150 anni… 150 anni che l’Italia ha raggiunto l’unità.
Migliaia di persone hanno donato la vita sotto questa bandiera, orgogliose e patriottiche, coraggiose e leali; a nome del nostro Stato si sono sacrificate per darci quella che ora è l’Italia. Sono convinta che ne dovremmo essere fieri. Io ne sono fiera!
Gente comune, semplici persone come me, come te. Una cosa li ha distinti da tutti noi: il coraggio. Non hanno avuto paura di lottare per ciò che credevano fosse giusto. Senza meriti, senza premi. Semplicemente per unificare il nostro Stato, per condividerlo insieme, diffondendo pensieri e sentimenti. Volevano poter essere riconosciuti per ciò che doveva essere giusto: un popolo unito e libero.
Noi viviamo nella loro vittoria. Perché dopo sofferenza, dolore e timore ce l’hanno fatta. Hanno raggiunto il loro scopo. Possiamo definirci popolo. Tutti insieme.
Patriota: l'unire, l'unirsi, l'essere uniti alla Patria. Specialmente chi combatte per essa.
Una sola definizione e decine di significati. Ecco ciò che erano. Persone, che noi dobbiamo essere più che fieri di poter chiamare italiani. Uomini, donne, bambini che si sono sacrificati per noi. Non si può dimenticare. Dimenticare ciò che sono riusciti a raggiungere.
E ora… ora io sono qui e posso dire: “Sì, sono italiana ed orgogliosa di esserlo”.
Fatima Zucchi
Sindaco dei Ragazzi
Per noi ragazzi e giovani è molto difficile parlare di fatti e avvenimenti accaduti ben 150 anni fa! Ci sembra un tempo lontanissimo, ci sembra “roba di altri tempi” , tempi passati, ormai finiti, storia che fu. Abbiamo sentito raccontare dell’eroe che si chiamava Garibaldi e delle sue eroiche imprese, della dinastia dei Savoia, di politici di nome Cavour, D’Azeglio, di filosofi, pensatori e letterati di nome Mazzini, Silvio Pellico ... nomi, per noi sono solo un elenco di nomi ...
Poi abbiamo ascoltato storie di persone, di libertà represse e censurate, di ingiustizia, di ignoranza, di soprusi, di fame; e questo ci ha un po’ più incuriosito e non ci è sembrato naturale; ci siamo domandati perché uomini debbano essere sottomessi ad altri uomini: non c’è risposta se non per il desiderio di potere dei pochi e l’ignoranza dei tanti ... e l’amara realtà ci dice che ancora oggi ciò esiste nel mondo!
Poi, però, abbiamo sentito parlare di ideali, di guerre per l’ indipendenza , di popolo, di unità del popolo, di patrioti giovani ... patrioti, amanti della Patria, una parola che oggi non appartiene al nostro linguaggio; abbiamo sentito di patrioti giovani che hanno sacrificato la loro vita per unificare l’Italia, renderla indipendente e unita! una passione che sentivano dentro, in nome della giustizia; di certo sarebbe ben più lungo l’elenco dei nomi dei tanti giovani che hanno donato la loro vita, rispetto all’elenco degli eroi mitizzati che oggi ricordiamo! Il sacrificio di giovani ragazzi, anonimi, ragazzi poco più grandi di noi, in nome dell’Italia unita attorno ad ideali di libertà e giustizia, di solidarietà e fratellanza, questo vogliamo ricordare!
È proprio questo che vogliamo conservare nella nostra memoria, il senso che noi ragazzi possiamo trovare in una celebrazione come quella di oggi. Quei giovani, quei patrioti, per noi diventano un modello, un incoraggiamento, non di certo a combattere con le armi, ma a batterci con il dialogo e per il rispetto dei diritti umani, per indiscutibili ideali come la libertà, la solidarietà, la giustizia! Non vogliamo pensare che quelle vite siano state sacrifici inutili e tutto questo può essere più facile se il popolo sente e respira ideali antichi, ma che sono di grande attualità, un popolo che vive la sua identità e sa rispettare le identità degli altri popoli ed esser solidale!
Noi ci sentiamo cittadini italiani e vogliamo esserne orgogliosi!
5 maggio 2011