30Apr22
30Apr22
di Gabriele Panni
La guerra in Ucraina è una situazione complessa poiché entrambe le parti rappresentate rispettivamente da Ucraina e Russia hanno valevoli motivazioni. Le più importanti sono quelle legate alla difesa reciproca, cioè gli ucraini cercano la difesa della Nato dalla Russia e i russi cercano la difesa dei confini dalla Nato.
Ma da un confronto con ragioni diverse si è passati ad una vera e propria guerra, in cui, nonostante le provocazioni ucraine, sono stati i russi e Putin ad attaccare per primi.
Nonostante l’Ucraina si difende e resiste la Russia ha armi più avanzate, ma questo conflitto, da guerra lampo come previsto da Putin, si sta trasformando in una logorante e continua lotta in cui nessuna delle parti riesce a trionfare fino in fondo.
È triste che oggi scoppino ancora guerre nella parte di mondo che definiamo “civilizzato” e le conseguenze politiche, economiche, sociali e umanitarie sono incalcolabili.
Questa è una guerra senza senso che si sarebbe potuto evitare e dalle cause storiche non sono esenti la Nato e gli Stati Uniti, che negli anni ’90 promisero all’Unione Sovietica che se avesse rinunciato alla sua influenza nell’Europa Orientale l’Alleanza Atlantica con si sarebbe espansa. Ma non mantennero la promessa e oggi la Nato è arrivata fino alle Repubbliche Baltiche, con l’appoggio dell’Europa che non si è mai dichiarata contraria a questo allargamento.
Perciò vien da chiedersi se l’Ucraina entrerà nell’Europa, e, come da anni vuole la Francia, si organizzasse un esercito comune europeo, la Russia non avrebbe niente in contrario?
Molte persone sperano, pregano e agiscono per la pace, e cercarla è giusto e doveroso, ma è sempre possibile? Si è sempre disposti a pagare qualsiasi prezzo, anche a piegarsi al volere di un dittatore?
“Historia magistra vita est” come disse Cicerone, se la Gran Bretagna nel 1940 si fosse arresa all’avanzata di Hitler oggi una buona parte di mondo non sarebbe democratica e libera.
Inoltre Putin, a dispetto delle critiche e accuse di pazzia, è molto lucido e fino adesso è stato lungimirante, perché è anni che prepara questa guerra, nel 2014 l’invasione della Crimea è stata solamente la “prova generale”. Vedendo il successo conseguito, ha messo da parte dei fondi conoscendo la reazione dell’Occidente, che non sarebbe intervenuto militarmente e avrebbe dato “solo” sanzioni economiche.
Ha aspettato anche il momento giusto, nel pieno di una crisi economica e quando l’Occidente non avrebbe potuto rispondere con forza e voce univoca. Ora il mondo occidentale non ha una leadership forte, definita e autorevole. In Francia il Presidente Macron è indeciso perché ad Aprile ci sono le elezioni e dovrà essere cauto se vuole essere rieletto, in Germania la Canceliera Merkel dopo sedici anni si è ritirata e il nuovo Cancelliere, Scholz, anche se è stato Ministro delle Finanze, non ha l’esperienza diplomatica di chi l’ha preceduto, in Italia il Presidente Draghi è una personalità autorevole e nota ma chi compone e sostiene il suo governo non lo è affatto, in Gran Bretagna, ancora frastornata, confusa e divisa dalla Brexit, il Primo Ministro Johnson, soprattutto ora con il party gate, è tutto fuorché autorevole, e negli Stati Uniti il Presidente Biden ha più problemi all’interno della nazione che non all’esterno.
Infine lo scontro è anche ideologico poiché l’Ucraina rispecchia, con molte imperfezioni, il modello democratico, e la Russia quello totalitario. Per questo motivo l’Europa, emblema di democrazia, deve sostenere l’Ucraina, e ha il dovere morale di fornire un vero e concreto aiuto alla nascita di democrazie non solo nel continente, ma nel mondo, quando i popoli saranno pronti ad accettarle.
Perché come disse Sandro Pertini “È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature” e ancora, come disse Winston Churchill “È stato detto che la democrazia è la peggiore forma di governo eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”.