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Tintura e stampa

qualche aggiornamento a marzo 2019

Proseguo con la raccolta di vari materiali, in particolare i miei, che ho via via proposto ad altre classi nel recente passato, materiali in un certo senso "vecchi" perché li ho usati e percorsi di formazione di vario genere qualche anno fa e, quando mi capita di riproporre gli argomenti in aziende o centri di formazione, uso delle stesure più recenti.

Ad un amico che mi ha detto "ma come, ci da' solo i materiali vecchi?" ho risposto che quelli che io chiamo "vecchi" in realtà sono più recenti della maggior parte delle dispense o altre pubblicazioni che si trovano in giro, e di solito erano aggiornati all'attualità del momento almeno per le cose essenziali. Diciamo che sono di una o due generazioni successive rispetto ai lucidi per le università che trovate direttamente su kemia.it, e comunque i trent'anni più giovani rispetto alle dispense che scrivevamo insieme ai nostri docenti quand'ero studente ;)
Certo, per la stampa inkjet ogni cosa che abbia più di un paio d'anni ormai non è più roba fresca, ma in un certo senso si è calmata quella frenesia che c'era 15, o ancora 10 anni fa, in cui il progresso e le innovazioni arrivavano talmente in fretta che, tra quando si raccoglieva il materiale per scrivere un articolo e quando poi usciva sulla rivista, ormai era già superato.

Attenzione: se questo materiale lo volessi comunque rendere pubblico a tutto il mondo, lo metterei direttamente sul mio sito che è visibile dall'esterno e letto dai motori di ricerca. Se lo lascio qui, visibile solo da noi, è perché per il momento non voglio che circoli liberamente. Quindi, mentre siete invitati a scaricarlo per uso personale, NON SIETE AUTORIZZATI a ridistribuirlo o metterlo su altri siti, men che meno su circuiti facebook-whatsapp.



Sulla tintura ho trovato qualche anno fa questa presentazione, fatta originariamente per un corso che si teneva ad Hong Kong - credo - e che poi in rete trovate replicata e diffusa all'infinito. Ne ho stampato una versione pdf più stabile e leggibile. La data ed il luogo sono importanti: sappiamo che negli ultimi anni sono cambiate molte cose nell'uso dei coloranti, anche su mercati che fino a poco tempo fa si preoccupavano assai meno dei problemi tossicologici ed ambientali. Quindi, per esempio, oggi sono praticamente scomparse dai nostri mercati le combinazioni naftoliche, in cui il colorante è sintetizzato direttamente nella fibra (nel testo sono indicati come "azoic dyes", termine che può indurre in confusione) e per i coloranti allo zolfo sono comparse una serie di pesanti limitazioni. Diciamo che è solo un decoroso riassunto, molto più attendibile di certe cose che troviamo su certi siti. Alcuni di voi si sono accorti di una discreta serie di refusi: ok, ci aiuta a capire ancora meglio la differenza tra uno strumento di lavoro, in cui ci possiamo prendere delle libertà, ed un Testo Sacro di riferimento... un lavoro che abbiamo sempre fatto anche in italiano e anche prima che ci servisse per il CLIL.

Sui coloranti naturali avevo tenuto tra l'altro una conferenza che trovate qui; l'accento era sulla possibilità di recupero e rilancio su scala industriale di coloranti - quelli a base di molecole organiche di provenienza biologica - il cui uso era stato abbandonato proprio per ragioni ambientali e di salute sul lavoro. in seguito avevamo fatto con una 4M1  il lavoro sui neri di Pessina, presentato poi al congresso nazionale di chimica.

Una sfogliata a questo, se vi capita, può essere interessante. È una breve presentazione alla struttura tipica di molti coloranti, presa da una pubblicazione dell'Agenzia internazionale contro il cancro, e chiaramente l'accento è su quali sostanze usate per produrre alcuni coloranti avevano dato dei seri problemi sanitari (se vedete la data, si inserisce tra l'ultima e la penultima "ondata" di regolamentazione per eliminare i coloranti pericolosi su basi tecniche e sanitarie; poi ne sarebbero venute altre che si sono basate su dati meno scientifici e rigorosi, ma su "mode" di altro genere). Alcune espressioni sono un po' datate, come tante volte ci è capitato quando anche nelle nostre lezioni se sentiamo parlare qualcuno che non è lo specialista del settore: anche da questo quindi acquistiamo maggiore consapevolezza.
Un articolo scritto da un esperto di economia e risorse ci permette di leggere i benefici ambientali portati dai coloranti sintetici rispetto ai problemi di quelli di origine biologica, in polemica verso chi sostiene il contrario senza sufficiente documentazione.


Per quanto riguarda la stampa, suggerisco di cominciare da questi due file che vengono, per l'appunto, da un corso aziendale.
Il primo riguarda di più gli aspetti teorici, il secondo ripropone anche una serie di possibili ricette per l'uso pratico, naturalmente guardando più a una spiegazione generale che non al dettaglio di una specifica lavorazione con quel certo colorante su quella certa fibra.

agg. 1/17
Tra le solite presentazioni che ho preparato a suo tempo, c'è questa sugli ausiliari e in particolare sui tensioattivi. È un po' un mix tra cose più vecchie usate all'università e altre più recenti ma più light che ho usato per corsi aziendali, comunque può essere una traccia per una introduzione generale. Rileggendola, mi viene da pensare a quanto è cambiato anche solo negli ultimi anni in materia di normative ambientali e specifiche di prodotto... può essere uno spunto per introdurre nel dettaglio questa materia importante e delicata.

Agg. 2/17
Questa è la raccolta di slide miste sulla tintura (nuovo link) appena rivista rispetto al secolo scorso, il frontespizio spiega perchè è un po' disordinata, ho sperato per molto tempo che ci fosse qualche studente a darmi una mano a sistemarlo in maniera decente e svilupparlo, come gli studenti del Setificio han sempre fatto... Ho cambiato indirizzo perchè la roba su kemia.it so che si apre, quella su Drive a volte zoppica.

Agg. 4/17
Tra i tanti filmati (o animazioni) sulla stampa inkjet, che possiamo trovare in rete, c'è solo l'imbarazzo della scelta, e durante le lezioni quest'anno ho rinunciato a mostrarvi quelli "storici" che abbiamo sui CD delle case produttrici delle nostre macchine. Magari li cercheremo come approfondimento, insieme a quelli che trovate p. es. sul sito AICTC relativi allo storico, ma forse "preistorico" incontro del 2012 di cui proprio noi del Setificio avevamo fatto il riassunto ufficiale.  È chiaro che quel che c'è nelle pagine su questa conferenza è il punto di partenza, il livello 0 (o, oggi, forse già -1) di quel che dobbiamo sapere sull'inkjet tessile. 




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