Mobilità del personale docente,
educativo ed ATA a.s. 2020/21

L’ordinanza ministeriale pubblicata il 23 marzo 2020 avvia le procedure di mobilità del personale docente, educativo e ATA (Ausiliario, Tecnico e Amministrativo) per l’anno scolastico 2020/2021. Per i docenti di religione cattolica è disponibile un’ordinanza ad hoc.

Da sabato 28 marzo 2020 è data la possibilità ai docenti di presentare le domande di mobilità territoriale e professionale.

Suk sito nazionale della FLC CGIL è stata aperta una sezione speciale dove sono raccolti i riferimenti normativi e contrattuali, i modelli di autocertificazione ed una scheda di supporto per la presentazione delle domande.
Sul sito del Ministero dell’Istruzione è aperta una nuova area dedicata alla mobilità 2020/2021 nella quale sono disponibili la modulistica e i bollettini ufficiali.

Per consulenza sulle procedure di mobilità e per l'assistenza personalizzata alla compilazione e caricamento della domande fai click sul pulsante qui sotto o contatta la struttura FLC CGIL del tuo territorio

Il corona virus e la scuola: democrazia e rispetto dei diritti nella gestione dell’emergenza 

Nell’attuale contesto di profonda incertezza e angoscia determinato dalla situazione di emergenza, decine di Dirigenti scolastici, rilevando la gravità della situazione di fronte alla necessità di un ripensamento della didattica e dell’organizzazione, hanno tempestivamente avviato il confronto con le RSU e le OO. SS. territoriali per concordare prassi, tempi e modalità di gestione dell’emergenza.

Abbiamo apprezzato tale atteggiamento, nella convinzione che il confronto e la collaborazione fra le parti, come prescritto dalla vigente normativa, possa contribuire a generare scelte opportune e adeguate, al tempo stesso efficaci e rispettose dei diritti dei lavoratori tutti, dirigenti compresi. Alcune note ministeriali e alcuni dirigenti scolastici sono invece andati in una direzione opposta travalicando le norme e la collegialità.

Noi crediamo che lo stato di emergenza non possa generare la cancellazione di ogni regola perché ciò determinerebbe la cancellazione di ogni garanzia e tutela del personale tutto, degli alunni e delle famiglie. Si muove dalle norme e, passando per l’applicazione delle stesse, insieme si cercano e si adottano scelte congruenti.

Attualmente il rischio di confondere la necessità della prosecuzione delle attività con l’obbligo di adottare pratiche formali, quali che siano, prive di effettive ricadute didattiche è fortissimo. Nelle scuole non vi sono ausili, supporti e strumentazioni adeguati a disposizione dei lavoratori e ancor meno degli alunni e delle famiglie. Il ritardo infrastrutturale delle reti telematiche sarde è drammatico e la “didattica digitale” rischia di amplificare ulteriormente la potenzialità di discriminazione e di segregazione insita nella scuola come purtroppo testimonia il 28% di dispersione scolastica. 

Con la cosiddetta didattica a distanza, si opera ogni giorno al massimo dell’impegno anche lavorando oltre i propri orari di servizio, senza riuscire a raggiungere proprio coloro che ne avrebbero maggiormente bisogno ed a fronte di risultati poco soddisfacenti.

Anche perché la didattica a distanza è una derivazione forzosa dello stato di emergenza. Forse una delle poche possibili in questa situazione ma che di fatto non si adatta al contesto reale e non risponde alle esigenze degli alunni e delle famiglie. La didattica, quella vera, si basa sulla relazione interpersonale, ben lontana da questo tipo di mediazione tecnologica.

Occorrerebbero organici adeguati, infrastrutture e strumentazioni idonee, supporti tecnologici utilizzabili da tutti, una politica statale che attraverso una visione prospettica della scuola, nel riconoscimento fattuale del ruolo fondamentale della stessa, operi per attrezzarla perché l’emergenza non divenga catastrofe relazionale e didattica.

Da più di un ventennio la scuola è depauperata dei suoi elementi fondanti mentre un vortice di adempimenti burocratici e sub didattici, spesso vessatori, incombono sui dirigenti, sul personale ATA ed i docenti. 

Si opera spesso travalicando regole e trascurando, maioris causa, la realtà delle cose, in una solitudine professionale intollerabile.

Le emergenze si susseguono una dopo l’altra senza lasciare il tempo di prepararsi a quelle che davvero sono tali. Come quest’ultima. Che ci ha colto profondamente impreparati in tutti i sensi ed in tutti i campi.

Noi siamo al servizio della comunità scolastica, cui offriamo tutta la nostra diponibilità, con la forte convinzione e volontà di sostenerla in un momento delicatissimo in cui, molto dell’operato della scuola, è affidato solo ed esclusivamente alla buona volontà, all’impegno e alla professionalità di tutti i profili professionali che vi operano.

Questo isolamento è iniquo ed ingiusto, soprattutto nei confronti della società stessa.

