Al centro della piazza possiamo notare il monumento dedicato a Vittorio Emanuele II, posto ad un’estremità del “listòn” in trachite grigia con inserti di pietra bianca, ad imitazione di piazza San Marco a Venezia; la piazza in epoca medievale era pavimentata in cotto. Oggi è circondata da alcuni gioielli architettonici.
Questa piazzetta adiacente al Palazzo della Loggia era adibita a mercato del pregiatissimo grano del Montagnanese. Al centro della piazza è collocata una colonna un tempo sormontata dal Leone di San Marco dono della Serenissima; questa colonna inizialmente (1751) era stata posta al centro della Piazza Maggiore.
Questo antico Palazzo risale al Trecento, quando venne innalzato con funzione di casa-fortezza per la Famiglia dei ricchi banchieri Bocarini Brunoli da Leonessa che diede i natali a Jacopa da Leonessa, futura moglie del celebre condottiero Erasmo da Narni detto il Gattamelata. Alla fine del XV secolo la dimora passò alla nobile famiglia dei Pisani come testimonia lo stemma lapideo con leone rampante posizionato sopra il portale d'ingresso. Nell'Ottocento, l'edificio venne acquisito dalla Famiglia Pomello Chinaglia, industriali e proprietari terrieri, che tutt'oggi ne sono i proprietari. Il Palazzo si compone di un corpo centrale con uno sfarzoso salone per le feste, di un corpo secondario cinquecentesco, di un'ampia barchessa del XVI secolo e di un giardino padronale.
Questo variopinto palazzo, di probabile origine rinascimentale, venne acquistato nel corso dell'Ottocento dall'astronomo Giovanni Santini, figura di spicco dell'Università di Padova che, nel 1860, affidò il restauro all’architetto Antonio Caregaro Negrin. E' curioso per le sue decorazioni "patriottiche", gli intonaci sono di colore bianco, rosso e verde che costituiscono un richiamo alla bandiera italiana e al Risorgimento; alcuni membri della famiglia infatti presero parte alla Spedizione dei Mille. Sopra le arcate del portico sono presenti due clipei in pietra bianca che raffigurano Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini.
Il Palazzo costruito nel 1877, sorge sul luogo precedentemente occupato dall'antica Chiesa di San Giovanni Battista e dall'annesso ospizio. Nell'ottocento questi edifici, ormai fatiscenti, furono acquistati e demoliti dal Comune per dare spazio a questo palazzo che per decenni divenne nuovo centro di vita culturale e mondana. Lo spazio della loggia al piano terra fu adibito a mercato coperto per grani.
Si tratta della sede del primo istituto bancario della storia di Montagnana fondato nel 1497 su spinta dei Frati Osservanti Francescani, per contrastare il prestito ad usura allora praticato dalle comunità ebraiche. Il palazzo come lo vediamo oggi nella sua essenzialità geometrica è frutto di un restauro settecentesco.
Uno degli edifici più prestigiosi della piazza è senza dubbio questo esempio di architettura settecentesca. La facciata al piano terra presenta un portico su arcate che poggiano su nove colonne in trachite grigia concluse da capitelli di ordine dorico; nella parte superiore presenta sette grandi finestre rettangolari e un timpano mette in evidenza il corpo di fabbrica centrale.
Le prime attestazioni di questo palazzo risalgono al '500; tuttavia il primo nucleo potrebbe risalire ad un’epoca precedente, forse addirittura medievale. L'armoniosa facciata in stile seicentesco presenta sottili colonne al piano terra, grandi finestre al primo livello e due grandi camini in stile veneziano in copertura.
Osservando questo palazzo, non bisogna farsi ingannare dall'apparenza medievale. Si tratta infatti di un "falso" eretto nel 1924 in seguito ad un incendio che distrusse tutto l'isolato costituito palazzi medievali.