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GENOCIDIO ARMENO


La nostra scuola ha aderito a un progetto chiamato: “Conoscere la guerra per scegliere la pace” per farci conoscere i diversi conflitti e genocidi che hanno insaguinato la prima metà del Novecento. In particolare abbiamo approfondito il genocidio armeno e quello ebraico, facendoci aiutare anche da testimoni discendenti di uomini che hanno vissuto quegli oscuri periodi storici. Durante le ore scolastiche questi testimoni sono venuti nelle nostre classi: abbiamo ascoltato e visto filmati e presentazioni Power Point e siamo riusciti anche ad avere nelle nostre mani dei veri documenti di quel periodo, sono delle ricchezze così preziose che averle viste è un previlegio.

 

         



        IL GENOCIDIO ARMENO

Per conoscere ciò che avvenne durante il genocidio armeno ci siamo fatti aiutare da un testimone figlio di un uomo che in giovane età ha vissuto con sua madre la strage armena.                                                                 Ci ha fatto conoscere la brutalità con la quale i Turchi hanno  sterminato la sua etnia.                                                      

 Edmon Karagozyan ha cominciato il suo racconto dicendo:

non ci sono distinzioni di razza, o di meno importanti, perché c’è una sola razza, quella umana

Il genocidio inizia in contemporanea con la prima guerra mondiale, nel 1915, quando il governo turco, impaurito dalla grande potenza della piccola etnia decide così di dare il via allo sterminio. La causa principale era quella economica, ma convinsero il popolo che fosse per una questione di territorio, anche perché molti Armeni erano ben integrati nella società e non c’era motivo di perseguitare questo piccolo popolo.  La strage ha inizio con l’uccisione di tutti i maschi o castrandoli per evitare così delle nuove nascite.  Successivamente hanno deportato tutte le donne con i bambini in Siria, facendoli morire o a causa di mancanza di beni primari o uccidendoli nel cammino verso il deserto siriano, su due piedi, senza pensarci. Molte donne per procurarsi del cibo per loro e per i bimbi hanno dovuto prostituirsi ai soldati. Sono stati per molto tempo in condizioni estreme, senza cibo e acqua per sopravvivere, subendo lo strazio più grande, rispetto agli uomini.                                                           

 Alla fine di questo orrore sono morte 1 500 000 persone, senza motivo, senza avere colpe, se può essere una colpa appartenere alla etnia armena.                                                                        Nel periodo in cui è avvenuto il genocidio, questa parola era ancora inesistente, infatti è nata solamente nel 1944 da un avvocato ebreo-polacco. Ma anche dopo aver conosciuto questa parola il popolo turco non riconosce di aver ucciso tutte queste persone e di aver commesso il genocidio, ed è per questo che l’etnia armena è ancora “delusa” dai turchi e sente ancora il peso della negazione della verità.

 

PARLARNE PER NON VIVERE ANCORA QUESTO ORRORE

                  

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