30Apr22
30Apr22
di Asia Scarpella
Buongiorno a tutti, oggi, davanti al suo Memorial Park a Washington, sono felice di intervistare un uomo che ha tramutato i suoi sogni in realtà, un uomo che sognava la giustizia in tutto il mondo: ecco a voi Martin Luther King!
Salve e grazie per la sua disponibilità signor King, sono onorata di incontrarla....
Anche per me è un grande piacere conoscerla
Allora, direi di cominciare con l’intervista. È proprio qui, a Washington, che il 28 agosto del 1963 ha tenuto il suo discorso “ I have a dream”. Ora sono passati quasi 59 anni da quando pronunciò il “ grido di speranza” per un mondo diverso da quello che dominava l’America degli anni 60. Guardando il mondo d’oggi è fiero del “piccolo” cambiamento?
Assolutamente sì! La situazione è sicuramente cambiata, anche se ci sono ancora ragazzi, donne e uomini, innocenti che vengono picchiati, uccisi solo perché sono neri. Dobbiamo mettere un freno all’odio e ad ogni sua possibile forma; il mio sogno era appunto quello di costruire una società americana libera e democratica. Oggi, più che mai, dobbiamo liberarci da questi inutili pregiudizi e imparare a vivere senza odiare.
Due anni fa, un ragazzo afroamericano è stato assassinato da un agente di polizia nel Minnesota, durante un arresto; dopo un paio di giorni la gente ha cominciato a protestare per le strade e ciò ha riacceso il dibattito sul razzismo. Cosa ne pensa in merito?
Purtroppo, come ho detto prima, ci sono e ci saranno sempre episodi di questo genere finché un giorno non comprenderemo realmente che l’odio genera soltanto odio. Siamo persone diverse, ma è proprio in quella diversità che troviamo la nostra somiglianza: tutti dobbiamo avere pari diritti.
Il 14 ottobre del 1964, come tutti ben si ricorderanno, ha ricevuto il Premio Nobel per la pace e ne è diventato il più giovane vincitore. Come si è sentito in quel momento?
Per me il mio più grande traguardo non è stato tanto ricevere il premio, ma sapere che il mio sogno di fare la differenza si è rivelato proficuo. Alla fine, solo se siamo determinati e abbiamo speranza si raggiunge a pieno un obiettivo anche se certe volte sembra impossibile.
Signor King, tutti noi abbiamo qualcuno che suscita in noi ammirazione…lei ha mai avuto qualcuno che la ispirasse ad intraprendere questo viaggio nella non-violenza?
Fin da piccolo ho sempre avuto una famiglia molto presente che mi ha insegnato ad amare anche il tuo nemico. Però, il modello di lotta che ha ispirato la mia teoria è quello adottato da Gandhi: la non-violenza.
Come ultima richiesta prima del nostro congedo, vorrei chiederle se può lasciare un messaggio o dei consigli a noi ragazzi.
Certo! Il consiglio che posso dare alla gioventù di oggi è di amare il prossimo e rispettarlo sempre. Non incrementate l’odio attraverso i social, ma usate questa tecnologia come mezzo per combatterlo; ricordate che razzisti non si nasce ma si diventa!