di Azzurra Bersani, Nausica Salvo e Lorenzo Genesi
La nostra scuola contro il bullismo
La lotta contro il bullismo non si combatte con guerrieri e eserciti in battaglia, bensì nelle scuole, dove i guerrieri siamo noi studenti. Noi classi prime ,in questa giornata, ci siamo proprio impegnati per sconfiggerlo.
A gennaio, noi alunni delle classi prime, scuola secondaria, dell'istituto comprensivo Pianello.V.T, siamo stati incaricati di animare una giornata particolare . Non stiamo parlando del compleanno di qualcuno o dei preparativi del Natale, bensí della giornata contro il bullismo e il cyberbullismo. Già da anni, infatti, il 7 febbraio, nel nostro istituto, viene commemorata questa giornata con atti simbolici e inclusivi, per sensibilizzare sempre piú persone per quello che, purtroppo, continua ad accadere in molte scuole del mondo. Per celebrarla, ognuna delle prime del nostro istituto comprensivo ha contribuito a rendere questa giornata memorabile e commuovente in diversi modi.
Noi alunni di Pianello, ci siamo immedesimati nei bulli e nelle vittime, esplorando il loro linguaggio del corpo e abbiamo riflettuto sulle parole.Inoltre,alcuni hanno avuto la possibilità di recitare riflessioni o poesie scritte personalmente; sono stati letti un testo e una poesia scritte da noi e,in aggiunta, una di Gianni Rodari(Le parole).
Sul palco infatti, come in una foto, ci siamo bloccati,rappresentando una scena di bullismo: la stessa scena che, forse, vediamo ogni giorno, ma che ignoriamo. In quel momento, siamo intervenuti fermando i bulli o consolando le vittime esprimendo che, con l'indifferenza, anche noi insultiamo, picchiamo e maltrattiamo la vittima. In seguito, ragionando sulle parole, abbiamo distribuito emoticon fatte da noi a tutti gli spettatori e li abbiamo invitati a scrivere una parola gentile all'interno.Le parole ,infatti, possono essere un ponte tra le persone come possono essere passi che ci allontanano l'uno dall'altro.Infine, abbiamo incollato tutte le emoticon su colorati cartelloni a forma di telefono, facendo riferimento al cyberbullismo. Sembrerà banale, ma è proprio da questi piccoli gesti che si incomincia a combattere veramente contro il bullismo e il cyberbullismo.
Ad Agazzano il tutto si è svolto coinvolgendo le classi della secondaria e la quinta elementare che ha portato un cartellone molto creativo fatto dai più piccoli per contribuire a questa giornata!
Le varie classi si sono riunite nella palestra della secondaria e dopo aver aspettato il silenzio e l’attenzione di tutti quanti è partita una musica che ha accompagnato i ragazzi delle prime a circondare una sedia e in seguito a formare una fila.
In questa fila ogni ragazzo teneva in mano un foglio con sopra disegnata e colorata una lettera e tutti insieme, i fogli formavano la seguente frase: #LA GENTILEZZA FERMA IL BULLISMO!!
Ma la vera protagonista di questa storia è la sedia che era posizionata al centro della palestra per richiamare l’attenzione di tutti quanti sulle parole scritte sui cartoncini colorati attaccati ad essa, per citarne alcune: pace, compagnia, affetto, amichevole, grazie, includere, aiutare…
Dopo di che i ragazzi, le ragazze, i piccoli e i grandi sono stati invitati a ballare tutti insieme con il sottofondo di qualche bella musica per poter riunire tutti in un grande gruppo.
Magari per qualcuno può essere solo stata un’ ora buca… ma il vero significato è stato quello di formare un grande gruppo che ricorda a tutti che stare insieme è meglio del bullismo!
Noi ragazzi di Nibbiano abbiamo assistito al lavoro degli alunni di 1c che ci hanno accompagnati di sopra nella nostra bibloh! dove hanno letto a tutti noi la storia di un pesciolino di nome Guizzino che era stato escluso da tutti gli altri pesciolini perché era di colore diverso. Poi tutto il banco di pesci si trova in pericolo per colpa di un grande tonno. Il pesciolino Guizzino ha un'idea per salvare tutti: unirsi per formare un pesce enorme del quale Guizzino sarebbe stato l’occhio. Questa storia vuole dire a tutto che l’unione fa la forza e che non devi cambiare te stesso solo per piacere agli altri. Dopo questa deliziosa storia di Leo Lionni per le nostre orecchie, i compagni di 1C ci hanno donato delle emoji 😀, che racchiudono frasi incoraggianti. Noi tutti studenti delle medie le abbiamo attaccate sui nostri armadietti.