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L'Arte-Terapia del Bio-Dramma

              

                      

La visione creativa dell’esistenza

“Lo Zen conosce solo una vita sconfinata che contiene ogni sorta di contraddizioni in profonda armonia.” Osho

Nella nostra vita quotidiana incontriamo decine di situazioni conflittuali, momenti in cui scegliere se fare o meno un compito assegnatoci, se dire o meno qualcosa ad una persona, se mangiare proteine o carboidrati, se continuare a coltivare un sogno od un altro. In realtà il nostro cervello è paragonabile ad un grande amministratore delegato che tutti i giorni, 365 giorni l’anno, con qualche ora di pausa, è pressato da richieste, appuntamenti, aumenti d’ingaggio, domande di raccomandazione e rivendicazioni sindacali continue. A volte accade che anche la gestione più onesta e intelligente porti al fallimento dell’azienda, a quel punto bisogna ricorrere a compromessi con i dipendenti e con se stessi per ristrutturare tutto ed evitare la chiusura. Come ha illustrato magistralmente Piaget - confermato da numerosi studi psicofisiologici -2 processi primari dominano la nostra vita: “assimilazione” e “accomodamento” , in sintesi quello che impariamo lo ri-strutturiamo a vantaggio del nostro adattamento all’ambiente in cui viviamo. Queste 2 attività sono in conflitto tra loro, in pratica quello che promuove uno viene puntualmente criticato e/o ostacolato dall’altro. L’assimilazione è paragonabile a un giovane riformista, l’accomodamento invece è un vecchio conservatore. Entrambi sono però indispensabili l’uno all’altro. Bene, il nostro cervello è dominato da un conflitto perenne o, meglio, ha un Consiglio D’ Amministrazione quotidiano in cui difficilmente si è tutti d’accordo, dove il Sé alla fine ha l’ultima parola. Generalmente, col passare degli anni, le strutture cerebrali adibite all’assimilazione si irrigidiscono, per questo motivo l’anzianità è collegata al conservatorismo, non si è più disposti a modificare ciò che si è già imparato, anche quando i vantaggi sono evidenti. Ma è l’esperienza condizione necessaria ma non sufficiente per raggiungere la saggezza. 
Un ennesimo conflitto. Ora il senso di questa indispensabile introduzione diventerà più chiaro:






























 in una visione quadri-dimensionale della vita cambiare percorso non significa mai tornare indietro ma solo cambiare direzione, virare e imparare nuove tecniche di conoscenza di sé e degli altri non equivale a rinnegare le precedenti, ma ad integrarle. Per questo motivo chi opera nelle vite di altre persone ha il dovere morale di aggiornarsi di continuo, di non reputare dogmi le proprie acquisizioni, per un operatore sociale creativo la formazione dura tutta la vita, gli altri sono definibili “commercianti” del sociale. Entrambe le tipologie meritano rispetto per il loro contributo, ma il paziente si accorgerà sicuramente di chi è un commerciante e chi no. A questo punto se un infermiere vuole fare un corso per ampliare la propria empatia, se un medico vuole imparare a preparare i fiori di Bach, se uno psicanalista freudiano vuole sperimentare nuove tecniche di respirazione o di bioenergetica, o un semplice padre di famiglia vuole diventare conselour, allora dobbiamo soltanto apprezzare queste persone perché hanno fatto una scelta creativa per loro e per coloro che incontreranno. Saper utilizzare il passato per illuminare il presente e costruire il futuro è il lavoro creativo della filosofia Zen, nonché il compito di chi opera nel sociale. Tale attività comporta un’estensione dello stato di coscienza, il saper vedere oltre i confini della propria esperienza ma sviluppa soprattutto immaginazione e intuito doti indispensabili per poter “capire” nel profondo un’altra persona attitudine che, a molti livelli, è un’attività artistica che fa crescere entrambi: chi capisce e chi è capito. L’arte è la de-strutturazione e ricostruzione della realtà, ha a che fare con l’attività onirica e con le più alte capacità dell’essere umano: vivere artisticamente è raggiungere l’armonia perfetta tra assimilazione e accomodamento.

 Fabrizio Galante

 

Se avete 3 minuti per viaggiare e lasciare un attimo da parte ogni pensiero disturbante mettetevi comodi e aprite la vostra mente quanto più possibile, respirate col diaframma e buona visione....

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