Cybersex e I.A.D. (interenet addiction desorder)


Abbiamo una relazione umanizzata con il computer come se fosse un compagno che ci aiuta, un vero amico, un genitore permissivo, un oggetto sessuale, un partner sessuale. E tutte queste fantasie entrano in gioco quando comunichiamo via Internet. -Parlando su Internet, le persone regrediscono - ed esprimono sessualità ed aggressione come mai farebbero in un contatto vis-à-vis

.[Holland,”The Internet Regression”,1995]

Come si pratica il cybersex

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Il cybersex può effettuarsi mediante l'invio di messaggi, in forma differita (email) oppure in tempo reale (instant messaging) con contenuti espliciti, che esprimono fantasie erotiche o descrivono desideri e richieste sessuali rivolte all'altro interlocutore.

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Ci si può inoltre avvalere delle chat-line , ad es. sui canali IRC oppure su appositi siti di dating (ovvero di incontri per single), che consentono una interazione in tempo reale fra persone che hanno comuni interessi e/o simili fantasie erotiche.

— In molti contesti il cybersesso è completato dall'uso di webcam per trasmettere in tempo reale l'immagine del partner o di parti di esso.

Uno studio(K.McKenna, 1999)condotto su una popolazione di utenti dei newsgroups, conclude che coloro che localizzano il loro vero self su Internet svelano ai loro amici di Internet parti intime di se stessi che tengono nascoste ai loro amici e parenti nel "mondo reale ,questi soggetti trovano diversi modi per formare relazioni su Internet molto più rapidamente di quanto non accada per le loro relazioni offline
. La dissociazione è un fenomeno molto complesso che pervade la nostra quotidianità, non è un processo che può essere sempre considerato patologico, anzi è alla base della costruzione di un Sè sano. Brevi esperienze di stati alterati della coscienza e del senso di Sé sono rintracciabili in alcuni ambiti della nostra quotidianità: gli automatismi, lo sport agonistico o estremo, l'assunzione di sostanze con effetto psicotropo, i rapporti sessuali, le realtà virtuali offerte da computer, televisione(mass media).

Internet si è rivelato un rivelatore di Personalità …


Perché ho cominciato a frequentare le WEB communities ?

Possiamo ricondurre la risposta a questa domanda a 3 grandi motivazioni:

solitudine

• Periodo di crisi

• Separazione

• Noia

• Sfiducia nel genere umano

curiosità

Sentirne tanto parlare

• Non ho nient’altro da fare in ufficio

• Voglia di esprimersi

amore/affettività

• Cerco l’anima gemella

• Voglia di avventure

• Conoscere tanti nuovi amici




Personalità Multipla Distribuita

• Quando nel WEB ci si mostra con una certa identità e qualità si tenderà a confermarla anche quando, per esempio, essa sia diametralmente opposta a quella solitamente percepita e/o attribuita al soggetto da terzi.

I principali strumenti di comunicazione sono:

• E-Mail
 Chat
 Web-Cam
 Blog
 (Servizio SMS in community)

• Il terzo elemento della comunicazione, il computer, non assume in questo caso la funzione di semplice medium, ma alternativamente viene vissuto dai due partner come
estensione del proprio Sè, come estensione dell’altro e come spazio transizionale “umanizzato”
 

Processo transitivo del cybernauta


 
1) Proiezioni : Il videoterminale diventa un vero e proprio fascio di proiezioni verso l’oggetto

2) Oggetto: Le proiezioni si tramutano in oggetto reale nonostante non ci sia stato nessun contatto fisico o visivo

3) Realtà : E’ avvenuto un contatto con l’oggetto con alta intensità emotiva

La corrispondenza delle specificità tra due sistemi sintonizzati rende ciascun partner consapevole dello stato dell’altro. Nel momento di incontro, due stati di consapevolezza sono messi a confronto nel senso che si crea una corrispondenza tra il modo in cui ciascun partner conosce se stesso e il modo in cui è conosciuto dall’altro. La presenza fisica non mi garantisce l’empatia, così come la lontananza non è un ostacolo in via di principio. E’ deducibile che una connotazione empatica ad un rapporto on-line abbisogni di tempi più lunghi del normale ma studi precisi confutano questa idea. Gran parte della vita che viviamo al/nel computer facilita esperienze “non-lineari” capaci di generare stati della mente e organizzazioni del sè diversi da quelli che sperimentiamo nella vita di tutti i giorni.

