30Apr22
30Apr22
di Riccardo Ruggeri
Che Marcell Jacobs fosse diverso in pochi l’avevano capito, ancora meno credevano che sarebbe potuto trasformarsi nel giro di pochi mesi nell’uomo più veloce del pianeta. Il segreto che sta dietro a questo? Tecnica, costanza e, in gergo tecnico, olio di gomito. Le tappe della sua scalata sono state così veloci che nemmeno noi, suoi connazionali, sapevamo chi fosse prima dell’impresa olimpica dei 9.80 secondi alla finale dei 100 metri maschili. Nell’arco di 2 mesi infatti è riuscito ad annientare il record italiano stabilito dall’amico-nemico Filippo tortu, a battere nuovamente quel record e poi in semifinale ad annientarlo per la terza volta con soli 9.84 secondi, che sono il nuovo record europeo, prima della magica finale. Così il 2 agosto alle 14 e 34 minuti il ghepardo italiano ci ha fatto piangere davanti alla tv, conquistando, per la prima volta nella storia dell’atletica italiana, la medaglia d’oro dei 100 maschili davanti agli occhi di tutto il mondo, poteva fermarsi a questo? Ovviamente no, due giorni dopo vince insieme a Fausto Desalu, Lorenzo Patta e Filippo Tortu, l’oro nella staffetta 4x100 maschile rendendo, noi italiani, fieri di lui e dei nostri 3 velocisti migliori. Da qui, il ritorno a casa in trionfo, il meritato riposo che si è interrotto solo un mese fa con tre vittorie consecutive nelle gare indoor dei 60 m e con l’unica nota negativa di una falsa partenza, che gli è costata l’espulsione, nella gara a Belgrado, dove il 20 marzo tornerà per riscattarsi e vincere i mondiali contro i migliori velocisti del pianeta. Siete pronti? Se lo siete allora allacciate le cinture e tenetevi forte, perché Marcell non è pronto a deludere le aspettative, questo è solo l’inizio del suo incredibile viaggio.