BYOD, porta a scuola il tuo device

La prima volta che ho detto ai miei allievi "Vi piacerebbe portare da casa i vostri computer o tablet e usarli per il nostro lavoro a scuola?” hanno pensato che stessi scherzando… quando poi hanno capito che ero seria, erano così contenti che non ci potevano credere. 

Cos'è
BYOD è l’acronimo di Bring Your Own Device, ovvero "Porta il tuo Device”. Si tratta di una innovativa soluzione che permette di utilizzare i propri strumenti tecnologici (pc portatili, tablet, netbook, smartphone) presso il posto di lavoro e, quindi, nel nostro caso… a scuola!
Nello specifico, noi del 1° Circolo didattico, abbiamo cominciato questa sperimentazione tre anni scolastici fa con risultati a dir poco entusiasmanti: i bambini, inutile dirlo, ne sono elettrizzati, i genitori, per lo più, aderiscono con piacere, le attività che si possono legare a questo approccio sono innumerevoli e soprattutto, noi insegnanti, abbiamo l’opportunità di mostrare ai nostri allievi quanti e quali sono gli usi corretti, utili e divertenti degli strumenti tecnologici e di Internet, indicando loro allo stesso tempo, in maniera pratica e immediata, come stare alla larga dai pericoli e dalle insidie propri degli stessi strumenti.

Come procedere
Come sempre quando si decide di adottare una nuova strategia, è utile pianificare le varie fasi in anticipo.
Naturalmente ci possono essere vari modi di procedere, dettati da variabili diverse, come ad esempio: età degli studenti, caratteristiche del proprio Istituto e del proprio territorio, partecipazione più o meno attiva delle famiglie alla vita scolastica, ecc…
In ogni caso, conoscere l’esperienza di chi ha già adottato il sistema proposto con successo, può essere un utile punto di partenza.
Noi ci siamo mossi così:

Fase 1. Accertarsi di avere a disposizione un numero sufficiente di device.
Abbiamo inviato un questionario d'indagine conoscitiva alle famiglie, per chiedere informazioni circa il possesso di un device e l’eventuale disponibilità a lasciarlo portare a scuola dal proprio figlio/a.

A questo proposito, è importante sottolineare che non è necessario un device per ogni allievo, anzi non ne serve che 1 ogni due studenti e, all’occorrenza, ne può bastare anche uno ogni tre; quindi, per poter realizzare la sperimentazione, è già sufficiente un'adesione del 33% dei genitori.
N.B. A me, ad esempio, succede sempre di dover lasciare qualche tablet o portatile inutilizzato, dato che la nostra regola più importante è: mai soli davanti al pc! (v. più avanti: “Determinare poche inviolabili regole").

Fase 2. Tempistica
Abbiamo stabilito una data e un orario per la prima sperimentazione: il mercoledì alle prime due ore. Il giorno della settimana è pressoché indifferente, ma la durata, soprattutto dei primi "incontri BYOD” è importante: almeno due ore sono davvero utili, dato che si dovranno creare i piccoli gruppi, organizzare il setting d’aula (ad es. con tavoli collaborativi), probabilmente si dovrà aiutare i bambini con la prima connessione, ma soprattutto dedicarsi alla Fase 3, qui di seguito.

Fase 3. Determinare poche, ma inviolabili regole 
Se vogliamo che la sperimentazione funzioni, gli allievi dovranno conoscere e saper rispettare alcune regole essenziali. Anche queste dovranno essere pensate in base alle proprie classi, all’età e al grado di autonomia e responsabilità dei ragazzi e in generale al contesto in cui si opera.
Ecco le nostre regole principali (create e applicate con bambini di scuola primaria):

Regola numero 1.
 E’ importante essere sempre in compagnia quando si è davanti al device.
Regola numero 2. Prima di prendere e usare i device attendere il permesso delle insegnanti. 
Regola numero 3. Si può accedere a Internet solo con il permesso delle insegnanti.
Regola numero 4. Si possono svolgere solo le attività suggerite/richieste/consigliate dalle insegnanti. Se lo si desidera, è possibile proporre un’attività diversa, l’importante è attendere l’ok di un docente prima di procedere.

