Abbiamo scelto questi dati perché volevamo capire in dieci anni quanti km^2 di edifici industriali e abitativi si sono aggiunti alla retta passante da un paesino in Trentino nella comunità delle Giudicarie, cioè Tione (dal 2015 al 2025) e ai paesi circostanti. Abbiamo scelto questo problema perché dalla diminuzione di alberi e zone verdi comporta anche la diminuzione di conversione di CO2 in O2, oltre al fatto che durante le precipitazioni se c'è il prato o il bosco assorbe l’acqua, mentre se c’è il cemento, l’acqua va nei tombini per poi ammassarsi tutta insieme aumentando il rischio di alluvioni . È emerso che in tutti questi anni si sono aggiunti circa 0.72 km^2 di “cemento”. Ci siamo concentrati sul mese di luglio, dato che la neve avrebbe potuto confonderci con ciò che è cemento e cosa non lo è. I colori falsi li abbiamo usati perché in estate i campi sono coltivati e avrebbe potuto confonderci anche questo. Abbiamo preferito focalizzarci sulla retta di Saone, dato che è la strada che permette di arrivare nelle altre parti della valle, soprattutto nella Val del Chiese, che è il luogo dove ci sono le maggiori industrializzazioni.
fonte immagine: Copernicus Browser - sentinel 2 (L2A) - falsi colori
Piste da sci --> 0.1 km^2
Zone industriali --> 0.14 km^2
Zone industriali --> 0.05 km^2
Zone abitate (Zuclo) --> 0.05 km^2
Zone abitate (Preore) --> 0.08 km^2
Zone abitate (Saone) --> 0.09 km^2
Zone vicino alla retta --> circa 0.2km^2
PER UN TOTALE DI CIRCA 0.71 km^2
Qualche anno fa presso la pista di sci a Bolbeno nel comune di Borgo Lares, hanno aggiunto 0.1 km^2 grazie ad un finanziamento della provincia autonoma di Trento e di Trentino sviluppo. Questo ha portato una diminuzione del bosco, anche se d’estate, autunno e primavera, è disponibile come prato. Sotto molti punti di vista è stato un investimento svantaggioso dato che ha fatto spendere molti milioni di euro ricavati dalle tasse dei cittadini, inoltre con il disboscamento e gli impianti sciistici ha portato all’aumento di emissioni e alla diminuzione di conversione di anidride in ossigeno. Inoltre è la pista da sci più bassa d’Italia, quindi forse in un passato più nevoso avrebbe avuto senso investire così tanto, ma in questi anni gli inverni portano sempre meno neve naturale, e questo porta un ulteriore perdita di denaro, per produrre neve artificiale. Bisogna anche dire però che i soldi spesi danno anche un profitto consistente al comune di Borgo Lares. Oltre ai contro questa pista ha avuto anche i suoi pro: molti ragazzi hanno imparato lì a sciare, dato che i prezzi sono ridotti rispetto agli altri impianti sciistici. È notizia recente che Legambiente abbia segnalato questo investimento attuato dalla Provincia Autonoma di Trento per essere inserito nell’elenco delle Bandiere Nere 2026.
Riguardo questo tema del consumo di suolo pensiamo che continuando così presto ci ritroveremo anche qui in montagna con pochi alberi, quindi poca conversione di anidride carbonica e più rischio di valanghe. Soprattutto perché la maggior parte degli edifici costruiti sono destinati ad affitti turistici e costruendone si aumenta il problema.