Maria raggiungeva lo specchio solo quando il vento si assopiva, e con pazienza si sedeva alla sua riva ad aspettare, talvolta addormentandosi. Era conosciuta per il suo dolce sorriso, la schiena ricurva, e i lunghi ciuffi incanutiti che le circondavano il viso, come fossero perle preziose pescate lontano.
Con le ciglia piegate sulle guance, Maria si accorse di Lei per via del gattone che abitava a prua dell'Etoile. L'animale si rivoltava al sole, miagolando con piacere all'acqua, tendendo la zampina a Qualcuno.
“Sei in anticipo…” disse con sorpresa la vecchia, rinvigorendo di scatto.
La Ragazza le sorrise, increspando la superficie del riflesso celeste.
“ A parer mio, credo che dovresti proprio partire per quel viaggio… ”
La splendida Donna la guardò; restando muta inclinò il capo da un lato, con fare confuso. Aveva occhi leggeri, dello stesso colore di quelli di Maria. Le sorrideva appena.
“Ah, che testona! Non mi stai mai a sentire… e farai tutto il contrario di quel che ti dico, già lo so! ” protestò la saggia.
L’anatra starnazzò nel suo planare sul lago, e una sua piuma cadde, increspando lo specchio. Creò un merletto di gocce delicate, tanto che la Ragazza - dall’altro lato - sentì il solletico fin sul suo viso.
“Qualsiasi cosa accadrà, sappi che di coraggio ne avrai abbastanza. Io sono fiera di te…” sospirò l’anziana.
Come mosso dal suo fiato, il fiero vento si alzò da sud e Maria si scosse in un brivido, raccogliendo le gonne per trattenere il calore.
I rivoli d’aria appannarono lo specchio e Maria rimase sola, dipinta tra le nuvole, e pennellate di montagne e di cielo.
Non salutò il Suo riflesso, né si voltò a cercarlo. Si alzò e se ne andò, portandosi appresso il rimpianto della sua vita passata.