Palazzo Pisani, conosciuto anche come Villa Pisani, venne commissionato da Francesco Pisani ad Andrea Palladio nella seconda metà del Cinquecento. Pisani, un nobile mecenate veneziano amico di artisti e letterati (da Paolo Veronese ad Alessandro Vittoria), fece edificare a Montagnana una residenza che doveva essere sì una dimora che riflettesse il suo gusto sofisticato, ma soprattutto il centro propulsore delle sue attività; per questo scelse il migliore architetto dell’epoca, nonché uno dei più grandi della Storia dell’architettura italiana.
STORIA: Palladio realizza tra il 1553 ed il 1555 per l’amico Pisani un edificio che è insieme palazzo di città e casa di villa, formula quindi il concetto di ‘residenza suburbana’. La villa è inserita dal 1996 nella lista dei patrimoni dell’UNESCO, come altre ville palladiane.
ESTERNO: Per la prima volta compare in villa un doppio ordine (dorico al piano inferiore e ionico al piano nobile) di semicolonne e un doppio loggiato coronato da timpani, soluzione già incontrata in Palazzo Chiericati. Nella facciata anteriore su strada è collocato il portale d’ingresso affiancato da quattro semicolonne; un fregio dorico separa il livello inferiore dal piano nobile dove si ripropone lo stesso motivo ma con semicolonne di ordine ionico. In sommità un fregio ionico che reca l'iscrizione "Franciscvs Pisanvs Io.[hannis] F.[ilius] F.[ecit]” e un timpano con lo stemma dei Pisani concludono la facciata. Il fronte sul giardino si presenta più articolato per la presenza del portico e della loggia superiore.
PIANTA: Caso raro nella produzione palladiana, la villa è a due piani: il superiore con gli appartamenti padronali, l’inferiore per la vita di tutti i giorni, quando si trattano affari e si ricevono i fittavoli, e non solo d’estate come provano i numerosi camini. I due livelli presentano la medesima articolazione degli spazi interni.
INTERNO: il palazzo è a due piani, il superiore con gli appartamenti padronali, l'inferiore per la vita di tutti i giorni, quando si trattano affari e si ricevono i fittavoli. L'ingresso è caratterizzato da un atrio con quattro colonne, elemento inaugurato dal Palladio il quale nel suo trattato scrive che: “sostentano il pavimento della sala e fanno l’altezza del volto bella e secura”. Sempre nell'atrio, all'interno di nicchie alle pareti, sono collocate eleganti sculture realizzate da Alessandro Vittoria, raffiguranti le Quattro Stagioni.
Attualmente il palazzo è di proprietà della Famiglia Placco e può essere visitato in alcune occasioni speciali, quando vengono organizzate delle visite guidate.