si è recata nel laboratorio di informatica dove l’esperto Mimmo Lorusso ci ha parlato dei fossili: il signor Lorusso ha acquisito, nel corso degli anni, una grande esperienza in materia.L’argomento ci è sembrato subito molto interessante e divertente grazie alla simpatia che Mimmo Lorusso ci ha trasmesso dal primo momento.Come prima cosa ha proiettato foto di alcuni fossili, anche trovati per caso. Ad esempio c’era una foto che ci è piaciuta particolarmente in cui si vedevano Mimmo e i suoi colleghi che, durante un’escursione in montagna, avevano casualmente trovato il fossile di balena. Una balena in montagna?!?!?!?! Ci ha stupito veramente!!!Però ci siamo dati una spiegazione e cioè che in quel luogo prima c’era il mare!!!

Dopo la lezione dimostrativa siamo scesi nella nostra aula e con degli stampi in silicone abbiamo riprodotto alcuni fossili con il gesso a presa rapida. Poi li abbiamo tolti dallo stampo e li abbiamo dipinti con il caffè, per farli sembrare più antichi. Siamo risaliti su, in un’altra aula e lì, su ogni banco, abbiamo trovato una scheda e un vero e proprio fossile. Mimmo ci ha raccomandato di maneggiarli con cautela.

Per fortuna nessuno ha rotto il suo fossile!!!Tutto ciò che ci è stato raccontato è stato molto interessante!!!Sarebbe bellissimo rifare questa esperienza.



La classe 3^ F e la solidarietà

A cura di Zagaria Elena, Lops Gianvito, COratella Federica, Zotti Elisa - 3^ F scuola primaria

La nostra classe è molto attenta ai valori come la generosità e la solidarietà. Tutti noi siamo sempre pronti ad aiutare chi ha bisogno di aiuto nei momenti di difficoltà. Questo è bellissimo perché ci rende sereni e sicuri, attivando in ciascuno di noi il senso dell’amicizia e della fratellanza, come Gesù ci insegna.

Ogni anno , a Natale, apriamo i nostri cuori agli altri più bisognosi di noi per portare loro un po’ della nostra felicità.

Anche quest’anno, su suggerimento della maestra Anna Colasuonno, con le nostre famiglie tanto partecipi, abbiamo deciso di destinare la somma raccolta con i nostri risparmi e le nostre rinunce, all’Associazione “In compagnia del sorriso” , ricevendo in cambio dai Clown Dottori un meraviglioso calendario durante la visita alla loro sede . E’ stato bellissimo perché i clown dottori ci hanno mostrato con un divertente spettacolo quello che loro fanno per allietare i piccoli pazienti che sono in cura negli ospedali.

Grazie dottor Ercolano, grazie dottoressa Boh !!!

LE SCIENZE….IN MAGIA

Il 10 Gennaio abbiamo vissuto un magnifico pomeriggio. In occasione dell’Open Day, abbiamo mostrato ai genitori e ai futuri alunni le varie attività che svolgiamo durante le ore di lezione. Alcuni di noi si sono occupati di attività dedicate alla musica, all’arte o alla grammatica. Noi, ragazze della 2E, ci siamo occupate delle attività laboratoriali di scienze. Il laboratorio è stato denominato “Scuola P. Cafaro-Hogworts”. L’aspetto magico delle scienze ci ha coinvolte nella sua bellezza, tanto da trasformarci in vere maghe rendendo gli esperimenti scientifici misteriosi e accattivanti. All’arrivo dei genitori, le professoresse Quacquarelli e Rizzi, li hanno accolti con uno sketch sulla trasformazione dell’acqua in vino e in birra. Dopo aver assistito al piccolo spettacolo, i genitori si sono posizionati davanti ai diversi tavoli e noi abbiamo spiegato le diverse esperienze sentendoci piccoli professori. Con questa avventura abbiamo appreso nuove conoscenze in modo spiritoso.

Sara di Teo,

Chiara Losito,

Raffaella Lambo

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


OPEN DAY CAFARO!!!

