Dall'Atari alla Blockchain

La mia storia lavorativa

Non essere un nativo digitale ha i suoi vantaggi, ho avuto la fortuna di conoscere l'informatica mentre i computer e poi il web conquistavano il mondo, ero tra quelli che si portavano a casa ogni novità. L'esordio è stato con l'Atari, la mia prima console di video games, poi il mio primo computer con tastiera: il Commodore Vic20. Da lì in poi è stata una ricorsa sempre al "nuovo modello", il Commodore 64, l'Amiga 500, 1000, Zx Spectrum, i sistemi MSX, sino ad arrivare al mio primo pc. Era l'iniziazione al linguaggio informatico: imparo il Basic. Ho iniziato a programmare per fare i videogiochi, una passione che ha prefigurato quello che sarebbe stato il mio futuro.

Quando Steve Jobs ha presentato il primo Mac domestico mi sono convertito, mi sono detto "diventerò per sempre un fedelissimo Apple". Mentre i computer crescevano in potenza e diffusione, venivo coinvolto nell'attività di agente immobiliare di mio padre, già operativo in una delle agenzie storiche di Como. Era l'epoca in cui il pc in ufficio si usava come fosse una macchina da scrivere finché, irrompeva Internet in agenzia e il pc serviva anche per recuperare un numero di telefono, livello: Pagine Gialle. La strada verso l'informatizzazione era ancora lunga.

Ogni estate mio padre chiamava una agenzia immobiliare in giro per il mondo : "vi mando mio figlio, fategli vedere come funziona il mercato da voi". Prima esperienza Parigi, poi Londra, anche Tirana, e poi.. e poi New York. Intanto, correva l'anno 2000, la mia passione si trasformava in un semi lavoro. Pensavo: "se in Internet ci sono diversi attori, posso metterli in comunicazione" così creavo messaggianonimi.it con 500.000 delle vecchie lire di investimento. Avviato con i 200 indirizzi email di amici e conoscenti, in tre mesi accumulavo 25 mila messaggi inviati tra sconosciuti. Non passava molto tempo e un'importante azienda di telecomunicazioni italiana comprava la mia idea. Poco tempo dopo veniva approvata la legge sulla privacy e tutto ciò veniva archiviato nella preistoria del web. Con il ricavato della vendita, avviavo la mia prima agenzia immobiliare, convincevo mio padre a lavorare con me e tornavo a New York.

revofactory e miogest

A New York erano in circolazione i primi iPhone, vedevo gli agenti immobiliari che lavoravano negli Starbucks, prendevano il caffè, aspettavano i clienti, proponevano le loro offerte, l'iPhone dava questa libertà, mentre noi in ufficio utilizzavamo il computer praticamente solo per creare file in Excel. L'abitudine di guardare cosa succedeva altrove mi portava a chiedermi: "perché non creare un gestionale per la mia agenzia, così gli agenti possano avere accesso ai dati mentre lavorano in movimento". Con l'amico programmatore Sevan Mekiker, nella cameretta di mia figlia non ancora nata, programmavamo codice informatico, di notte, finché nacque miogest, un gestionale immobiliare a misura dell'agenzia e basato sul web. Eravamo ancora nell'era in cui i programmi si installavano tramite cd rom e poi si aspettavano gli aggiornamenti via posta, non quella elettronica(!), il gestionale immobiliare che avevo immaginato, sognato e creato era già oltre, "girava" su Internet.

Ero talmente convinto che un prodotto del genere potesse essere utile a molti operatori del settore che fondai con Sevan la società revofactory Srl: non passa nemmeno un anno, sperimentavo la vendita del gestionale alle agenzie. In sei mesi: 500 clienti. Nuovo ufficio, nuova impresa, la società revofactory Srl iniziava a creare tecnologia attorno al prodotto principale: il gestionale. L'impatto dell'uso diffuso richiedeva una infrastruttura tecnica a supporto che fu creata in breve tempo.

Oggi le licenze attive di miogest in Italia e Svizzera sono migliaia. Su richiesta delle agenzie, revofactory realizza il sito internet, la app, la Facebook app. Siamo diventati bravi a fidelizzare i clienti del settore, fino ad intercettare le loro esigenze.

Segretarie virtuali

Qualche anno dopo arrivava la crisi del mercato immobiliare, in quei momenti difficili le agenzie riducevano il personale di segreteria, salvo poi averne estremo bisogno. L'idea: affittare segretarie alle agenzie immobiliari. A Brescia conoscevo una società di call center che cercava nuovi modi per svilupparsi, così le proponevo di lavorare per me.

Avevo formato tutte le operatrici del call center all'utilizzo del mio gestionale in modo che lo conoscessero alla perfezione, poi avevo offerto il servizio di segreteria alle agenzie. Oggi, quando c'è una chiamata, viene trasferita all'operatrice che in contemporanea apre il gestionale di quella specifica agenzia. La segretaria propone immobili, organizza appuntamenti, archivia richieste dei clienti.

