Articoli‎ > ‎

La sessualità femminile

Punto P maschile   Sportello D'Ascolto On-Line     

Cybersex                                                                           

Sesso a 40 anni: per le donne è il momento migliore


La ricerca sessuologica, fino ad ora, sia dal punto di vista fisiologico che da quello terapeutico è stata incentrata soprattutto sull’uomo (terapie orali impianti protesici e le iniezioni intracavernose).

 
C'è stata maggior attenzione, da parte della scienza, della cultura e della società, alla sessualità maschile in quanto più facile da studiare, osservare e descrivere.
Negli ultimi anni i cambiamenti socio-culturali che si sono verificati hanno influito sull’emergere di nuove modalità di vivere la sessualità da parte della popolazione femminile.
Le donne hanno imparato a riconoscere l’importanza del piacere nell’ambito di un rapporto sessuale e non vivono più la sessualità solo in funzione dell’obbligo riproduttivo.
L' AIED nel 1953 lotta per abrogare art.553 cod. pen.(il reato per incitamento alla non procreazione)

1971 abrogata = divieto vendere come contraccettivo

1976= via libera alla contraccezione



La maggior attenzione alla sessualità femminile da parte delle donne stesse, ha promosso studi sia sugli aspetti anatomo-fisiologici sia su quelli patologici della sessualità

-Nuovi criteri per definirle includendone gli aspetti psiconeuroendocrinologici, sociologici e relazionali.
Fino a pochi anni fa "Frigidità" era l'unico termine a cui si faceva riferimento per ogni forma di inibizione sessuale femminile

(1999 Consensus development Conference on Female Sexual Dysfunction)


Clitoride: il funzionamento di questa struttura erettile ripropone a grandi linee quella del pene

Þ da due corpi cavernosi 

Þ un glande (presenta, una struttura e un funzionamento del tutto simile a quello maschile). 

Questa scoperta costituisce senza dubbio una nuova frontiera nello studio della sessualità femminile in quanto essa anticipa al possibilità di utilizzare i farmaci che già sono impiegati per la cura delle disfunzioni sessuali maschili
 €


Il Punto G (“G spot”)


Per la prima volta osservato negli anni ’50 da Ernest Grafenberg ginecologo tedesco.

Area localizzata sulla parete anteriore della vagina che si ingrossa durante la stimolazione sessuale ♂

Concentrato di piccole ghiandole, note come Skene residuo embrionale analogo alla prostata



- √ più del 30% delle donne intervistate afferma di provare l’orgasmo per stimolazione di questa zona

- √ sperimentalmente la stimolazione di questa zona 

alza la soglia del dolore

- √ difficile palpazione in condizioni basali

- √ rigonfiamento in fase eccitatoria






Eiaculazione femminile ♂


La stimolazione produrrebbe in alcune donne sensazioni orgasmiche, accompagnate da un’emissione da parte dell’uretra di una sostanza fluida differente dalle urine. (Beverly Whipple 1998)

Il 10% delle donne è in grado di eiaculare durante l’orgasmo, soprattutto a seguito della stimolazione del punto G. 
 L’eiaculazione femminile sarebbe possibile, ma non sempre presente e sarebbe prodotta dalle ghiandole situate nell’uretra, che emetterebbero un liquido incolore. 
Ladas, Wipple, Perry“the G Spot”
Lou Paget “Il grande O: orgasmi”
Jannini: Ricerca su 14 donne tra i 20 e i 40

Oggi in America si riscontra che, ben il 30-50 % delle donne vive delle difficoltà nell’area della sessualità. 


Il National Health and Social Life Survey (2002) riporta che su un campione di 1,749 donne ben il 43% soffre di problemi sessuali. 
La nuova tendenza a prendersi carico dei problemi della risposta sessuale femminile
potrebbe senza dubbio contribuire a far si che le donne si liberino di alcuni stereotipi che hanno influenzato per secoli il modo di vivere la sessualità e recuperare il concetto di rapporto sessuale inteso non come un “dover dimostrare” tipico della sessualità maschile ma come un “poter essere ”.

Tutte queste scoperte devono essere inserite nell’universo femminile fatto si di biologico ma soprattutto di relazione, sentimenti e 

psiche, che non deve diventare solo ed esclusivamente una corsa all’orgasmo “perfetto” correndo il rischio di far diventare anche per la donna una sessualità vissuta come prestazione...


…concludendo


♂♀ I ricercatori sono tutti concordi su 1 punto: le donne, non raggiungono necessariamente l’orgasmo ogni volta che hanno un rapporto, ma questo non deve impedire loro di essere pienamente soddisfatte sul piano sessuale.


È importante non dimenticare che la chiave del 

piacere femminile è 

rappresentata in primo luogo dal rapporto con il 

proprio corpo, 

dalla soddisfazione di coppia e da un buon livello di

autostima.







 
 
 
ć
Fabrizio Galante,
14 mar 2013, 17:59
Comments