Articoli‎ > ‎

L' educazione Affettivo/Sessuale

Sportello D'Ascolto On-Line     Cybersex    Menopausa                                  La Profezia Auto-Avverantesi e Legge d'Attrazione
   

Nelle stagioni della nostra vita affettivo/sessuale possiamo riscontrare delle fasi di incertezza dell’identità, dei propri gusti estetici, oppure fasi di depressione della libido, difficoltà a riconquistarla, ma anche di frenesie, nuove fantasie,  voglia di fare nuove esperienze, di trasgredire. Di fatto la nostra sessualità è ben più ampia e inconoscibile di quel che pensiamo, essa trae origine dalla paleo corteccia ovvero dalle nostre pulsioni più nascoste, quel “crogiuolo” ispiratore dell’ “Es” freudiano. Fino a pochi anni fa era consuetudine fare certe cose nel letto coniugale e chiedere cose speciali nei letti extra-coniugali, un uso e costume che colpiva e colpisce tuttora uomini e donne. Un tale atteggiamento  porta a manifestazioni sintomatiche in  entrambi i sessi, nei maschi è più evidente vista la natura anatomo-fisiologica dell’organo sessuale, nelle femmine il vissuto può essere somatizzato in maniera meno visibile ma non meno disturbante (vaginismo, anorgasmia, etc).
In questi anni c’è più disinibizione nel chiedere certe cose al proprio partner, ma questa felice complicità e condizione comunicativa è un tesoro ancora di poche coppie. Sia chiaro che questa comunicazione non deve necessariamente riguardare richieste di “prestazioni speciali”, una sana complicità passa attraverso richieste più banali che possono risultare imbarazzanti per qualcuno/a da fare al partner: l’igiene personale, le unghie corte e pulite, i peli ispidi, un altro modo di approccio sono tutte richieste legittime se si vuole mantenere alto il livello di unione. Può succedere che le richieste siano le opposte degli esempi sopracitati, ci troveremmo di fronte probabilmente ad una fantasia trasgressiva. Se a qualcuno/a piace, per esempio, avere rapporti sessuali quando il partner è sudato ciò può risultare bizzarro ma come richiesta rimane obiettivamente innocente e può trovare l’ approvazione da entrambi. L’educazione affettiva parte quindi dall’intelligenza emotiva che ne è alla base, l’intelligenza emotiva è capire l’altra persona anche quando la comunicazione non risulta fluida, è proprio questo vuoto inevitabile nella fisiologia di ogni coppia a creare le premesse di una futura complicità. In altre parole ogni unione va incontro a periodi di stallo, di incomprensione, di incertezze ma tutti questi momenti sono occasioni per dimostrare le reali capacità e sensibilità dei singoli che compongono la coppia, sono opportunità irripetibili per affinare gli “strumenti” personali atti a percepire certi mutamenti. Questi strumenti sono la conoscenza dell’altro, dei suoi pregi e difetti, delle sua storia di vita e della loro compatibilità con le proprie aspettative. Se si eccede nel voler capire il/la proprio/a partner c’è il rischio però di sconfinare nella paranoia e nell’invadenza, infatti anche l’ipercomunicatività nella coppia può essere deleteria, certo questa sarebbe un male minore rispetto alla più diffusa incomunicabilità. In questo momento della storia dove la mercificazione del sesso sta avendo un picco mai visto, trovare un momento di sintesi tra la visione occidentale della sessualità che la sta riducendo a mera prestazione, e quella orientale che la celebra a pura meditazione appare necessario a chi scrive. L’approccio clinico di natura sessuologica altro non è che un modo alternativo di iniziare un percorso che ci “mette in discussione”, non c’è alcuna disfunzione sessuale che non sia correlata con la storia di vita, l’esperienza dell’individuo, i suoi valori morali e religiosi, le sue competenze e aspettative sociali, in breve con la sua “personalità”. Spesso i disagi nascono da “cattive” abitudini, nel sesso infatti c’è la possibilità di incappare in schemi relazionali disadattivi che si traducono in comportamenti e atteggiamenti che non facilitano una libera espressione della propria sessualità e di conseguenza la limitano. Tali schemi sono talmente radicati alle volte nel singolo e nella coppia che una figura professionale come lo psicosessuologo è la più indicata per individuarli ed eventualmente modificarli. Partecipare ad un workshop che riguardi l’educazione affettivo/sessuale destinato a persone adulte, sia singoli che coppie, diventa allora una scelta “emotivamente intelligente” se si sta incontrando difficoltà da questo punto di vista.

 

Fabrizio Galante

Comments