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Fantasie prima, durante e dopo l'atto sessuale

Sportello d'Ascolto On-Line   Centro Ascolto Psicologico 

 

Le fantasie durante l’atto sessuale sono spesso un tabù, non si confidano facilmente nemmeno a se stessi e quando compaiono le prime volte si comincia a pensare ad un affievolimento dell’attrazione sessuale nei confronti del proprio partner. In realtà ciò che avviene è forse il contrario: sia che l’oggetto delle fantasie sia realistico o meno lavorare con l’immaginazione è una parte importante durante il coito, il cervello diventa l’organo sessuale principale ed è un ruolo che in effetti gli spetta di diritto. E’ vero, c’è un tradimento parziale mentale del proprio partner, ma ci si può consolare pensando che possono scattare le stesse dinamiche nell’altro ed è questo il nodo: le fantasie compaiono in tutti a livello più o meno cosciente. Anche immaginarsi di farlo con sconosciuti guardando negli occhi il partner è una fantasia diffusa, lascia meno sensi di colpa e non è meno eccitante. Solitamente scatta nelle coppie stabilizzate ma non da lungo tempo, la propria compagna diventa all’improvviso una sconosciuta, il proprio compagno diventa un mero oggetto sessuale incontrato per caso: questo avviene anche con poca concentrazione. Tale fantasia è accostabile al “sesso con sconosciuti” che è una diffusa trasgressione sia immaginata che messa in atto. Anche il “talk dirty”, il mascherarsi, il videofilmarsi o fare giochi di ruolo sono pratiche che possono essere assimilate alle fantasie di cui stiamo parlando, possono essere considerate sublimazioni di quelle stesse che di solito non si riescono a comunicare al proprio partner. Esistono coppie con un alto livello di complicità sessuale che arrivano a raccontarsi in diretta le proprie fantasie durante l’atto, per esempio quando si pensa a personaggi famosi o immaginari la cronaca diretta di quello che passa per la testa diventa un incentivo all’eccitamento reciproco, sia per chi ascolta sia per chi parla. Un grado di libertà tale in un rapporto non può far altro che rafforzare l’unione. Per quanto riguarda fantasie verso persone reali e conosciute da entrambi il discorso è più delicato. Se la donna pensa al suo datore di lavoro o l’uomo alla sua segretaria ognuno preferisce tacere e tenere per sé certe cose, in realtà confessarle interrompe un patto implicito invisibile: la fedeltà mentale. Il cervello dominato in gran parte dal pensiero inconscio non può comandare o decidere cosa o chi far emergere in coscienza, per questo motivo il tradimento mentale è un peccato veniale e non dovrebbe lasciare sensi di colpa, tantomeno essere censurato durante un incontro sessuale. L’egoismo a letto può avere cattive ripercussioni quando il rapporto dura troppo poco o quando al partner non va di fare certe cose, tuttavia un sano pensare “prima a sé e poi all’altro” dovrebbe essere il giusto approccio per godersi liberamente la propria vita sessuale.

“Carina il/la tuo/a collega di lavoro… perché non la inviti ogni tanto a uscire con noi…”

Sembra una frase detta da qualcuno ad un amico/a, le stesse parole dette per esempio da un marito alla moglie sembrerebbero un pretesto per discutere se non una vera e propria dichiarazione di guerra. Quando però la coppia è molto unita e scevra da tabù e preconcetti la stessa frase potrebbe far scattare in entrambi fantasie audaci, lei stessa potrebbe proporre al proprio uomo di immaginarsi la sua amica la volta dopo che fanno l’amore o addirittura proporre un rapporto a 3. Tra gli uomini questa è una fantasia diffusa ma c'è il rischio che quando accade, la compagna che invita una terza ospite nel letto lo faccia per compiacere il proprio uomo. Altre volte una riscoperta identità bisessuale di uno dei 2 può agevolare il mettere in atto alcune nuove esperienze con altre persone. Può succedere che, nella coppia, dopo aver fatto l'esperienza uno sia meno contento dell’altro, accade anche dopo essere andati ad un club privè, questo tipo di trasgressione è abbastanza in voga tra coppie di tutte le età ma anche qui gli equilibri che si vanno a scuotere sono delicati. Se non c’è stata una genuina volontà di entrambi di farlo, si rischia che invece di ravvivare il rapporto lo si indebolisca; in tutti gli altri casi c’è una buona probabilità che l’esperienza sia piaciuta ad entrambi e voglia essere magari ripetuta. Chiaramente farlo diventare un appuntamento settimanale può non favorire l’unione di coppia ma creare i presupposti per una coppia definibile “ludica”: è il divertimento il vero collante, da soli ci si annoia e i discorsi tra i due sono spesso superficiali.

In ogni fantasia teoricamente ci vuole il giusto mezzo, non c’è un numero di volte che stabilisce quando si sta esagerando. Ciò che può essere preso in considerazione è l’esclusività della fantasia, ovvero quanto è necessaria e quanto se ne può fare a meno nella propria vita sessuale.

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