Il giorno 10 Gennaio, la scuola media P.Cafaro, ha organizzato un Open day per aprire le porte a tutti coloro che non conoscevano i meravigliosi tesori della nostra scuola. Io ho avuto il privilegio di partecipare al progetto Biblioteca “Il giro del mondo in ottanta giorni!!” che è un tassello molto importante tra le risorse della nostra scuola. E’ stato davvero bello vivere questo momento di condivisione di gioia e di cultura, aprendo le porte ai genitori. Spero di aver contribuito a valorizzare la mia scuola e di aver dato il meglio affinchè il prossimo anno ci siano nuovi alunni che contribuiscano ad allargare la grande e calorosa famiglia della P.Cafaro.

Lorusso Angelica 3^B

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


UNA GIORNATA IN ...OPEN DAY

Il giorno 10 Gennaio dalle 16:00 alle 18:30 si è tenuto l’Open Day presso l’Istituto Comprensivo “P. Cafaro”. Per noi è stata un’occasione per conoscere i futuri alunni che frequenteranno la nostra stessa scuola.Noi ragazzi avevamo il compito di chiarire le idee ai genitori ancora un po’ titubanti. Durante l’Open Day i genitori e i ragazzi hanno potuto osservare dal vivo le diverse attività organizzate dai docenti e dagli alunni stessi (giornalino on line, laboratori di arte, di scienze,linguistici…) per mostrare ciò che noi ragazzi facciamo durante le nostre giornate scolastiche. Io personalmente ho partecipato all’attività del giornalino scolastico e sono felice di aver mostrato una delle tante ottime attività che offre questa scuola. L’anno prossimo io frequenterò la scuola superiore, ma mio fratello allo stesso tempo, frequenterà questa meravigliosa scuola e sono certo che si troverà bene almeno quanto me, perchè penso che sia un ottimo istituto, anche per le numerose possibilità che esso offre.


LAZZARO DI PALMA 3^F

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


Un pomeriggio ...in open day

Il giorno 10/01/2020 c’è stato l'open day dell’Istituto Comprensivo “Verdi- Cafaro” a cui ho partecipato io come alunna , insieme ad altri compagni di altre sezioni, seguiti dalla professoressa Valeria Partucci.

Il pomeriggio è iniziato nel nostro auditorium e l’incontro con le famiglie si è aperto con l’inno della nostra scuola.

I genitori dei futuri alunni che decideranno di far intraprendere la scuola media presso il nostro istituto, hanno potuto visitare i tanti e accoglienti ambienti e laboratori che la nostra scuola possiede e partecipare attivamente alle varie attività organizzate per loro da docenti e alunni.

Genitori e figli si sono mostrati interessati all’idea di scoprire la nostra scuola e il percorso che inizieranno.

Io, personalmente, sono stata entusiasta di poter mostrare loro le “ bellezze” della nostra scuola e raccontare la mia personale esperienza durante i miei tre anni nella scuola, in particolare abbiamo parlato del giornalino on line che vede protagonisti noi alunni che si intitola “Il Pianeta dei Bambini” in cui parliamo delle nostre sensazioni, degli incontri , delle uscite che facciamo ma anche di una normale giornata scolastica.

Sono stata contenta di partecipare all'open day ma anche di presentare ai futuri alunni che verranno le bellezze, le caratteristiche e gli ambienti che dobbiamo imparare a valorizzare e che la nostra scuola ha.

Martina Pellegrino, 3^D

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO


IL PRESEPE DI SAN FRANCESCO

a cura della 2 G - scuola primaria

Che grande emozione è stata per noi alunni della 2^G di scuola primaria la rappresentazione natalizia dal titolo “A Greccio fu Natale” che abbiamo realizzato martedì 17 dicembre, nell’aula di drammatizzazione, alla presenza di genitori e nonni, giunti numerosi ad applaudirci.

La recita che abbiamo preparato con tanto entusiasmo narra del primo presepe realizzato da San Francesco nel lontano 1223; quindi anche noi abbiamo rappresentato quel primo presepe vivente con frati, suore, pastori e naturalmente Maria e Giuseppe, che fecero diventare la collina di Greccio come Betlemme.

Abbiamo così voluto porgere gli auguri ai nostri cari con il vero messaggio del Natale: la semplicità di un Bambino che nasce in una mangiatoia nella notte più bella dell’anno.