Il cybersex può diventare una parafilia


Parafilia (perversione in senso freudiano) è un comportamento sessuale che devia nell’ atto e/o nell’oggetto dalle pulsioni. Il sesso virtuale quando è praticato “in sostituzione” di quello reale si pone perfettamente a metà: infatti il soggetto non ha veri rapporti sessuali (deviazione dell’atto) e sostituisce il corpo con il pc (deviazione dell’oggetto). E’ IMPORTANTE ricordare che ogni parafilia deve durare per almeno sei mesi ed essere presenti fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente che comportino le azioni di cui sopra. Ogni “condotta sessuale” per essere definita parafiliaca ha necessità di causare disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa o di altre aree importanti del funzionamento.
 

La rete rappresenta una rappresentazione fisica del concetto di Teilhard(1968) di “Noosfera”, ovvero l’energia pensante dell’umanità, impalpabile ma fisicamente presente anch’essa in qualche modo, contrapposta alla biosfera e vicendevolmente influenzantisi, in questa visione mistico-filosofica egli nota che i primi evoluzionisti sembrano non aver considerato il fatto che l’evoluzione non ha coinvolto solo l’oggetto, ma anche il soggetto, non solo il nostro corpo, ma anche quell’intelligenza capace di comprendere il processo evolutivo stesso.

Un concetto separato principalmente nelle dimensioni di tempo e di luogo da quello di Noosfera-la quale è nell’aria ed è presente fisicamente secondo Teilhard - è quello di “inconscio collettivo” di Jung.

Entrambi veicolano il residuo psichico dello sviluppo evolutivo dell'uomo, accumulatosi in seguito alle ripetute esperienze di innumerevoli generazioni e in sè racchiude le potenzialità della specie e delle generazioni future;
ma mentre l’inconscio collettivo è una memoria storica innata nel nostro DNA, l’”Intelligenza Collettiva” ne favorisce la mutazione dei geni.
E’ chiaro che il WEB non rappresenta di per sè un nuovo “inconscio collettivo”,ma ne rappresenta un nuovo ed eccezionale strumento di espressione,potenziale nuova energia capace di raggiungere la Noosfera.
Jung si convinse del fatto che attraverso tale costrutto si poteva esprimere, attraverso le fantasie archetipiche, l'infinita gamma delle diverse possibilità insite nella natura umana, la cui storia ognuno ne rappresenta un piccolo resoconto.

In pratica il costrutto junghiano avvalora l’ipotesi che le personalità e gli aspetti trascendenti di un uomo possono essere cellule dormienti fin quando non vengono “svegliate”.




Fabrizio Galante (2005)


Primo caso di I.A.D. (Internet Addiction Disorder) in Italia

— Roma 2 Marzo 1999

E’ una signora di 30 anni, professionista. Dopo aver “navigato” per 3 giorni, ore e ore su Internet ha perso la dimensione spazio-

tempo, ha cominciato ad avere delle allucinazioni e anche a delirare. I parenti, preoccupati, hanno chiamato subito il medico.

 La diagnosi dello psichiatra: episodio dissociativo. E’ il primo caso italiano da intossicazione acuta da Internet! 

Una sindrome da curare con farmaci e una lunga terapia di disintossicazione: astinenza dal video.

(La signora non aveva mai accusato alcun disturbo psicologico prima di questo episodio)




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