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Come faccio a capire se soffro di Eiaculazione Precoce?

Esistono dei parametri per poter sospettare di trovarsi di fronte ad una Eiaculazione Precoce, relativi soprattutto ai tempi di latenza tra la stimolazione e l’orgasmo. Bisogna intanto vedere se l’ejaculazione avviene ante-portam, ovvero prima della penetrazione, o entro pochi secondi dalla penetrazione (di norma meno di un minuto). Nel primo caso ci potrebbero essere le premesse di una diagnosi di E P, ma sarebbe da precisare se l’orgasmo avvenga subitaneo con qualsiasi stimolazione o se alcune pratiche lo rallentino (ad esempio con la stimolazione manuale) ed eventualmente permettino la penetrazione. Inoltre è importante sapere se si soffre occasionalmente di disfunzione erettile, in questo caso l’E P potrebbe essere collegato direttamente al problema erettivo e rappresentare quindi un sintomo secondario. Se l’ejaculazione avviene invece entro pochi secondi dopo la penetrazione sarebbe opportuno sapere se in un eventuale secondo coito, temporalmente successivo al primo, la latenza di tempo sia più lunga.

In questo caso la diagnosi sarebbe incerta e potrebbe trattarsi solo di una tipologia personale di approccio sessuale. Pochi casi isolati non sono preoccupanti: sesso fatto dopo eccessi di alcool od altri stimolanti più o meno leciti possono indurre episodi indotti da sostanze. La novità del partner o un’astinenza sessuale (quindi anche le primissime esperienze) sono situazioni in cui un orgasmo molto veloce è del tutto naturale.


Di solito chi soffre di EP avverte il proprio partner più potente reagendo con un tipico atteggiamento “aggressivo-passivo”. Ad esempio: in un rapporto sbilanciato dove lei decide sempre cosa fare e non fare per tutti e due, con tacito consenso di lui, allora qui si possono creare le condizioni per un simile atteggiamento. Altre volte è la figura femminile in generale ad essere percepita più potente dall’ejaculatore precoce o, per meglio dire, capace di farlo sentire “meno”. Di solito queste persone soffrono la forte personalità materna pur non avendone piena consapevolezza.
Inoltre non bisogna dimenticare che l’atto sessuale, seppur istintuale, è un apprendimento. Come in tutti gli apprendimenti, i tempi, le condizioni, i sistemi di valore, la pratica e, soprattutto, i “docenti” sono determinanti!


Chi ha conosciuto il sesso soprattutto a pagamento, oltre a percepire normale la velocità del coito, tenderà a conservare tale approccio anche con un eventuale partner fisso, in questo caso ci troveremmo di fronte ad un caso di E.P. primaria.

Spesso si sentirà dire da un ejaculatore precoce di provare un calore intenso che diventa irresistibile, con un piacere incontrollabile e un’inevitabilità ejaculatoria. E’ proprio il controllo delle proprie sensazioni ad essere coinvolto in questa disfunzione, chi ne soffre confonde i segnali che vengono dalla mente da quelli che giungono dal corpo. In altre parole la simbolicità dell’atto nel suo contesto, il suo valore psicologico, diventa un pensiero distraente rispetto agli stimoli effettivi che giungono dal corpo, amplificandoli ma anche confondendoli.

Altri parametri su cui basarsi per sospettare un caso di E P sono di tipo affettivo-relazionale: se si è in una fase cosiddetta di “stallo di coppia”, conflittuale e incerta nel suo evolversi, il rischio che se ne soffra sale di probabilità. La conflittualità di coppia, inconscia o manifesta, creano stati di ansia difficili da controllare, poco compatibili in situazioni di relax, simbiosi, conoscenza reciproca come dovrebbe essere un atto sessuale. In ogni caso se chi legge è il/la partner di chi accusa questo sintomo è comprensibile sentirsi insoddisfatti o peggio non desiderati, ma bisogna considerare invece che spesso è proprio il troppo desiderio o il timore dell’abbandono a giocare un ruolo decisivo sul portatore del sintomo, quindi è importante non autocolpevolizzarsi.
 Per abbandono se ne può intendere anche uno di tipo sociale: perdita del lavoro, difficoltà a pagare il mutuo, un lutto, sono tutti tipi diversi di abbandono. Se si vuole avere un approccio costruttivo al problema naturalmente non bisogna far pesare questa situazione all’ejaculatore precoce ciò non farebbe altro che aumentare l’ansia.
E’ utile senz’altro riflettere su cosa a livello emotivo possa impedire un dialogo aperto all’interno della coppia, eventuali ostacoli che impediscono a ognuno dei due di esprimere liberamente cosa lascia insoddisfatto l’altro. Infatti l’EP è simbolicamente anche il rifiuto di un’intimità troppo prolungata, tale intimità va riconquistata prima fuori dal letto.

In questo modo sarà più facile per il portatore del sintomo ammetterlo, questo è il passo più importante.

Un modo per alleviare il disagio potrebbe essere il distrarsi dal sintomo, cercando di creare le condizioni per giochi sessuali che possano escludere la penetrazione, attivando le proprie fantasie erotiche. 

E' importante ricordare che per una diagnosi di EP di natura psicologica è necessario escludere dapprima qualsiasi eziologia organica e/o iatrogena e/o geriatrica
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