Molti studenti mi chiedono a cosa serve la 
storia. Beh, la risposta si trova in un bellissimo aforisma di Oscar Wilde: lo sapete qual è il peggiore insegnante? La vita, perché prima ti fa l'esame e poi ti dà la lezione. Se pensiamo che la storia non è la vita, ma la sua spiegazione, possiamo allora comprenderne l'importanza.
Lo stesso vale per la letteratura, perché tu vivi emotivamente (senza subire conseguenze) l'esame che la vita fa ad altri. È una sorta di vaccino (i greci la chiamavano catarsi) che la cultura ci offre contro ciò che gli uomini del Novecento chiamavano il "male di vivere".

Tutto quello che noi viviamo, pensiamo, sentiamo, insomma le nostre categorie di vita, non sono solo una scelta personale ma anche un’accettazione consapevole o passiva di un mondo che ci ha preceduto. È importante, quindi, comprendere che dentro una semplice espressione, un gesto o in un grande saggio vi è una radice culturale, c’è tutto un mondo da scoprire e rispettare, non solo perché chi lo ha prodotto ha vissuto e combattuto prima di noi, ma anche per comprendere realmente ciò che diciamo e ciò che scegliamo. Gli approfondimenti offrono quindi piccole finestre-aperte, per scoprire il nostro mondo e quindi vivere più consapevolmente questa nostra piccola grandissima esistenza.