L'industrializzazione dei processi

Oggi la direzione di revofactory è quella dell'industrializzazione di ogni singolo processo di vendita, dall'assistenza, alla vendita sino alla programmazione e alla creazione dei prodotti proptech. Metto in pratica sistemi per velocizzare e automatizzare le procedure lavorative. Nella nostra società abbiamo una gestione del tempo flessibile. Un'altra scelta è stata di eliminare la carta, contratti compresi. Tutto è archiviato in forma digitale e depositato su server raggiungibili da qualsiasi componente del team lavorativo. La sede di revofactory ad Albese con Cassano (Como) è in legno e acciaio, in coerenza con l'identità ricercata di start up ecologica con un ambiente di lavoro vivibile. In anni di esperienza ho capito che i collaboratori sono il bene più prezioso di una azienda, soprattutto tecnologica e il benessere nel luogo dove operano è fondamentale.

Il 26 giugno del 2020 il Leader tecnologico dei Portali immobiliari europei, idealista, ha acquistato la società revofactory mantenendo la mia posizione di Ceo e l'identità aziendale della stessa. Ora grazie a idealista la sfida diventa più interessante: nuovi mercati, nuove routine lavorative, una struttura importante che può far crescere le mie idee e i prodotti realizzati.

bitcoin e blockchain

Dall'Atari alla Blockchain, l'evoluzione della mia storia da imprenditore nei servizi per il settore immobiliare / proptech, svoltò nel 2010 proprio quando miogest era un prodotto acerbo.

Un amico mi chiamò da San Francisco: "sai cosa sono i bitcoin e cosa vuol dire il termine criptovaluta?". Prendeva così avvio il mio primo investimento nella moneta digitale e il valore crebbe come l'interesse per la tecnologia che la componeva, la blockchain.

Oramai abituato a concentrarmi su due progetti contemporaneamente, in quegli anni, passavo da essere agente immobiliare e imprenditore del proptech a imprenditore del proptech e bitcoin evangelist

Dopo oltre un decennio di utilizzo e studio di bitcoin, oggi, la mia esperienza con la regina delle monete digitali si divide in 3 ben definiti ruoli: sono Hodler. Sono Trader. Studio la tecnologia blockchain.

Hodler

In poco tempo divento un hodler. Accumulo bitcoin e altre specifiche monete digitali nei miei wallet con la speranza che il valore di queste aumenti nel tempo. Non mi preoccupo di comprare e vendere in continuazione per trarre profitti ma eseguo di tanto in tanto qualche acquisto e praticamente nessuna vendita. Studio i progetti che caratterizzano ogni moneta, attendo il momento giusto per acquistare quando il loro valore è in forte ribasso.

Il termine “hodler” deriva da un errore ortografico fatto da un utente di Bitcoin Forum nel dicembre 2013. Questo, invece di scrivere “I’m holding” come oggetto di un suo messaggio per far notare a tutti il suo interesse a conservare e non a vendere le sue monete, scrisse erroneamente “I’m hodling” coniando un nuovo verbo adottato poi da tutta la comunità di Bitcoin.

Trader

Per alcune specifiche monete dalla forte volatilità dei prezzi, mi trasformo in trader per eseguire le operazioni di acquisto e vendita utilizzano piattaforme di exchange che mettono a disposizione strumenti come indicatori, funzionalità evolute di buy / sell e conversione monetaria.

Studio la tecnologia blockchain

Grazie a bitcoin ho conosciuto una delle tecnologie che lo compone e che compone tutte le cripto monete e i token oggi esistenti. La blockchain, negli ultimi anni, è per me diventata una fonte inesauribile di idee e di applicazioni tanto da farmi diventare progettista delle procedure di smart contract applicabili al settore immobiliare e non solo.

Oltre a questo mi ha fatto conoscere varianti di utilizzo come finanza decentralizzata (DeFi) e il settore dell'atre digitale certficiata da non fungible token (NFT).

Risultato

L'hodling ha enfatizzato la mia idea di investimento a lungo termine. Ora analizzo tutti gli aspetti dei singoli investimenti che effettuo. Per gli investimenti in criptovalute mi informo su ogni aspetto, li analizzo, li imparo a memoria e poi accumulo le loro monete. Ho imparato a utilizzare almeno una quarantina di wallet software, quelli online e quelli hardware (i più sicuri). Cerco token promettenti che penso possano diventare riserva di valore o che possano avere applicazioni nel mondo reale fra qualche anno.

Il trading ha risvegliato in me la parte inventiva per la risoluzione dei problemi: dopo qualche anno di applicazione manuale e inseguimento della volatilità dei prezzi giorno e notte (il mercato delle cripto non dorme mai), ho trasformato in robot informatico le mie tecniche di buy e sell basate su una moltitudine di indicatori e strumenti finanziari. Nel 2020 è nato Satibot. Satibot analizza, in pochi decimi di secondo, oltre 60 indici tecnici finanziari per proteggere la perdita del capitale o per incrementare il valore dello stesso.

Attualmente il robot è utilizzato dame in forma privata e in esclusiva sino alla fine del 2022, da un ristretto gruppo di investitori internazionali che, dopo essere stati early adopters dello stesso, ora gestiscono i loro trading grazie a Satibot.