La magia del Natale

a cura della 2A - scuola primaria

Natale è una festa magica, ci fa diventare tutti più buoni e ci porta a pensare a chi è più sfortunato di noi e non vive una vita serena come la nostra. Quest’anno abbiamo deciso di raccogliere qualche soldino per partecipare, come intero gruppo classe, perché noi siamo una squadra, alle iniziative di solidarietà della nostra Scuola. Questa esperienza ci ha fatto sentire diversi. Che grande gioia è stata per noi apprendere che la nostra classe è risultata vincitrice del secondo e del terzo premio del progetto di solidarietà “Insieme per l’Africa”. Ricevuti i cesti con tante cose buone, abbiamo subito pensato di donare qualcosa ai poveri e, come facciamo di solito nelle grandi decisioni di classe, abbiamo messo ai voti questa nostra idea: la maggioranza ha deciso di donare i cesti alla Caritas di Andria. Questo gesto, per noi semplice, è stato ripagato con la promessa da parte delle maestre e dei genitori di organizzare a scuola, al rientro dalle vacanze natalizie, una merenda ricca di tante cose buone. Questa esperienza ci ha insegnato che se diamo qualcosa agli altri, riceviamo sempre qualcosa anche noi!


NATALE NELLA NOSTRA CITTA'

a cura della classe 2 C - scuola primaria

Allestire un presepe che coinvolgesse la nostra città e i nostri alunni ci è parsa una bella idea per avvicinare i bambini sia al fulcro religioso del paese che abitiamo sia per guidare gli alunni all'adorazione di Gesù. Ispirarci ad una delle più belle frasi pronunciate dal grande Gianni Rodari nel centenario della nascita poi ci é sembrato naturale quale messaggio da trasmettere ai piccoli: il vero significato del Natale é quella bontà di cuore che vuol dire darsi una mano atteggiamento da perseguire tutto l'anno, sempre.

Ecco quindi tutti i nostri alunni di seconda impegnati in questo compito di realtà intenti a immaginare con noi insegnanti come costruire in miniatura la piazza del paese, a improvvisarsi pittori, a intagliare cartoni col punteruolo a decorare visi a creare pettinature per i personaggi che rappresentano loro stessi. Questi bambini in cammino verso Gesù vogliono essere l'augurio per un Santo e sereno Natale per tutti.


Quest'anno ho avuto l'opportunità di partecipare ad una competizione dedicata a “cervelli matematici”: i “Giochi Matematici del Mediterraneo”.

Le prove che ho dovuto affrontare consistevano in quesiti di logica risolvibili con un procedimento impegnativo ed articolato.

Insomma... la sfida giusta per chi ama mettersi in gioco!

Ho superato, insieme ad alcuni compagni della mia classe, la prima prova, ed è stata una grande soddisfazione.

La seconda prova mi è sembrata subito più ardua, ma dopo pochi minuti ho trovato la giusta concentrazione e sono riuscito ad ottenere un risultato più che buono, qualificandomi per la fase successiva.

Sono soddisfatto del mio risultato e di aver superato anche questa prova insieme ad alcuni compagni, con cui ho già condiviso un'esperienza simile durante la scuola elementare.

Adesso ce la metteremo tutta per farci valere nella prossima sfida: la finale provinciale.

Un grazie alla nostra scuola che ci dà l'opportunità di dimostrare le nostre abilità divertendoci. In bocca al lupo!

Fabrizio Civita 1^A

Scuola secondaria di primo grado


TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO

di Maria Teresa Sgarra, Clelia Carapellese, Michele Sellitri - 5G - scuola primaria

In questi giorni, per il progetto tutti sotto lo stesso cielo, abbiamo realizzato addobbi natalizi con i quali abbiamo poi decorato e abbellito la nostra scuola. Abbiamo creato delle palle di Natale ritagliando delle sagome rotonde da fogli di lucido e incollandoci sopra piccoli pezzi di carta velina rossa. Ogni classe quinta ha realizzato un cartellone, con le parole Joy - Love - Peace - Belive - Christmas che, scritte l’una sotto l’altra, hanno preso la forma di un colorato e alternativo albero di Natale, contornato da tante piccole stelle dorate .