Fase 4. Cosa fare una volta a scuola con i device:  pianificare una o più attività.
E’ praticamente inutile che ve lo dica… qui c’è veramente da sbizzarrirsi… qualunque sia la vostra disciplina, il grado di istruzione in cui lavorate, il numero o l'età dei vostri allievi, c’è sempre un’attività giusta!

Tanto per fare alcuni esempi:

a. I gruppi possono scegliere (con la supervisione delle docenti) un argomento di cui parlare e lavorare quindi al blog della scuola creando nuovi post.

b
. Si può realizzare una sessione di coding (per approfondire vedi “Un’ora di coding”).
Di solito noi giochiamo insieme alla LIM, ma abbiamo provato anche in modalità BYOD e così abbiamo potuto osservare che ci sono alcuni vantaggi: ogni gruppo può scegliere il gioco e il grado di difficoltà che preferisce e si possono portare avanti i livelli dei vari giochi in più account contemporaneamente. 
A onor del vero, devo riportare che, nonostante ciò, i miei giovanissimi allievi preferiscono comunque la modalità LIM tutti assieme, probabilmente perché in effetti diventa un grande gioco di gruppo, le "teste che ragionano" sono tante e, un passettino alla volta, arrivano alla soluzione tramite un processo di cooperazione spesso davvero emozionante.
In ogni caso… una cosa non esclude l’altra e gli “esperimenti” portano sempre qualche regalo inaspettato, quindi, secondo la mia opinione, vale la pena tentare.

c. Ricerche, approfondimenti, elaborati di vario genere. 
Qualunque sia la vostra disciplina, c’è sempre qualche contenuto che merita di essere approfondito o rielaborato.  L’aspetto più interessante è che ogni piccolo gruppo può scegliere e proporre il “suo progetto”, lavorando a qualcosa che ha catturato la propria curiosità; in pratica si sfrutta la motivazione più efficace del processo di apprendimento: l'interesse spontaneo dell'allievo!

d
. Utilizzo di Google Apps
Sostituiscono i software di uso più comune, non pongono problemi di compatibilità (perché il software disponibile online è lo stesso per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser) e sono gratis… meglio di così!
Possono essere usate per le attività già proposte ai punti a e c, ma anche per tantissime altre: documenti di testo, presentazioni multimediali, fogli elettronici di calcolo, blog, pagine web… c’è solo l’imbarazzo della scelta!

e. Verifica di informatica
In una delle ultime sessioni di BYOD, ho voluto sfruttare questa modalità per fare una cosa seria. Pensavo: “Questa volta i miei ragazzi non saranno contentissimi…”, invece, quando ho comunicato loro: “Oggi vi ho fatto portare i device per fare la verifica di informatica”, si è levato un unanime “Sìììììì!”, con tanto di braccia al cielo… seguito dopo qualche secondo da una domanda: “Maestra, com’è una verifica di informatica?” Non mi sembra questo il posto giusto per gli emoticon, ma qui una faccina che ride di gusto ci starebbe davvero bene!
Per chi è curioso, ecco le richieste della nostra verifica:
  • connettete il vostro device;
  • accedete al nostro account Google;
  • entrate in Google Document e create un nuovo documento di testo o foglio di calcolo a vostro piacere; 
  • salvate il vostro file nella cartella “Verifica” del nostro Drive;
  • chiudete tutto; 
  • riaprite il file;
  • valutate il vostro operato, basandovi sulle eventuali difficoltà trovate lungo il percorso descrivendo il lavoro svolto oggi passo passo.
BYOD dal punto di vista dei miei giovani allievi

La condivisione di altre esperienze legate al BYOD sarà la benvenuta, utilizzate lo spazio "Commenti" qui sotto e... grazie!

Stefania
AD San Filippo 

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