Felt is, by its own nature, a frail substance subject to various changes during its manufacturing process: at first is soft wool, then changes to become wet and finally compact and strong. Since I only use natural components and a manual process, as felt undergoes these changes it can assimilate other materials and shift to different colors; in my creations, each part of Bergschaf wool may be recognized for its unique smell, color or texture. My products take advantage of the qualities of felt, a non-woven fabric whose existence predates even Greek and Roman civilizations. This historical heritage can be seen in its properties: felt is a simple and humble material, closely tied to nature  and  sheep-farming culture.
For this reason, I chose not to use machinery or specific tools but just water, soap and a lot of manual labor. The care and work that I pour in these projects allows both me and others to appreciate the smell, the warmth, the color and all the little details and imperfections so typical of nature. 
Throughout a number of years I tried different ways to express the uniqueness of felt using common household objects such as lamps, curtains, carpets and bags. These are as much aesthetic as meaningful, because they convey emotions and sensations by speaking the language of nature. During my research and my experience with materials, I kept stumbling upon new ways to use them, new things to say and I always welcome these developments with surprise. Recently I decided to underline this link with nature by including in my creations twigs, leaves and grass. I tried to focus on simple designs, to avoid the use of what little technology I experimented in the past: everything, except for the electrical components, is 100% natural and can be disposed of with little or no impact on the environment.
My study of felt does not start with an abstract idea, but from combinations and experimentation. I explore its properties and I try combining it with other materials that could fit the humble nature of Bergschaf wool like the rusted iron cable used to bind the hay stacks, the palm tree leaves, carton packaging and chimney brush rods.
When I need to create a self-standing structure, I use wooden frames or isinglass.
The felt itself is used in its raw and “impure”, structure, without any prior processing: in the wool you can still find blades of grass. The crafting process has to be manual in each and every step, in order to keep a close contact with the raw material and preserve its natural qualities. A mechanical process may lead to better manufacturing quality, but it destroys what makes the material special by turning the finished product in a bland, anonymous object. Throughout the whole procedure, starting from the selection of the raw materials, I try to keep the tangible effects of my target in the final product.
My final goal is to put attention on mankind and his ancestral need for nature and well-being and I do this by trying to arise emotions without mediations or interpretations, with great concern about the ecological aspect. My aim is to encourage people to recycle, to  avoid waste and to refrain from excessive consumerism, in a more sustainable world view.

Il feltro è, per sua natura, un materiale delicato ed instabile che subisce varie trasformazioni durante la sua lavorazione: soffice, bagnato ed infine compatto. Poiché utilizzo solo materiali naturali e lavorati a mano, in questo passare da una consistenza all'altra il feltro può incorporarne altri e di colori diversi.
 Grazie a questo processo manuale e alla genuinità della lana Bergcshaf, ogni centimetro di feltro può essere riconosciuto dall'altro per colore, consistenza ed odore.
I miei prodotti per la casa usano il feltro, una stoffa, non un tessuto, la cui esistenza precede addirittura Greci e Romani; il feltro è un materiale semplice, con profondi legami alla pastorizia e alla natura. Nella mia tecnica, per scelta, non utilizzo macchine o utensili: solo acqua, sapone e un grosso impegno manuale.
È per via di questa natura peculiare e dell'eredità che la lana cardata si porta dietro, che ho deciso di riscoprire questo lato nascosto e di permettere ad altri di ritrovare il tatto, il calore, l'odore e tutti i piccoli dettagli ed imperfezioni tipiche delle cose naturali. In questi anni mi sono concentrata sulla ricerca di un linguaggio del feltro, di possibili modi di realizzare oggetti di uso quotidiano che fossero anche oggetti artistici: lampade, tappeti, tende e borse.
Il mio intento non è solo quello di creare oggetti estetici ma di comunicare nel linguaggio della natura; trovo che il feltro sia il materiale migliore per raggiungere tale scopo e durante la mia ricerca non ho mai smesso di sorprendermi davanti alle nuove possibilità che il feltro mi offriva. Ultimamente, in particolare, mi sono spinta ancor più verso la natura, includendo rami, foglie ed erba. Ho lavorato su forme semplici e tolto quel poco di tecnologia con cui in passato avevo sperimentato. Gli oggetti, a parte i necessari sistemi di illuminazione, sono interamente biodegradabili, con un impatto ambientale del tutto trascurabile.
La mia ricerca non parte da un design formale, bensì dalle combinazioni e dalla sperimentazione che il feltro mi permette: esploro e creo a partire dall'accostamento di materiali semplici ed appropriati con cui la lana Bergschaf si sposa particolarmente bene: il fil di ferro arrugginito che lega le balle di fieno, le nervature delle foglie di palma, gli imballaggi di cartone, la spazzola per pulire il camino.
Alternativamente ricorro, ove necessario, a strutture in legno o alla colla di pesce quando devo ottenere una struttura auto-portante. Lo stesso feltro utilizzato è grezzo e “impuro”, a volte contiene ancora fili d'erba perché sottoposto a minimi processi di lavorazione.
La produzione nelle mie creazioni non può che essere esclusivamente manuale in ogni sua fase; devo poter mantenere un rapporto sinergico con la materia, passando dall'ideazione alla realizzazione e un processo di lavorazione intrusivo e meccanizzato porterebbe alla sottrazione dei segni e degli elementi che la contraddistinguono.
Il tentativo è, come sempre, quello di perseguire tenacemente il mio obiettivo affinché questo si possa ritrovare nel lavoro compiuto.
Lo scopo ultimo della mia ricerca è di riportare l'attenzione verso l'uomo e la sua aspirazione di benessere evocando emozioni senza mediazioni, senza interpretazioni, mantenendo una costante attenzione all'aspetto ecologico e sensibilizzando le persone al consumo attento, al riuso, al riciclo nell'ottica di un mondo più sostenibile.