La scuola, quella che noi crediamo sia luogo di crescita democratica e plurale, ha bisogno di ispirare la propria azione ai principi della solidarietà e della cooperazione, della democrazia, dell’uguaglianza. I principi cardine della Repubblica e della Costituzione Italiana.

Per questo crediamo che i toni imperativi e perfino arroganti, come quelli usati dall’Associazione nazionale Presidi nel comunicato di qualche giorno fa, finalizzato solo a screditare i sindacati rei di aver chiesto unitariamente il ritiro della nota MIUR prot. 388, travalichino le norme ed eludano i più importanti principi fondanti la scuola italiana. Una posizione, ben oltre la valorizzazione professionale di una professione complessa e delicata, che fonda le sue motivazioni nella autoritaria e non abbandonata visione del dirigente scolastico, al di fuori e superiore alla comunità scolastica. Un retaggio che affonda le sue radici nell’impalcatura della L. 107/2015, che speravamo superata e che ritrova, invece, nuova forza anche per la presenza ai vertici del Ministero dell’Istruzione di alcuni degli estensori di quella norma sciagurata.

Per questi motivi, noi continueremo sempre ad auspicare e sostenere con equilibrio e serietà il dialogo aperto e costruttivo con tutte le parti, sperando di convincere anche quelli che questo dialogo evidentemente lo vorrebbero definitivamente eliminare, cancellando al contempo anche la democrazia e tutto ciò che la rappresenta. Non è questo quello che noi auspichiamo e non è questo di cui necessita il nostro paese, tantomeno in questo momento.

Emanuele Usai
Segretario Generale della FLC CGIL della Sardegna

25 marzo 2020



Pubblicato il Decreto Ministeriale n. 187 del 26 marzo 2020

L'atto assegnana alla Sardegna 25 Assistenti tecnici per il primo ciclo scolastico e risorse finanziarie per strumenti e dispositivi digitali e per la formazione del personale della scuola

Ordinanza Ministero dell’Istruzione Mobilità del personale della scuola - leggi il comunicato unitario

Sostegno scolastico. Emergenza sarda

Nei numeri assegnati alla Sardegna, tutto il disinteresse delle istituzioni scolastiche e politiche


24 febbraio 2020

Mentre in Sardegna aumentano, ogni anno, le diagnosi di disabilità nei bambini e bambine in età scolare, assistiamo all’indifferenza delle istituzioni che questa emergenza, destinata a crescere ancora, dovrebbero fronteggiarla, predisponendo percorsi atti a formare adeguatamente gli insegnanti a cui questi bambini e bambine dovranno essere affidati. 

Il MIUR per primo, che nell’emanazione del Decreto Ministeriale N. 95 del 12/02/2020 assegna ad ogni regione i posti disponibili per i percorsi di Specializzazione del V ciclo TFA sostegno, ha previsto per la Sardegna complessivamente soltanto 390 posti divisi tra le due Università sarde.

La portata di numeri così risicati può essere valutata se consideriamo che in Sardegna ci sono attualmente circa 2000 posti disponibili che potrebbero essere assegnati al ruolo nel sostegno nei vari ordini di scuola, mentre altri 4-5000 dovrebbero essere coperti con supplenze che ogni anno si determinano in concreto in organico di fatto. In questo quadro, solo una piccola parte dei posti su sostegno è coperto da insegnanti specializzati, mentre il resto viene assegnato a docenti privi di specializzazione, negando di fatto, ai bambini disabili e alle loro famiglie la possibilità di una offerta formativa adeguata alle loro specifiche esigenze.

La specializzazione, infatti, pone gli insegnanti di sostegno nella condizione di svolgere il ruolo fondamentale che compete loro, finalizzato a favorire il processo di piena inclusione scolastica ad alunni e alunne ad alto rischio di marginalizzazione e a predisporre interventi individualizzati mirati a garantire il raggiungimento degli obiettivi previsti dal PEI.

Nonostante la dedizione e l’impegno che migliaia di insegnanti privi di specializzazione profondono in questo delicato ruolo, non si può pensare né pretendere che la competenza professionale che non hanno potuto acquisire in un percorso specificamente mirato a questo, possa essere sopperito attraverso l’iniziativa autonoma di studio e ricerca.

Quella del MIUR pertanto appare una scelta incomprensibile ed ingiustificata, come altrettanto incomprensibili ed ingiustificate appaiono le motivazioni di mancanza di docenti e strutture che le Università sarde adducono per lo scarso impegno nell’attivazione dei corsi. Ricordiamo che ogni corsista TFA versa nelle casse delle Università oltre 3000 euro, e in aggiunta altri contributi regionali, rendendo il TFA, di fatto, un percorso formativo autofinanziato. Dalle Università sarde ci aspettiamo quindi che diano risposta alle necessità di alta formazione richieste dal tessuto sociale nel quale sono collocate, così come la loro stessa funzione prevede.

