Origine del Duomo
Il 2 novembre 1489 il segretario di Pietro Barozzi, vescovo di Padova, effettuava la visita alla nuova costruzione. Il primo progetto iniziato da Cristoforo da Bolzano non riuscì a essere completato secondo le sue volontà, perciò venne concluso attraverso il lavoro di Lorenzo da Bologna, architetto di notevole valore.
Risale all’epoca del podestà di Montagnana, Marin Sanudo, epoca alla quale corrisponde la dominazione veneziana: lo si può dedurre grazie all’influenza artistica di architetti veneziani e la presenza di personaggi appartenenti alle famiglie della laguna.
Lo possiamo notare anche dalle edicole cuspidate poste sulla sommità dell’edificio sacro alla quale si ispira: la chiesa veneziana di Santo Stefano.
Il Duomo è dedicato a Santa Maria Assunta, dal 1426 patrona di Montagnana.
Analisi
La chiesa si presenta con una pianta a croce latina e l’asse principale si orienta secondo i punti cardinali. Questo consente di ottenere uno straordinario effetto di “orologio solare“. Possiamo notare la presenza di due semicolonne poste ai lati dell’ingresso principale sormontate da due sfere che fungono da orologio in sé, infatti si illuminano in corrispondenza del solstizio d’inverno e d’estate.
Tre rosoni e numerosi finestroni assicurano l’illuminazione mentre i fianchi sono percorsi da robuste lesene.
L'ingresso presenta un portale monumentale (1) che si distacca dal resto della facciata per il colore bianco (marmo) rispetto ai mattoni presenti attorno: verso il 1530 venne collocato come lo si può vedere quotidianamente, probabilmente opera di Jacopo Sansovino, con un medaglione raffigurante una Madonna con Bambino attribuibile ad Antonio Minello.
L’interno presenta una stupefacente fisionomia rinascimentale, infatti la volta della navata e del presbiterio è a botte mentre i catini absidali del transetto formano due raffinate valve di conchiglia. Alle estremità del transetto sono presenti le Cappelle Maggiori di S. Antonio (braccio dx.) e del Santissimo (braccio sx.), mentre ai lati del presbiterio sono collocate le due Cappelline di S. Rocco e di S. Lorenzo.
Il David (2) e la Giuditta (3) di Giorgione
Questi affreschi rappresentano alcuni dei più famosi episodi biblici: l’eroe David che sorregge la testa del gigante Golia e Giuditta che ha appena decapitato il fiero Oloferne.
Per quanto riguarda la datazione di questi affreschi si può parlare degli inizi del 500, motivo per cui si può notare una forte impronta di stampo rinascimentale, attribuibile a Giorgione, artista proveniente da Castelfranco Veneto, che contemporaneamente passava per Montagnana.
Giorgione
Un "pezzo" di Montagnana è finito a Rotterdam, un disegno che raffigura il Castello di San Zeno, fortezza duecentesca fatta costruire da Ezzelino III da Romano, oggi sede del Museo Civico e della Biblioteca Cittadina. questo dipinto attesterebbe la presenza a Montagnana del Giorgione che è avvalorata dal ritrovamento nel 1930 dei due dipinti che raffigurano il David e la Giuditta.
La Battaglia di Lepanto (4) di De Rossi
Il quadro è un olio su tela databile nei primi decenni del '600 che raffigura solo una fase dello scontro, infatti possiamo notare sia la flotta veneziana insieme a quella degli alleati che quella degli infedeli che si distinguono dalle bandiere. L’artista estense seicentesco Giulio De Rossi inoltre non dimentica di rappresentare il vento: grazie alla sua straordinaria importanza durante il conflitto si pensa che sia stato addirittura emesso da alcuni personaggi biblici, ed è proprio per questo che in alto a sinistra sono rappresentate la Vergine Maria e Santa Giustina, poiché quel giorno era dedicato a lei.
Madonna in trono (8) del Buonconsiglio
I critici la definiscono una delle opere maggiori di Giovanni Buonconsiglio, artista del XV/ XVI secolo originario di Montecchio Maggiore nel vicentino. Il dipinto risale al 1507 circa e raffigura la Vergine in trono che porge un cardellino, simbolo della futura passione, al piccolo Gesù. La scena è inserita all'interno di una complessa architettura con il trono collocato al centro sopra un basamento ottagonale; alla sua sinistra sono presenti le figure dei Santi Giovanni Battista, Pietro e Girolamo alle loro spalle, mentre sulla destra sono raffigurati San Paolo e San Sebastiano e, dietro di loro, un vescovo (forse il Barozzi).
La Trasfigurazione di Cristo (6) di Paolo Veronese
La pala dell'Altare Maggiore, una grande tela realizzata da Paolo Veronese nel 1555-1556, raffigura l'episodio dei Vangeli che narra della Trasfigurazione di Cristo. Gesù, rappresentato con vesti bianchissime avvolto da un'alone di luce splendente, si trova sul monte Tabor tra Mosè ed Elia, mentre sopra di loro dai cieli aperti scendono degli angeli e dei putti alati. Sotto, i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni osservano la scena da terra e si coprono il volto per la potente luce emanata da Cristo.
Il catino absidale: L'Assunzione della Vergine (7) del Buonconsiglio
Il catino absidale affrescato da Giovanni Buonconsiglio nel 1518 circa, rappresenta "L'Assunzione della Vergine"; il sottostante semicilindro dell'abside, è ricco di un interessante apparato decorativo il cui disegno al principio era attribuito ad Andrea Palladio ma a seguito di alcuni studi si è arrivati alla conclusione che fosse piuttosto da ricondurre ad un suo noto collaboratore, Andrea da Vento da Ferrara. Il grande affresco di circa 140 mq. di superficie, raffigura l'episodio dell'Assunzione di Maria con i dodici apostoli, i profeti Mosè ed Elia e gli angeli. L'Assunta è la Santa patrona della comunità di Montagnana e viene celebrata il 15 agosto.
L'altare Maggiore è una probabile opera di Jacopo Sansovino, noto architetto fiorentino.
L’antica Cappella del Rosario (5)
La Cappella del Rosario, situata nella vasta parete nord della navata, dispone di una ricchezza decorativa non indifferente: presenta un arco trionfale, opera di Giovanni Bonconsiglio, accuratamente realizzato con figure e decorazioni cinquecentesche il tutto accompagnato da candelabre ricamate. Al centro è posta una statua lignea policroma raffigurante la Vergine che venne presumibilmente trasportata a Montagnana attorno al 1500 da un Pretore della città lagunare. Fu incoronata "Vergine del Rosario" e proclamata patrona di Montagnana. Nonostante questo, ciò che cattura maggiormente l’attenzione del visitatore sono gli affreschi del catino absidale raffiguranti immagini mitologiche e relazionate allo zodiaco.
Partendo da sinistra, possiamo distinguere Pegaso, il mitico destriero alato, la nave degli Argonauti e al centro le due Orse (Maggiore e Minore, separate dal Dragone). Sulla destra, tre linee parallele stanno ad indicare la fascia dello zodiaco, su cui si stagliano il Leone e la Vergine alata con quattro spighe. Il Leone, a sua volta, reca su di sè un sole oscurato dalla luna, a ricordo di un'eclissi.
Infine, sulla destra, possiamo riconoscere un eroe barbuto vestito di una pelle leonina e armato di una clava; si tratta probabilmente di Orione.