A cura di: ARTEAGA ISABEL, IORI MATILDE, SPAGGIARI CRISTIAN
L’EVOLUZIONE DELLA MUSICA
La musica, così come la lingua e la cultura in generale, si evolve col trascorrere del tempo.
Prima, dagli anni 70 e 90, i giovani ascoltavano musica rock, punk rock e heavy metal come Sex Pistols, Rolling Stones i Metallica. In questi ultimi anni si sta tendendo alla musica rap, trap e le sue varianti: ma piacciono veramente a tutti i nuovi generi musicali?
Tra gli artisti più ascoltati dai giovani ci sono Sfera Ebbasta, Capo Plaza e Ghali : quali sono gli elementi della loro musica che i giovani apprezzano maggiormente?
Di certo non la voce! Abbiamo notato che sono molti i giovani cantanti che usano spesso l’autotune per modificare la loro voce...è probabile che i loro fans li apprezzino più per il loro stile ( che spesso fa moda) che per le loro doti canore! Anche i contenuti dei testi sono cambiati: sono diventati più volgari ( troppe le parolacce proposte!) e utilizzano parole forti. Oggi gli artisti comunicano non solo attraverso le canzoni, ma anche producendo videoclip che si sono evoluti e perfezionati grazie all’uso delle moderne tecnologie; la loro bellezza e originalità possono determinare il successo del cantante!
La musica fa passi avanti anche su palchi storici come quello di Sanremo, che ha sempre visto classici cantanti come Al Bano, Orietta Berti o Noemi. Invece in quest’ultima edizione sono saliti sul palco dell’Ariston cantanti giovanissimi come Gaia, i Maneskin e Madame. Quest’ultima, oltre a vincere il premio come miglior testo, ha rivoluzionato anche il modo di vestire, presentandosi scalza o vestita da sposa.
Altri cantanti che hanno fatto la differenza a Sanremo sono i Maneskin.
"Che in soli quattro anni siamo passati da cantare per strada e nei ristoranti" dichiara Victoria "a vincere a Sanremo con questo tipo di sonorità, è la dimostrazione che si possono coltivare i sogni".
Ecco i testi delle loro ultime canzoni: “Zitti e buoni”,con la quale hanno vinto Sanremo, e “Vent’anni”, un singolo di successo uscito prima di Sanremo.
ZITTI E BUONI:
Loro non sanno di che parlo
Voi siete sporchi, fra', di fango
Giallo di siga fra le dita
Io con la siga camminando
Scusami, ma ci credo tanto
Che posso fare questo salto
E anche se la strada è in salita
Per questo ora mi sto allenando
E buonasera, signore e signori, fuori gli attori
Vi conviene toccarvi i xxxxxxxxx
Vi conviene stare zitti e buoni
Qui la gente è strana, tipo spacciatori
Troppe notti stavo chiuso fuori
Mo' li prendo a calci 'sti portoni
Sguardo in alto tipo scalatori
Quindi scusa mamma se sto sempre fuori, ma
Sono fuori di testa, ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Io ho scritto pagine e pagine, ho visto sale poi lacrime
Questi uomini in macchina e non scalare le rapide
C'è scritto sopra una lapide, in casa mia non c'è Dio
Ma se trovi il senso del tempo risalirai dal tuo oblio
E non c'è vento che fermi la naturale potenza
Dal punto giusto di vista, del vento senti l'ebbrezza
Con ali in cera alla schiena ricercherò quell'altezza
Se vuoi fermarmi ritenta, prova a tagliarmi la testa perché
Sono fuori di testa, ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Parla, la gente purtroppo parla
Non sa di che cosa parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l'aria
Parla, la gente purtroppo parla
Non sa di che cosa parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l'aria
Parla, la gente purtroppo parla
Non sa di che xxxx parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l'aria
Ma sono fuori di testa, ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Noi siamo diversi da loro
LE NOSTRE RIFLESSIONI:
Questo testo è ricco di significati importanti, come la bellezza della diversità, che viene valorizzata come una cosa positiva e non negativa.
Nella prima strofa affermano di non essere compresi perché si distinguono dal modello dell’attuale ragazzo perfetto. Infatti questo tema ripercorre tutta la canzone, è evidente specialmente nel ritornello e nella frase “fuori gli attori” che evidenzia la falsità di certe persone, le quali vivono come se indossassero una maschera, come se stessero recitando un copione, solo per piacere agli altri.
Il testo, insomma, parla di ragazzi ribelli, menefreghisti dell’opinione degli altri e fieri del loro “essere diversi”. Nonostante questo, rimangono ragazzi fragili come appare chiaro nella frase “Con ali in cera alla schiena ricercherò quell'altezza” riferendosi al mito di Icaro. Noi ragazzi ci sentiamo come i Maneskin, cerchiamo di essere forti ma, come tutti, abbiamo anche le nostre “ali di cera”.
In poche parole, a noi la canzone è piaciuta molto: nonostante la nostra prima veloce impressione, non proprio positiva, e i nostri giudizi affrettati, essa nasconde significati profondi.
VENT’ANNI:
Io c'ho vent'anni
Perciò non ti stupire se dal niente faccio drammi
Ho paura di lasciare al mondo soltanto denaro
Che il mio nome scompaia tra quelli di tutti gli altri
Ma c'ho solo vent'anni
E già chiedo perdono per gli sbagli che ho commesso
Ma la strada è più dura quando stai puntando al cielo
Quindi scegli le cose che son davvero importanti
Scegli amore o diamanti, demoni o santi
E sarai pronto per lottare, oppure andrai via
E darai la colpa agli altri o la colpa sarà tua
Correrai diretto al sole oppure verso il buio
Sarai pronto per lottare, per cercare sempre la libertà
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
Spiegare cos'è il colore a chi vede bianco e nero
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
E prometti domani a tutti parlerai di me
E anche se ho solo vent'anni dovrò correre
Io c'ho vent'anni
E non mi frega un xxxx, c'ho zero da dimostrarvi
Non sono come voi che date l'anima al denaro
Dagli occhi di chi è puro siete soltanto codardi
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
Spiegare cos'è il colore a chi vede bianco e nero
E andare un passo più avanti, essere sempre vero
E prometti domani a tutti parlerai di me
E anche se ho solo vent'anni dovrò correre per me
E sarai pronto per lottare, oppure andrai via
E darai la colpa agli altri o la colpa sarà tua
Correrai diretto al sole oppure verso il buio
Sarai pronto per lottare, per cercare sempre la libertà
C'hai vent'anni
Ti sto scrivendo adesso prima che sia troppo tardi
E farà male il dubbio di non essere nessuno
Sarai qualcuno se resterai diverso dagli altri
Ma c'hai solo vent'anni
LE NOSTRE RIFLESSIONI:
Questo testo affronta le stesse tematiche di “Zitti e buoni”, aggiungendo il concetto della paura di non poter far la differenza a causa dell'essere giovani, la paura di non differenziarsi e di non venire ricordati. Anche se sono giovani, loro sentono il bisogno di essere ricordati e di lasciare un’impronta nel presente per cambiare il futuro.
Un altro argomento di cui tratta la canzone è quello di battersi per la libertà e per l’uguaglianza, riprendendo il concetto dell’essere diversi già citato in “Zitti e buoni” nella frase “Sarai qualcuno se resterai diverso dagli altri”. Questa è stata anche la frase che ci ha colpito di più, perché riassume in poche parole il significato della canzone.
Focalizzandoci sul testo, troviamo più profondo quello di “Vent’anni” ma come melodia è sicuramente più energica quella di “Zitti e buoni”.