Il MIUR, dal canto suo, a fronte dei numeri ridotti assegnati alla Sardegna, ha autorizzato in Sicilia oltre 4.600 specializzazioni, con un incremento del 300%. Si pensi che nella sola università di Messina sono messi a bando 2000 posti.

La Giunta Regionale sarda e insieme l’Assessorato all’istruzione, di fronte a tutto questo, sonnecchiano indifferenti non attuando le loro prerogative in termini di vigilanza ed intervento al fine di garantire la qualità dell’offerta formativa sarda anche e soprattutto a tutela dei soggetti più fragili.

La FLC-CGIL sarda, per l’ennesima volta dall’inizio di quest’anno scolastico, sollecita le Istituzioni competenti e la Giunta Regionale in capo a tutte ad operare una programmazione cosciente, attraverso scelte politiche e finanziarie indirizzate alla riduzione, se non eliminazione, dei principali e più delicati problemi della scuola sarda che incidono su tutta società nel suo complesso.

Stefania Lilliu
Segreteria della Flc Cgil della Sardegna


La Scuola sarda merita di più e ha diritto ad averlo

Dopo il varo del dimensionamento regionale scolastico 2020/21 rimangono tutte le insufficienze della politica regionale in tema di Scuola.

Il varo del piano di dimensionamento Regionale 2020/21, del quale l’Assessore Biancareddu ha voluto diffondere mediaticamente il suo personale riassunto, propone, all’apparenza, novità e conferme rispetto al passato nell’atteggiamento della politica regionale sulla scuola sarda.

La novità è la sostanziale mancanza dell’accanimento nella chiusura di punti di erogazione del servizio scolastico che, invece, ha caratterizzato il dimensionamento regionale degli ultimi due decenni che ha comportato una drastica riduzione delle autonomie scolastiche sarde e dei loro organici e, viceversa, ha incrementato il numero delle pluriclassi e la dispersione scolastica, assecondando e favorendo la desertificazione culturale, sociale ed economica di vaste aree della Sardegna. Ma questa novità non si esprime con valenza positiva, anzi è sintomo di passività e di mancanza di proposte.

È un giudizio che viene confermato dalla ferma volontà della Regione di rifiutare il confronto con il mondo sociale e professionale della scuola, nonché dall’indifferenza politica che ha accompagnato una azione, il dimensionamento, che, pur essendo di natura amministrativa, determina profonde conseguenze sulla qualità dell’offerta formativa.

In definitiva, si ripropone il rifiuto storico della RAS di affrontare una seria e responsabile riflessione sul ruolo della conoscenza nei processi di sviluppo complessivo della Sardegna.
Si ignora il dovere, prima di tutto politico e solo dopo amministrativo, di ragionare su come realizzare in Sardegna una scuola in sintonia con il modello delineato dalla Costituzione, che chiede al settore pubblico di occuparsi in prima persona della funzione dell’istruzione quale motore...

Continua a leggere la nota della Segreteria FLC CGIL della Sardegna La Scuola sarda merita di più e ha diritto ad averlo

Annunci recenti

  • Il corona virus e la scuola: democrazia e rispetto dei diritti nella gestione dell’emergenza Nell’attuale contesto di profonda incertezza e angoscia determinato dalla situazione di emergenza, decine di Dirigenti scolastici, rilevando la gravità della situazione di fronte alla necessità di un ripensamento della ...
    Inviato in data 25 mar 2020, 13:57 da FLC CGIL Sardegna
  • La Scuola sarda merita di più e ha diritto ad averlo Dopo il varo del dimensionamento regionale scolastico 2020/21 rimangono tutte le insufficienze della politica regionale in tema di Scuola. Il varo del piano di dimensionamento Regionale 2020/21, del ...
    Inviato in data 9 feb 2020, 13:01 da FLC CGIL Sardegna
  • 100 Scuole sarde senza DSGA Circa il 40% delle scuole sarde non ha il Direttore dei servizi generali e amministrativi!Quasi vent’anni di disinteresse irresponsabile e colpevole del MIUR hanno determinato questa incredibile situazione ...
    Inviato in data 21 ott 2019, 03:14 da FLC CGIL Sardegna
  • Arretrati dei Fondi accessori 2008/15 - Lista Speciale LR 3/2008 Conclusa positivamente una delle vertenze più lunghe che ha riguardato il personale dipendente dalla Regione Sardegna con contratto Formazione Professionale ex Lista speciale LR n. 3/2008. L’Amministrazione regionale ...
    Inviato in data 17 ott 2019, 11:22 da FLC CGIL Sardegna
  • Per il diritto ad una Scuola sarda inclusiva Per il diritto ad una Scuola sarda inclusiva Federica non sarebbe entrata a scuola quest'anno. I genitori avevano deciso che a scuola non ci sarebbe andata. Noi stiamo dalla ...
    Inviato in data 10 ott 2019, 14:04 da FLC CGIL Sardegna
Post visualizzati 1 - 5 di 5. Visualizza altro »