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La biofilia, secondo l'ipotesi scientifica proposta da Edward O. Wilson nel 1984, indica la tendenza innata dell'essere umano a rivolgere attenzione, interesse e coinvolgimento emotivo verso la vita e i processi vitali. Non si tratta semplicemente di "amore per la natura" in senso romantico, ma di una predisposizione biologica ed evolutiva a riconoscere il vivente come significativo: piante, animali, acqua, paesaggi, cicli naturali e ambienti che evocano la vita attraggono la nostra percezione e possono generare fascinazione, cura, empatia o senso di appartenenza.
La biofilia non esclude però l'ambivalenza. Il rapporto umano con la natura comprende anche paura, distanza, controllo o rimozione: ciò che viene definito biofobia.
Questa prospettiva può essere messa in dialogo con il concetto di "giardino in movimento" elaborato da Gilles Clément. Per Clément, il giardino non è una forma stabile, chiusa e definitivamente progettata, ma un ecosistema in trasformazione, attraversato da migrazioni vegetali, adattamenti, successioni spontanee, conflitti e alleanze tra specie. Il giardiniere non impone un ordine rigido alla natura, ma osserva, accompagna e orienta i processi viventi, lasciando spazio all'imprevisto e alla biodiversità.
<< Il progetto legge il paesaggio molo-Darsena-Boario-Giardino come un grande "giardino in movimento", un ecosistema in trasformazione, da osservare e accompagnare più che controllare. Qui l'arte e il design sono "tecnologie del vivente" che aiutano a cambiare lo sguardo sugli spazi. Generazione Anfibia propone di creare esperienze accessibili e non elitarie di ecologia quotidiana: cantieri di cura, giardini condivisi, agricoltura sociale, attività all'aperto, coltivando sensibilità-conoscenza verso umani e "pubblici non umani" (piante spontanee, insetti, acqua, suolo, elementi minerali). >>